Utente 415XXX
Buonasera,
scrivo perchè da qualche tempo a questa parte riscontro un problema col mio partner (di 32 anni).
Quando ho iniziato a frequentarlo lui stava con un'altra ragazza ed è stato così nei primi 3 mesi di questa relazione (successivamente l'ha lasciata). In quel periodo il sesso con lui, per quanto ci fosse molto desiderio da entrambe le parti e anche molta chimica, aveva dei risultati molto altalenanti, in quanto lui (che è un tipo di base ansioso) passava da giorni in cui l'ansia gli rendeva difficoltoso avere un rapporto in quanto capitava che perdesse l'erezione, a giorni in cui invece i rapporti erano regolari (senza perdita di erezioni e con conclusione durante la penetrazione), ad altri giorni ancora in cui il suo orgasmo arrivava abbastanza in fretta durante la penetrazione. Avevo sempre imputato questa situazione non stabile alle sue condizioni psicologiche del periodo (viveva abbastanza male il tradimento e il pensiero di dover lasciare la ragazza).
Dopo avere lasciato la sua ragazza, la situazione è cambiata, ma non come mi sarei aspettata. Infatti ormai lui non riesce praticamente mai a raggiungere l'orgasmo durante la penetrazione, ma solo successivamente con stimolazione orale o manuale da parte mia. Inoltre, durante la penetrazione, spesso perde l'erezione (lui dice per stanchezza in quanto tiene un ritmo molto sostenuto per potermi soddisfare al meglio) e riesce a riottenerla solo stimolandosi manualmente da solo. Ha inoltre sempre più spesso problemi di perdita di erezione quando inserisce il preservativo (infatti spesso "lo aiuto").
Non ho mai avuto questo genere di problemi coi miei partner precedenti e mi dispiace molto che stia succedendo, anche perchè ci vogliamo molto bene e comunque gli provoco delle reazioni fisiche evidenti nelle fase del petting iniziale, quindi non capisco cosa succeda dopo.
Ciò che mi sta portando a frustrarmi è anche che lui, presumo, per giustificare quello che succede, tende ad addossarmi delle responsabilità che secondo me non sono reali, tipo affermare che io impieghi troppo a raggiungere l'orgasmo (e sinceramente non mi pare che sia così) e quindi questo lo stanca fisicamente e di conseguenza perde l'erezione e anche di produrre troppi umori vaginali, la cui vista lo impressiona (francamente non mi è mai capitato di sentire simili "lamentele" o di vedere simili conseguenze su un uomo nella mia vita sessuale passata).
Vorrei a questo punto capire se effettivamente possa entrarci io, se le cause sono imputabili solo alla sua ansia da prestazione (ma non capisco perchè sia peggiorata adesso) o se possa esserci anche qualche problema di natura fisica.
Preciso che lui è più che regolarmente dotato ed è anche un bel ragazzo esteticamente oltre che una persona brillante, per cui non penso possa sentirsi così insicuro di sè e di certo non ha dubbi sul quanto possa piacermi o soddisfarmi in quanto non ho mai avuto problemi ad esternargli il mio gradimento.

Grazie in anticipo.

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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Cara signorina,
Il problema del fidanzato ha tutte le sembianze del problema psicologico. Lo mandi da un collega per accertarmene, Se è così, lei non faccia nulla, che non ha responsabilità alcuna. Eventualmente uno psocologo se la diagnosi è confermata
Dr. Giorgio Cavallini
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[#2] dopo  
Utente 415XXX

La ringrazio per la sua gentile risposta, dottore. Cercherò di muovermi nei sensi da lei suggeriti, ma non sarà semplice affrontare questo argomento con lui. La situazione però sta iniziando per me ad essere molto pesante emotivamente.

Buona giornata.

[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini

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