Chiarimenti sulle mascherine filtranti per il Coronavirus

Dr. Nicola BlasiData pubblicazione: 25 febbraio 2020

Per chiarire questo aspetto della infezione virale da Coronavirus, ritengo utile riportare quello che dichiarato Claudio Galbiati, Presidente di Assosistema Safety:

"L'emergenza del Coronavirus e la corsa alle mascherine filtranti di questi giorni ci impone di fornire, come Associazione di categoria che in Confindustria rappresenta i maggiori produttori e distributori di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), alcuni importanti chiarimenti sul loro utilizzo e sulla loro efficacia di protezione, il DPI, per essere considerato tale, deve rispettare "i requisiti essenziali di salute e di sicurezza e delle procedure di valutazione della conformità", così come richiede il regolamento UE 2016/425.

Per essere efficace e sicuro, nei confronti di questa emergenza, l'OMS (Organizzazuione Mondiale della Sanità) prescrive un dispositivo conforme alla norma EN 149 con valida marcatura CE seguita dal numero dell'Organismo di Controllo che ne autorizza la commercializzazione.

Alberto Spasciani, Vice Presidente di Assosistema Safety afferma:

"Spesso, specialmente nei grandi centri commerciali, si trovano mascherine non classificabili come DPI e perciò non efficaci contro il Coronavirus. Attenzione, quindi, a scegliere prodotti conformi ed efficaci con informazioni verificate e coerenti. Occorre concentrarsi sul tipo di mascherine filtranti che possono essere utilizzate. Abbiamo, infatti, diverse tipologie di prodotto, quelle consigliate sono FFP2 e FFP3 che danno un'efficacia filtrante del 92% e del 98%."

 

Un aspetto importante da evidenziare è quello che come DPI (occhiali, guanti e tute) sono esclusvi per il personale sanitario che deve avvicinarsi a persone infette o malate.

Ma Assosistema avverte anche che è importante e doveroso distingure le maschere di protezione respiratorie dalle mascherine chirurgiche. Queste ultime sono dispotivi medici e nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche (es.: sala operatoria) e non il personale sanitario, dal momento che non presentano un bordo di tenuta sul volto ed uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza dei DPI.

La position paper conclude:

"Quando è necessaria la protezione del personale sanitario, si deve utilizzare un DPI ed indossarlo correttamente, avendo cura di seguire le istruzioni del fabbricante e verificando la tenuta della mascera al volto dell'operatore.

Questo è fondamentale per garantire la protezione, dato che anche il dispositivo più sofisticato indossato in maniera non corretta, non serve a nulla!"

Concludo affermando che la inutile corsa all'acquisto di mascherine (non conformi) genera uno spreco di soldi e una falsa sensazione di protezione.

 

Ricordo che questi dispositivi sono utili per i "contagiati" che potrebbero trasmettere l'infezione virale, non per i cittadini "sani".

Autore

blasinicola
Dr. Nicola Blasi Ginecologo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso Università di BARI.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Bari tesserino n° 4485.

10 commenti

#1
Dr. Salvo Catania
Dr. Salvo Catania

Bravo intanto Nicola per avere sollevato un tema di grande attualita',
soprattutto qui a Milano.

Pero' purtroppo quelli che dovrebbero darci delle informazioni e direttive corrette sono preparatissimi in linea teorica sulle stesse , ma poi si perdono
sui problemi spiccioli che dovrebbero spiegare meglio !

Perche' in realta' le mascherine che intendiamo noi in realta' servono anche se potrebbero essere sostituite da qualsiasi strumento in grado di impedire il contatto diretto tra mani e viso.

Diamo, essendo non competente, per scontato che quanto riportato da te sia tutto giusto e corretto, ma all'atto pratico e' fuorviante perche' il problema andava spiegato forse in modo del tutto differente.

Io ho cercato di farlo nel mio blog Ragazze Fuori di Seno stamattina

(post# 176.779 )

https://www.medicitalia.it/spazioutenti/forum-rfs-100/come-si-calcola-il-rischio-reale-per-il-tumore-al-seno-44-11786.html

In realta' le mascherine servono per impedire che con le mani ci si possa toccare bocca e naso !

Forse sarebbe stato meglio dire : se non trovate le mascherine , copritevi con la sciarpa ( a Milano e' tornato il freddo) oppure uscite fuori a festeggiare con la maschera di Carnevale !

Comunque complimenti per avere sollevato il problema !

#2
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Ti ringrazio SALVO ,
e concordo sulla utilità di una "corretta comunicazione" .
Bisogna affrontare il rischio prendendo tutte le precauzioni sensate(quelle suggerite dai veri esperti ) ma non quelle insensate , generate da un bisogno immaturo e pericoloso di governare l'ingovernabile.
Ti saluto

#3
Dr. Diego Ruffoni
Dr. Diego Ruffoni

Grazie Nicola, complimenti per il tuo contributo, quindi ai contagiati la struttura ospedaliera fornisce la idonea mascherina prima della dimissione visto che questi dispositivi sono utili per i "contagiati" che potrebbero trasmettere l'infezione virale, non per i cittadini "sani". Quindi possiamo distinguere il portatore virale conclamato, se entra nei nostri studi con la mascherina?

#4
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Certo queste le indicazioni dell'OMS
Ciao DIEGO

#5
Utente 587XXX
Utente 587XXX

Scusate vorrei capire una volta per tutte una cosa... Se per esempio io esco di casa senza mascherina né guanti e vado dietro casa dove ci sono i campi e un boschetto a fare due passi e respirare a pieni polmoni, c'è il rischio che prenda il virus? Cioè, è a diffusione aerea o no ? Per esempio se un malato un ora prima è passato nel campo prima di me ed ha sputato per terra e poi ci passo sopra io, posso sollevare del pulviscoli e di conseguenza il virus di nuovo in aria e respirarlo ammalandomi ? Cioè io non tocco niente e non sfioro anima viva perché in tutto il tragitto cioè 30 metri di marciapiede e poi campi e boschetti non c'è appunto nessuno e se vedessi qualcuno mi allontano a più di 20 metri... Vorrei solo capire scusate...

#6
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

I virus del coronavirus cinese sopravvive sugli oggetti duri potrebbe essere superiore a quanto si è pensato finora. Ad affermarlo uno studio recente dell’Istituto di Igiene e Medicina Ambientale dell’Ospedale Universitario di Greifswald, in Germania. Secondo i risultati di questa ricerca il virus può resistere temperatura ambiente fino a 9 giorni su superfici come plastica, vetro o metallo. Generalmente i virus sopravvivono tra i 4 e i 5 giorni fuori da un organismo. Il progetto è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Hospital Infection. I ricercatori in forza all’ateneo tedesco hanno analizzato 22 studi sui coronavirus e la loro inattivazione. Insomma il coronavirus cinese resiste sulle superfici più dei comuni virus.

La ricerca è stata approntata per cercare di fare chiarezza su questo argomento. L’Organizzazione Mondiale della Salute aveva escluso quasi del tutto la possibilità di trasmissione del virus attraverso il virus sulle superfici. Anche i Centers for Disease Control and Prevention americani avevano affermato che non era possibile affermare la possibilità di contagio attraverso le superfici, perché non c’erano dati disponibili. Avevano comunque suggerito che probabilmente si possono usare le informazioni relative alla SARS e alla MERS.

#7
Utente 587XXX
Utente 587XXX

Ma in aria quindi no?

#9
Dr. Nicola Blasi
Dr. Nicola Blasi

Salvo , come al solito, la tua analisi cronologica è molto chiara .
Abbraccio virtuale.
SALUTI Nicola

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