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Perché con l'esercizio fisico si previene l'Alzheimer: la risposta nell'irisina

Dr. Mauro ColangeloData pubblicazione: 17 febbraio 2019Ultimo aggiornamento: 02 dicembre 2020

L’irisina, così denominata da Iris la mitologica messaggera degli Dei dell’Olimpo, è un ormone identificato nel 2012 nei laboratori della Harvard Medical School, Massachusetts Medical College, Mason St., Boston (USA), che è prodotto in gran quantità dal tessuto muscolare umano durante l’attività sportiva e sui cui possibili effetti per il controllo dell’obesità si è immediatamente acceso un grande interesse da parte della ricerca medica, anche per le conseguenze nell'approccio alla prevenzione dell'Alzheimer.

Irisina e alzheimer

L'irisina replica i benefici dell'attività fisica

I ricercatori di Boston avevano accertato che questa molecola è in grado di operare il meccanismo molecolare di browning, che consiste nel convertire la cellula adiposa bianca in grigia. Il tessuto adiposo bianco costituisce il serbatoio di energia disponibile per le funzioni vitali mentre quello bruno contribuisce alla termoregolazione; in talune condizioni, come nel fisiologico adattamento al freddo, parte delle popolazioni cellulari bianche vanno incontro al fenomeno del browning e questa riprogrammazione diventa un meccanismo brucia grassi, che è di enorme efficacia per la correzione del metabolismo del tessuto adiposo.

L’irisina è inoltre coinvolta nel controllo della densità minerale ossea e nella angiogenesi, ossia la formazione di nuovi vasi. In parole semplici, l’irisina, che per il suo meccanismo di produzione è classificata come una miochina, replica attraverso queste sue funzioni buona parte degli effetti positivi dell’attività fisica.

Lo studio pubblicato da Michael V. Lourenco e Coll. sulla rivista Nature Medicine [1] evidenzia un aspetto nuovo ed estremamente interessante dell’irisina, che fornisce la prova scientifica all’antico adagio “mens sana in corpore sano.

Il team di ricercatori ha bloccato in animali di laboratorio il gene FNDC5, che codifica il precursore dell’irisina (Fibronectin type III domain-containing protein 5), ed è subito apparsa evidente una progressiva riduzione della capacità di apprendimento e di memoria, che è stata successivamente ristorata rimuovendo il blocco della sintesi dell’ormone irisina.

Esiste una relazione tra esercizio fisico, irisina e Alzheimer?

È acquisito che la base neurobiologica del declino mentale nell’Alzheimer risieda nella perdita graduale della trasmissione fra le sinapsi nella aree cerebrali implicate nel meccanismo della memoria e delle funzioni esecutive, e da questa ricerca è stato rilevato che l’irisina mostra una capacità di ripristinare la funzionalità delle connessioni inter-sinaptiche.

Secondo James Pickett, Direttore di Ricerca della Alzheimer’s Society (Gran Bretagna), questa scoperta, sebbene attualmente limitata ai soli animali di laboratorio, da un canto aggiunge crescente evidenza alla relazione fra la protezione contro il declino mentale e i fattori di life-style come l’esercizio fisico, e dall’altro rappresenta una strada promettente per future ricerche e potenzialmente per nuove terapie.

Di fatto, benché l’esperienza abbia evidenziato quanto l’esercizio fisico diminuisca il rischio di demenza, dovrà essere approfondito il meccanismo con cui questo ormone esplichi nel cervello il suo effetto protettivo sul declino cognitivo e se sia efficace allo stesso modo nei due sessi.

Rosa Sancho, del Charity Alzheimer’s Research del Regno Unito, aggiunge che i risultati di questa ricerca illustrano il meccanismo biologico del benefico effetto dell’esercizio fisico sulla salute del cervello nel corso dell’invecchiamento.

Il Neurobiologo Ottavio Arancio della Columbia University, New York, NY, USA, ritiene che l’irisina possa costituire una attraente nuova terapia finalizzata a prevenire la demenza nei pazienti a rischio e per quei pazienti affetti da demenza cui sia preclusa la possibilità di un regolare esercizio fisico per co-morbidità o altre condizioni generali collegate all’età.

Nello studio dell'irisina nuove speranze per la prevenzione

In conclusione, questa ricerca lascia sperare che innalzando i livelli cerebrali di irisina, sia per via farmacologica che attraverso l’esercizio fisico, si concretizzi una nuova strategia terapeutica in grado di proteggere e riparare le funzioni sinaptiche danneggiate al fine di prevenire la malattia di Alzheimer.

[Exercise-linked FNDC5/irisin rescues synaptic plasticity and memory defects in Alzheimer’s models Springer, 25, 165-175 (2019)]


Autore

maurocolangelo
Dr. Mauro Colangelo Neurologo, Neurochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso Università Napoli.
Iscritto all'Ordine dei Medici di Napoli tesserino n° 11151.

