Utente 297XXX
Mia nonna ha 97 anni e da diversi anni assume betabloccante (Carvedilolo 6.25 mg, 1 pillola al giorno) per trattare una fibrillazione atriale.

Il medico della casa di riposo (che l'ha avuta in cura per una settimana) ha deciso di sospendere il betabloccante perche' la nonna era brachicardica (45bpm alla prima misurazione). A circa 4 giorni dalla sospensione del farmaco, la frequenza cardiaca era 60 bpm.

Il medico di base (che la segue di solito), consultato, non e' d'accordo con la scelta perche' a suo parere sospendendo il betabloccante non si va a curare l'aritmia; il medico ha consigliato poi visita cardiologica e prefigurato l'eventuale installazione di pacemaker..

Ieri e oggi le ho provato le pulsazioni; il battito e' aritmico con circa 40 bpm (il betabloccante e' stato sospeso da 2 settimane).

Domani faremo holter ECG.

C'e' da dire che la nonna non ha mai avuto svenimenti e la pressione e' normale (trattata con candesartan 32 mg).

Siamo un po' disorientati... sembra quasi che la brachicardia sia peggiorata dopo aver sospeso il betabloccante? Ed era il caso di sospendere il betabloccante cosi "di botto"?

Che ne pensate?

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Quello che e' probabilmente successo e' che con la sospensione del beta bloccante siano aumentate le extrasisoli le quali NON vengono condotte al polso e pertanto la frequenza calcolata palpando il polso o con il pulsossimetro viene sottostimata.

Detto questo io lascerei invariata una terapia in una 97 enne.
Lasciatela in pace.
Lasciatela mangiare e bere quanto vuole.
Medicalizzatela il meno possibile.



Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente 297XXX

Grazie Dottore,

suggerisce quindi di mantenere il betabloccante, come e' sempre stato?

Siamo pienamente d'accordo col lasciarla in pace (ha una buonissima qualita' di vita) e il pacemaker ci sembra un'inutile violenza.

Grazie

[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Non c'e' alcuna indicazione al pace maker, dai dati che lei mi ha postato.

Arrivederci
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#4] dopo  
Utente 297XXX

Perfetto.

Suggerirebbe di mantenere terapia con betabloccante? (sulla base dei parziali dati che le ho inviato)

[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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A me personalmente il beta bloccante nell' anziano non piace, ma squadra vincente non si cambia.....

arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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[#6] dopo  
Utente 297XXX

Grazie mille!

Arrivederci

[#7] dopo  
Utente 297XXX

Salve dottore, un aggiornamento:
in luglio, visti i risultati dell'holter ECG - il cardiologo commentava "fibrillazione atriale con frequenza cardiaca media 46 bpm, intervallo massimo 3.5 secondi. non modificazioni significative del tratto st nelle derivazioni esplorate" e concordava sulla sospensione del carvedilolo.

Due settimane fa mia nonna ha riscontrato un'improvvisa perdita del visus all'occhio destro (dopo un paio di giorni, il visus e' tornato parzialmente, nel senso che ora riesce a distinguere colori e persone, se vicine). La tac sembra evidenziare un'ischemia in zona occipitale. I valori dell' INR erano normali (mia nonna e' in terapia con coumadin). I medici dell'ospedale ne concludono che potrebbe essere un'ischemia da "ipoafflusso", causata dalla brachicardia e che servira' probabilmente un pacemaker.
I medici dell'ospedale hanno poi cambiato la terapia anticoagulante da coumadin a eliquis 2.5 mg.

1. E' plausibile questa ischemia da ipoafflusso?
2. Perche' cambiare, in una 97enne, la terapia con coumadin che segue da anni (con valori inr controllati quindicinalmente) per la terapia con eliquis?
3. Serve davvero il pacemaker?

Grazie

[#8] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Le rispondo con ordine:

1- La causa piu' frequente di ischemia cerebrale in una paziente fibrillante e' una embolia, che puo' presentarsi NONOSTANTE la terapia anticoagulamte con Coumadin ( che valori di INR riuscite a mantenere? quanto era l' INR al momento della comparsa dei disturbi della vista?)

2 - il cambio da Coumadin ed Eliquis propabilmente e' stato proposto perche' l' apixaban (Eliquis) si e' dimostrato ancora piu' efficace del Coumadin nella protezione da fenomeni tromboembolici e nel contempo pare esporre meno questi pazientio a complicanze emorragiche maggiori.

3 - l'indicazione ad un pace maker c'e' quando la ferquenza risulti bassa IN ASSENZA di farmaci che possano ridurla (in questo caso beta bloccanti). Quindi se la frequenza fosse cosi' bassa SENZA terapia con beta bloccante l'indicazione sarebbe plausibile..

Arrivederci

cecchini
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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