Utente 465XXX
Salve,

purtroppo ho sofferto da sempre di eiaculazione ritardata: era impossibile per le mie partner farmi raggiungere l'eiaculazione, ero in grado di raggiungere tuttavia l'orgasmo in loro presenza ma solo se da me procurato con masturbazione molto vigorosa. Mi sono informato (con cautela) sul web e ho appreso che l'eiaculazione ritardata POTREBBE essere causata da un eccessivo uso di materiale pornografico, di cui però io facevo un uso abbastanza importante: ci tengo in proposito a sottolineare una mia momentanea impotenza, durata 8-10mesi, che si presentava con una partner reale ma che scompariva davanti al materiale pornografico. Inoltre ci tengo anche a sottolineare un disinteresse nell'altro sesso e nella sessualità durato circa 2 anni, in cui tuttavia facevo uso di materiale pornografico. Presa coscienza di molte analogie tra la mia situazione e la dipendenza da porno (cosa di cui nonostante tutto ero ignaro e ai quali sintomi assegnavo cause diverse) ho deciso di intraprendere un mio personale percorso di astinenza forzata sia dal porno che dalla masturbazione. Sono agli inizi, circa un mese di astinenza da porno e 2 sole occasioni di masturbazione, ci stò riuscendo, con fatica ma senza enormi sforzi. Mi sento generalmente meglio. Ora vorrei porvi tre domande:

Potrebbe giovare questo percorso di astinenza e alleviare i sintomi sia di natura andrologica che psicologica specie con una partner?

La mancanza di eiaculazione prolungata oltre la settimana mi produce un notevole fastidio ai testicoli e alla zona perineale, un aumento dell' esigenza di usufruire del bagno e un'erezione meno solida del normale, in questi casi sento proprio la necessità di masturbarmi e dopo l'eiaculazione i sintomi spariscono: è autosuggestione o può essere che una blanda e saltuaria masturbazione (pensavo a una volta ogni 1 o 2 settimane) sia da preferire all' astinenza totale?

L'astinenza mi porta a percepire una maggiore sensibilità del membro e a raggiungere l'orgasmo con stimolazione un po' meno vigorosa e più normale: in virtù di questo la mia strategia può essere incoraggiata oppure mi potete consigliare una strategia migliore?

Cordiali saluti

PS: a primo sguardo può sembrare che la terza domanda risponda alla prima, ci tengo quindi a sottolineare che i sintomi si sono parzialmente alleviati ma non sono spariti. Riguardo invece alla prima domanda: al momento non ho una partner e quindi non posso avere ne darvi un riscontro della mia capacità di arrivare finalmente all'orgasmo durante il sesso. Ci tengo anche a sottolineare che eseguivo una masturbazione di tipo classico e che l'eiaculazione era meno faticosa coinvolgendo la stimolazione del glande oltre a quella del pene.

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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Caro signore, non credo che funzioni tanto, intanto bisogna vedere se il suo problema è psicologico (molto probabile) o organico (difficile) . Per cui consulti collega e eventualmente bravo psicologo
Dr. Giorgio Cavallini
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