Utente
Buonasera,
scrivo per avere un consulto in merito alla mia inusuale situazione; mi sono sottoposta ad intervento di mastoplastica additiva nel 2001, presso una struttura privata della mia Regione. A seguito dello scandalo relativo alle protesi PiP emerso lo scorso anno, ho subito cercato di mettermi in contatto con la clinica e con il chirurgo (non mi era stata rilasciata alcuna cartella clinica o documento al momento della dimissione) per capire se rientrassi o meno nel numero delle portatrici. Vengo a sapere che il chirurgo non vive più in Italia e si è reso totalmente irreperibile; anche il suo sito internet è stato oscurato. La clinica ha dichiarato di non essere in possesso di alcun documento che mi riguardi e, dal momento che la cosa mi ha insospettita, ho richiesto l'intervento dei NAS perché andassero a controllare in mia vece. La cosa non ha purtoppo sortito alcun risultato (non sono stati in grado di trovare nulla) e non ho potuto far altro se non rivolgermi alle strutture ospedaliere che si stanno occupando della vicenda PiP nella mia Regione, per essere consigliata. I medici mi hanno fatto eseguire un'ecografia, a seguito della quale è risultata la rottura della protesi sx; sono stata inserita nella lista d'attesa per l'intervento di rimozione di entrambi i dispositivi, ma non mi è stata assicurata la sostituzione con un nuovo impianto poiché, ad oggi, non sono in grado di dimostrare se io sia effettivamente portatrice di PiP o meno. Vorrei, a questo punto, capire quale sarà il risultato estetico di una rimozione (sono passata dalla prima misura ad una terza abbondante, nonostante avessi richiesto al chirurgo che mi ha operata una seconda... ho 34 anni e una pelle relativamente elastica) senza il successivo reintegro dell'impianto, soluzione che, temo, sarà la più probabile se non riesco a "sbloccare" la situazione in qualche modo. Vorrei anche sapere se potete consigliarmi in merito alle azioni da intraprendere per recuperare la mia documentazione clinica (le autorità hanno già svolto precedenti accertamenti sulla struttura che mi ha operata e hanno riscontrato che le protesi PiP sono state utilizzate su altre pazienti). Mille grazie.

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Dr. Marco Loiacono

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Sulle azioni da intraprendere direi che le autorità competenti (come i nas appunto) siano meglio informate di noi.
Sull'esito dell'espianto, normalmente il seno presenta un peggioramento dovuto allo svuotamento che si associa ad un parziale abbassamento. (ovviamente più la pelle è elastica, minore sarà questo effetto).
Non c'è modo di sapere se lei ha o meno delle pip prima di averle rimosse è letto il nome sulle protesi.
Normalmente il sistema sanitario nazionale sostituisce le PIP espiantate, solo se la paziente si è sottoposta ad una ricostruzione post mastectomia.
Buona giornata
Dr. Marco Loiacono
Specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica
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[#2] dopo  
Utente
Buongiorno, La ringrazio innanzitutto per la risposta. Desidero chiarire che la mia Regione (non specifico qual è per motivi di privacy) ha decretato la sostituzione dell'impianto anche per le portatrici che si sono operate per semplici ragioni estetiche. Volevo, se possibile, porre altre domande: 1- ho notato che, da quando la protesi sx si è rotta, ho una sensazione di leggero prurito alla mammella e un dolore sopportabile ma persistente all'ascella sinistra. E' normale? 2- Dal momento che, credo, la decisione di sostituire l'impianto verrà presa al momento dell'operazione, è sempre possibile identificare le PIP attraverso il codice o il nome sovraimpresso? 3- Ci sono rischi per la salute derivanti dalla rottura della protesi (accumulo di silicone o altro)? Grazie mille.

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Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli

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Gent.le utente,
per valutare innanzitutto se la rottura della protesi è intra o extracapsulare e verificare pertanto se c'è stata fuoriuscita di silicone, forse sarebbe il caso di eseguire una RM mammaria. Il prurito che avverte alla mammella dove è presente la rottura della protesi, potrebbe essere dovuto allo stato di infiammazione che naturalmente si accompagna a tali eventi. Come le accennava il collega che mi ha preceduto nella risposta, al momento dell'estrusione dell'impianto, sul lato posteriore è riportata la marca e il volume delle protesi inserite, alcune di esse hanno anche il numero di lotto, ma non tutte. Quindi l'unico modo per sapere se è portatrice di protesi PIP, (non avendo né tagliandi delle protesi , nè esistendo, ahimè, altra traccia del suo intervento chirurgico, ) l'unico modo rimane l'espianto.
Circa i danni per la salute derivati dalla rottura della protesi, è difficile rispondere senza visione diretta delle indagini strumentali e delle sue mammelle: in linea generale se si tratta di gel di silicone altamente coesivo, lo stesso rimane lì e non c'è rischio che migri. Naturalmente in caso di rottura protesica, qualunque sia la marca della protesi, l'intervento chirurgico di elezione rimane l'espianto mammario, la rimozione delle capusle periprotesiche , la "pulizia" della tasca e l'impianto di nuove protesi mammarie.
Cordialmente
Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli
Chirurgia Plastica ed Estetica
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[#4] dopo  
Utente
La ringrazio molto. Sono in attesa di eseguire RM, che mi è stata consigliata dai medici dell'Ospedale per valutare meglio la mia situazione nell'ottica dell'espianto. Le mammelle appaiono ancora perfettamente simmetriche e "integre" all'occhio, fattore che ha fatto pensare ad una probabile rottura intracapsulare. Alla luce di quanto accaduto, sono molto spaventata anche all'idea di reinserire un nuovo impianto protesico: secondo la sua esperienza, quale può essere il risultato estetico di un espianto effettuato su un seno con misura terza coppa c (partendo da una prima scarsa) senza l'impianto di nuove protesi? Sono ancora abbastanza giovane e ho la pelle sufficientemente elastica. Gradirei avere un secondo parere oltre a quello del collega che mi ha precedentemente risposto. Grazie

[#5]  
Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli

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Gent.le Sig.ra,
rimuovere delle protesi mammarie, senza reimpinatarle, dopo 13 anni dall'intervento, per quanto possa avere la pelle elastica, implica comunque la presenza di cute in eccesso, sopratutto a livello del polo inferiore, il che vuol dire avere ad esempio un "palloncino" svuotato, ( mi perdoni il paragone). Questo è naturalmente in linea generale. Nella mia esperienza, mi è capitato solo una volta di rimuovere protesi mammarie ,senza nuovo impianto ( perchè la paziente non le accettava) , , dopo circa un anno dal primo intervento: in questo la situazione della cute era ancora sotto controllo.In altri casi, la rimozione è stata sempre seguita da nuovo reimpianto. Purtroppo la decisione di valutare e decidere se reimpiantare nuove protesi deve essere solo ed esclusivamente la sua.
Rimango a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente
Dr.ssa Maria Luisa Pozzuoli
Chirurgia Plastica ed Estetica
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[#6] dopo  
Utente
La ringrazio davvero per la risposta e per la sincerità. Cercherò di valutare quale possa essere la soluzione migliore per me. Buona serata