15 commenti

#1
Ex utente
Ex utente

"L’irisina, così denominata da Iris la mitologica messaggera degli Dei dell’Olimpo, è un ormone identificato nel 2012 nei laboratori della Harvard Medical School, Massachusetts Medical College, Mason St., Boston (USA), che è prodotto in gran quantità dal tessuto muscolare umano durante l’attività sportiva"

Buongiorno Dottor Mauro Colangelo, apprezzando il consenso nel lasciarmi scrivere ciò che ho capito svolgendo una ricerca sul meccanismo di azione dell'esercizio fisico, vorrei indicare, con alcune ripetizioni delle quali mi scuso, il mio parere sul perché l'attività fisica può prevenire la Malattia di Alzheimer.
Al riguardo ho riportato la parte iniziale dello studio da Lei pubblicato, nel quale si legge che, l'ormone irisina è prodotto in gran quantità dal tessuto muscolare umano durante l'attività sportiva.
Allora Dr. Colangelo domando il consenso per indicare una possibile realtà: l'Ormone Irisina può essere un Biomarcatore, il quale è rilasciato dal tessuto muscolare in seguito all'Aumento dell'Attività Elettrica delle Cellule Muscolari, che si verifica ogni volta che pratichiamo l'esercizio fisico.
Per questo motivo le cellule adipose bianche sono convertite in cellule adipose grigie, convertendo in questo modo il grasso bianco (nocivo) in grasso bruno (protettivo).
Ora, per una maggiore descrizione, seppur avendolo già indicato in precedenti commenti, è necessario descrivere il perché si verifica l'aumento dell'attività elettrica muscolare durante l'esercizio fisico: sappiamo bene che, svolgendo l'attività fisica i muscoli ottengono le Vasodilatazioni, perché nello sforzo ai muscoli è necessaria una maggiore quantità dei componenti del sangue, principalmente di Ossigeno, soprattutto è indispensabile un'aumento di Ossigeno Disciolto, il quale è presente nel sangue in minima quantità, solo circa l'1-2% della intera ossigenazione sanguigna.

E quale è la caratteristica vera e fondamentale dell'Ossigeno Disciolto nel sangue?

Scusate se lo ripeto ma è doveroso dire che, l'Ossigeno Disciolto è Paramagnetico nel Sistema Cardiocircolatorio, e il paramagnetismo è necessario, insieme ad altri componenti del sangue (elettroliti, idrogeno, membrane cellulari polarizzate) per consentire i Potenziali d'Azione (Impulsi Elettrochimici) determinando l'Attività Elettrica delle Cellule del Cervello, del Cuore, e dei Muscoli.
Dunque possiamo capire che, aumentando i livelli cerebrali di irisina non si previene l'Alzheimer, ma la malattia neurodegenerativa si previene con l'esercizio fisico, il quale consente vari benefici, cito i più importanti:
1) L'attività Fisica Incrementa la pressione parziale di ossigeno disciolto paramagnetico, determinando l'aumento dell'attività elettrica cerebrale, cardiaca, e muscolare.

2) Consente una maggiore Gittata Cardiaca, per merito della quale otteniamo la Angiogenesi Cerebrale e Globale.

3) In seguito all'angiogenesi cerebrale è stimolato l'automatismo neurofisiologico che produce la Neurogenesi, la crescita di nuove Cellule nel Cervello, per merito delle quali possiamo prevenire la Malattia di Alzheimer.

Dottor Mauro Colangelo, sarebbe davvero importante il Suo-Vostro controllo di queste mie affermazioni, i Medici Italiani indicherebbero ai Medici di tutto il Mondo queste che io penso siano certissime realtà le quali possono Salvare dalle malattie molti Bambini e Persone adulte.
Ringrazio sinceramente e Saluto
Pino Fronzi

#2
Utente 510XXX
Utente 510XXX

Buona sera Dottore Colangelo,la ringrazio per la sua pubblicazione, come sempre molto chiara e preziosa. Da addetto ai lavori, sono un biologo e, nell'ambito sportivo, un Personal Trainer, nei vari anni della mia esperienza lavorativa, e professionale, ho avuto modo di constatare di quanto l'attività fisica abbia un'importanza determinante sul benessere psico fisico e sulla prevenzione di molte patologie legate alla senescenza cellulare, stato in cui la cellula non è più in grado di proliferare, ed è caratterizzata da una perdita della funzione fisiologica. Come giustamente Lei sottolinea I dati derivanti da vari studi testimoniano un evidente aumento del benessere e miglioramento delle condizioni di vita media dovuti agli enormi progressi della ricerca scientifica applicata alla medicina, lo stile di vita e la consapevolezza dei fattori di rischio stanno facendo sì che si viva di più e, mediamente, meglio.Con l’avanzare dell’età si assiste ad un progressivo Deterioramento Cognitivo e come ,giustamente sottolinea Lei, innalzando i livelli cerebrali di irisina, sia per via farmacologica che attraverso l’esercizio fisico, le modalità ed i tempi con i quali esso si verifica possono variare notevolmente ed i cambiamenti che comporta hanno ripercussioni sull' individuo, incidendo sul suo stile di vita e sulla sua qualità della vita.Personalmente non credo occorra generalizzare, mi è capitato di incontrare persone anziane con una memoria di ferro,e che avevano, come elemento comune, il fatto di non avere mai abbandonato l'attività fisica, anche se di basso impatto, anche se purtroppo il Deterioramento Cognitivo risulta essere impossibile da evitare, è fisiologico. Da un punto di vista organico le conseguenze sono il deterioramento cognitivo che portano al deterioramento delle cellule nervose con la conseguente riduzione della neurogenesi nell’ippocampo e quindi ad una riduzione e un indebolimento delle funzioni cognitive quali l'attenzione complessa funzioni esecutive, ed in particolare per quanto attiene alla mia professione, Funzione Percettivo-Motoria. Seguirò con molto interesse le sue future pubblicazioni, in particolare su questo argomento, e, soprattutto sulle novità attinenti la differenza tra i due sessi.
Grazie sempre per le sue preziose pubblicazioni.
Dott. Ciro De Cicco

