Utente 506XXX
Salve, sono una ragazza di 27 anni e da circa un anno e mezzo, io e mio marito stiamo cercando di concepire senza successo. Io ho cicli abbastanza regolari e seppur più lunghi del normale (circa 32/33 giorni) ogni mese ho sempre il mio test di ovulazione positivo e dietro indicazione della mia ginecologa assumo inofolic plus, una bustina al giorno la sera.
La scorsa settimana, mio marito ha effettuato spermiogramma e spermiocoltura con i seguenti risultati:
SPERMIOGRAMMA
Totale Spermatozoi per eiaculato:112.000.000
Numero spermatozoi/ml: 28.000.000
Forme tipiche:14
Forme atipiche: 86
Elementi linea germinativa 1,8/2 p.c.m 25x
Leucociti: 16/18 p.c.m. 25x
Emazie: 3/4 p.c.m. 25x
Valutazione di fertilità: fertilità possibile, relativamente probabile.
Indice di motilità: 1/2 (0: immobilità, 1:scarsa, 2: lenta, 3:buona, 4 ottima)
Indice di vitalità: 1/2 (1: > 30% dopo 3 ore, 2: > 30% dopo 6 ore)

SPERMIOCOLTURA
Positività per streptococcus agalactie (1500 ufc/ml) per il quale è stato effettuato un antibiogramma ed il batterio è risultato sensibile a tutti gli antibiotici testati.

I test sono stati effettuati, per motivi di permessi lavorativi, dopo più di un settimana di astinenza. Sia questo che la presenza del batterio, possono ridurre la qualità dello sperma e quindi inficiare le possibilità di concepimento?

Dovrei effettuare anche io un tampone vaginale? la concentrazione dello streptococco nello sperma è tale da necessitare una terapia antibiotica?


Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e restando in attesa di un cortese riscontro, invio cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo

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Cara Utente,i figli si cercano e si fanno in due,per cui,in presenza di uno stato infiammatorio nel partner maschile,anche la partner dovrebbe sottoporsi ad una visita ginecologica ed ad un tampone batteriologico.Va da se che suo marito dovrebbe essere seguito da un andrologo,adilà dello stato infiammatorio che,a mio avviso,non dovrebbe incidere in maniera determinante sul potenziale di fertilità.Cordialità.
Dr. Pierluigi Izzo
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