Utente 437XXX
Buonasera,
sono stato operato di idrocele bilaterale nel 2016 e 2017. Il primo intervento è stato complicato da un post operatorio con diastasi della ferita chirurgica ed infenzione della stessa (si era gonfiata moltissimo tutta la parte sinistra dello scroto) . Diciamo che tutta la situazione a parere mio è stata gestita in modo pessimo. Ho assunto per un mese e mezzo cefalexina 2 grammi al giorno.

A maggio di quest'anno faccio una visita urologica (stesso ospedale in cui mi hanno operato) perchè ho dolore ai testicoli (in particolare quello sinistro) e sento una sorta di rigonfiamento o ciste nella parte sinistra (che è presente dal primo intervento. Mi avevano detto che era una situazione che si sarebbe "riassorbita automaticamente", ma nulla è cambiato).

Esito dell'ecografia durante la visita: aumento volumetrico della porzione cefalica della testa dell'epididimo di sx, con ipervascolarizzazione. Modica falda di idrocele bilaterale.
Mi consiglia spermiocoltura ed esame urine.
Dalla prima risultano: Citrobacter koseri e Proteus mirabilis.
Faccio una settimana di Amoxicillina-acido clavulanico e dopo un mese il controllo sul liquido seminale: è presente ancora il citrobacter koseri.

Vado dal mio medico con l'esito e questi dopo una visita scrive "Obiettività testicolare resa estremamente difficile dalla presenza di importante idrocele e da dolorabilità alla palpazione bilaterale. Per quanto apprezzabile non sembra presente un volume testicolare ridotto e anche la consistenza sembra normale. Epididimi lievemente dilatati a livello del caput ma non dolenti alla palpazione. Dotti deferenti palpabili. Tiroide palpabile senza alterazioni"

Vista la spermiocoltura ancora positiva mi prescrive norfloxacina 800 mg al giorno (2 cicli da 14 giorni, intervallati da una settimana di stop).

Passato un mese, ho rifatto la spermiocoltura ma il campione è risultato contaminato, quindi inutile. Da rifare.
Il dolore è sempre identico.

Nel frattempo ho avuto modo di fare una visita da un infettivologo (per un altro problema) e parlandogli anche di questo mi ha detto che la spermiocoltura per una presunta epididimite non serve a niente (i batteri che risultano sarebbero quelli presenti tra uretra e glande).
Mi ha prescritto invece una ricerca del DNA per Chlamydia, mycoplasma, ureaplasma, neisseria su urine con PCR.
Specifico che non ho rapporti sessuali da moltissimo tempo.

Quindi sono abbastanza spaesato. Mi servono questi esami anche se non ho avuto rapporti sessuali? E' vero che una spermiocoltura è inutile?

Mi sarebbe utile un parere per fare chiarezza. Non so che direzione prendere.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta

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Gentile lettore,

non sarei così negativo sull'opportunità di fare una spermiocoltura in presenza di una sospetta epididimite anche perché "la ricerca del DNA per Chlamydia, micoplasma, ureaplasma, neisseria con PCR" può essere fatta oltre che sulle urine anche sul liquido seminale.

Segua ora comunque le ultime indicazioni ricevute e si ricordi comunque che sempre la visita medica specialistica diretta rappresenta il solo strumento diagnostico per poterle dare poi eventualmente, quando possibile, un’indicazione clinica corretta e che le informazioni fornite via internet vanno sempre intese come meri suggerimenti clinici e di comportamento.

Un cordiale saluto.
Giovanni Beretta M.D.
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