#3
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Gentile Dottore,
La ringrazio del suo commento e la esorto, nella sua attività di personal trainer, a dedicare particolare attenzione ai soggetti di età non più giovanile affinché si realizzi quel che lei ha già constatato nella sua personale esperienza "di incontrare persone anziane con una memoria di ferro e che avevano, come elemento comune, il fatto di non avere mai abbandonato l'attività fisica".
Cordialmente

#9
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Alla cortese attenzione dell'Utente 392791.
Come ha constatato, 17.02.u.s. non ho oscurato il suo commento a questo articolo, sebbene ne ritenessi non condivisibile il contenuto sotto il profilo scientifico, in quanto mero frutto di sue personali elaborazioni che, per rispetto della libertà di pensiero, mi astengo dal commentare. Avendo Lei ripetitivamente postato altre due volte il medesimo commento, sono spiacente di doverlo oscurare in quanto non aggiunge nulla di nuovo a quanto già detto.
Cordialmente

#10
Ex utente
Ex utente

Grazie comunque per la correttezza, Dottor Mauro Colangelo, avrei apprezzato davvero un Suo approfondimento per quanto riguarda le cause della Malattia di Alzheimer da me descritte, ma se non ritiene che le mie idee basate su certe realtà dimostrabili possano avere una validità scientifica, scusandomi per l'insistenza Ringrazio e Saluto.
Pino Fronzi

#11
Ex utente
Ex utente

Buongiorno Dottor Mauro Colangelo, controllando su Internet ho trovato gli articoli che sto per inviare i quali vorrei fossero letti dagli Stimati Medici di questo Forum, e augurandomi di non essere irritante, Le domando il consenso per questo mio ultimo commento per quanto riguarda la Malattia di Alzheimer.
In Louisiana (USA) e in Israele, stanno sperimentando la ossigenoterapia iperbarica per la cura dell'Alzheimer, riscontrandone già dei Benefici per le Persone affette dalla malattia degenerativa, allora io penso che questi sono i primi passi perché tutti capiscano l'importanza di aumentare, anche solo di pochi mmHg, la pressione parziale di ossigeno libero-disciolto (pO2 arteriosa) paramagnetico e generatore di energia elettrochimica nel sangue, necessaria per consentire la Neurogenesi, e indispensabile per la cura efficace dell'Alzheimer.
Dottor Mauro Colangelo, se i Medici Americani e Israeliani si accorgeranno che bastano pochi mmHg in più della pressione parziale di ossigeno nel sangue per consentire la regressione della Malattia di Alzheimer, sarebbe un risultato che indicherebbe l'inizio della Nuova Medicina.
Un Saluto
Pino Fronzi

https://www.alzheimer-riese.it/contributi-dal-mondo/ricerche/7754-ossigenoterapia-iperbarica-per-l-alzheimer-mostra-qualche-beneficio

http://siliconwadi.it/alzheimer-da-israele-lossigenoterapia-per-ridurre-sintomi-4977

#13

altra domanda gli effetti benefici dell'esercizio fisico posso possono prevenire anche forme di demenza diverse dall'Alzheimer? es le demenze vascolari?

#14
Dr. Mauro Colangelo
Dr. Mauro Colangelo

Caro Armando,
ti ringrazio del commento e del quesito che proponi. Gli effetti della stimolazione luminosa nel trattamento delle placche amiloidi sperimentalmente indotte ed impiegata su animali di laboratorio dovrà essere validata da prove successive che potrebbero anche fare da premessa a trial clinici sull'uomo. L'importanza dell'esercizio fisico è da riportarsi non solamente al meccanismo descritto nell'articolo ma anche al beneficio cardio-vascolare che ne deriva e che si riverbera a livello sistemico. Pertanto, la prevenzione della demenza è ovviamente estesa anche a quella di tipo vascolare che consegue ad episodi di ischemia cerebrale.
Un saluto affettuoso

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