Importante ribadire, prima di parlare di terapia ormonale, l'importanza di un colloquio preliminare tra medico e paziente, indispensabile per raccogliere l'anamnesi, per capire se è effettivamente necessaria una terapia, per scegliere quella più adatta e per valutarne rischi e benefici.

Sempre durante il primo incontro, il ginecologo dovrebbe eseguire una visita ginecologica per valutare le caratteristiche dell'utero e degli annessi (ovaie e tube) e il trofismo delle pareti vaginali, procedere a una palpazione del seno, misurare la pressione arteriosa.

Innanzitutto è fondamentale cercare di capire quando le controindicazioni all'uso di terapie sostitutive siano "assolute" (ossia non prevedono eccezioni) oppure "relative" (ossia possono essere ignorate se le motivazioni che inducono ad assumere un farmaco sono davvero importanti) e se riguardino solo alcuni farmaci oppure la loro totalità.

Sono controindicazioni ASSOLUTE nei riguardi di tutte le terapie sostitutive ormonali in meno pausa:

  • l'esistenza di perdite ematiche di natura ancora incerta,
  • le patologie acute del fegato,
  • le tromboflebiti e le recenti tromboembolie,
  • i tumori del seno e dell'endometrio,
  • le tumefazioni del seno ancora oggetto di indagine,
  • la possibilità che esista una gravidanza in atto.

Sono controindicazioni RELATIVE:

  • l'esistenza di malattie croniche del fegato,
  • una considerevole familiarità per i tumori del seno e dell'endometrio,
  • una anamnesi familiare positiva per le tromboembolie,
  • una storia personale di tumore al seno, dell'endometrio o dell'ovaio,
  • un'anamnesi positiva per un episodio di tromboembolia non dipedente da anomalie della coagulazione.

 

Secondo l'Associazione medici endocrinologi (AME) la terapia per la menopausa non può essere la stessa per tutte le donne.

Per questo motivo ha reso disponibile a medici e pazienti una guida nella quale in sette punti vengono riassunti i comportamenti corretti che portino a decidere di utilizzare una teraia ormonale sostitutiva (TOS) nella menopausa, una fase molto delicata della vita di una donna, come ha spiegato Vincenzo Toscano (Past President Ame):

"in questo periodo alcune donne accusano disturbi per i quali esistono cure e rimedi utili a garantire loro comunque una buona qualità di vita. Sono soluzioni, però, che non vanno bene per tutte e possono variare in base all'età della donna, alle patologie pregresse e ai sintomi riportati " ha affermato.

 

È stato infatti dimostrato che i rischi della TOS, accusata di essere collegata a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e cancro al seno, sono più bassi per alcune donne e che la sua somministrazione va valutata caso per caso, anche perchè i sintomi non sono sempre gli stessi. 

Questi i 7 punti contenuti nella guida consigliati dall'AME:

  1. TOS consigliata per donne con vampate e sudorazioni notturne con meno di 60 anni e in menopausa da meno di 10 anni.
  2. Donne con menopausa precoce senza controindicazioni fino all'età media della menopausa (48-52 anni)
  3. Preferire la per la terapia formulazioni trans-dermiche rispetto a quelle orali per una incidenza minore del trombo-embolismo venoso.
  4. Non utilizzare preparati a base di ormoni naturali bio-sintetici, se non approvati.
  5. La TOS non è raccomandata per la prevenzione primaria o secondaria nelle malattie cardivascolari o della demenza.
  6. In questo punto vengono elencati una serie di terapie non ormonali nei sintomi vaso-motori 
  7. Alle donne con i soli sintomi genito-urinari si raccomanda l'uso di estrogeno locali

 

Concludo ribadendo che il medico si deve porre per prima cosa il problema fondamentale della necessità, dell'opportunità o della semplice convenienza di una terapia ormonale sostitutiva consultando la donna e valutando se esistono controindicazioni nei confronti di tale trattamento.