Stenosi vene giugulari

Buona sera.
A seguito di vertigine intensa (31 agosto) di durata 1 ora e 30 minuti, sono finito al pronto soccorso.
Quando mi hanno visitato non avevo più nulla.

Ho iniziato un iter diagnostico.
Analisi nella norma, Eco cardiogramma ed eco color doppler vasi del collo nella norma.
Tac encefalo negativa, RM encefalo con e senza mezzo di contrasto negativa e Angio RM con e senza mezzo di contrasto vasi cranici e del collo negativa.
RM rachide cervicale ha riportato 5 protrusioni cervicali con invertita lordosi cervicale nel tratto C5/C7.
Modesta e accentuata sinusite bilaterale.

Visita neurologica negativa e lo stesso neurochirurgo mi ha detto che pur avendo una cervicale compromessa questa non provoca vertigini così di durata lunga, acufeni (non fischio ma fruscio) quasi sempre pulsanti ormai da 1 anno ma intensificati da un mese, senso di disequilibrio che va avanti già da un mese circa (non ho più avuto vertigini violente, solo una).
E spesso formicolio parte testa sinistra e a volte anche destra.

Passo all'otorino: ipoacusia lieve bilaterale, lieve nistagmo a sinistra.
Tutte le altre prove negative compreso le Vemp's.

Lo stesso otorino mi prescrive eco color doppler, questa volta, dei vasi venosi del collo e vengono fuori delle stenosi alle vene giugulari.

L'otorino sostiene che è l'inizio della sindrome di Meniere e mi consiglia, d'accordo con il chirurgo vascolare, l'intervento di angioplastica alle vene giugulari che, comunque, mi aiuterebbero a prescindere dalla Meniere.

Sto assumendo da 7 gg.
Arlevertan e pare vada meglio anche se il fruscio mi tormenta nelle orecchie.

A questo punto non so cosa fare se andare avanti per questa strada (angio vene giugulari) o, ipotizzare, anche un coinvolgimento della cervicale prima di procedere.

Grazie
[#1]
Dr. Vincenzo Scrivano Chirurgo vascolare 93 6
Gentile Utente,
in generale, il mio ruolo professionale non è (più) quello di dire alle persone con le quali vengo a contatto COSA fare, ma solo quello di informarle; poi, ognuno sceglie per sé stesso, posto che gli siano stati forniti gli strumenti per farlo.

In un mondo in cui ognuno, dopo una ricerca sommaria su Google, sembra sapere meglio del Medico quali procedure si debbano adottare, ed una laurea in Giurisprudenza metta in grado magistrati ed avvocati di sapere quali procedure mediche siano corrette e quali non lo siano, va da sé che il ruolo del Medico non può più essere "decisionale", cosa che appare da un lato un nonsenso, mentre da un'altra configura un rischio professionale inaccettabile; l'informazione, a mio modo di vedere, resta l'unica strada percorribile.

Questo vale a maggior ragione per pareri espressi su un forum, forniti in base a valutazioni eseguite da altri professionisti, senza nessuna possibilità di ingerenze in esse.

Premesso ciò, l'unica cosa che posso dirLe riguardo all'argomento della Sua richiesta concerne il nesso esistente tra stenosi delle vene giugulari e malattia di Meniere; sarà poi Lei, sulla scorta delle informazioni ricevute, a decidere per sé stesso.

Le origini di tale nesso risalgono al 2006, quando il prof. Paolo Zamboni promulgò, con diversi mezzi, la sua "Big Idea": il fatto che la Sclerosi Multipla fosse una manifestazione di insufficienza venosa del Sistema Nervoso Centrale, dipendente da delle anomalie (stenosi, ma non solo quelle) delle vie di deflusso extracraniche.

Nessun modello sperimentale di ciò venne mai realizzato; oltre a congetture meramente ipotetiche sui meccanismi attraverso i quali tale condizione fosse operante, venne eseguito uno studio che, tramite un protocollo realizzato ad hoc, avrebbe confrontato la frequenza di dette anomalie nei soggetti affetti da SM con quella rilevata nei soggetti sani. Tale studio avrebbe rilevato come una qualche anomalia fosse presente praticamente in tutti i soggetti con SM, ed in pochissimi soggetti sani.
Così, sulla base di ciò, cominciarono ad essere eseguite molte angioplastiche angioplastiche venose in soggetti affetti da SM.

Nel frattempo vennero però portati a termine altri studi nei quali la forte correlazione tra anomalie e SM non era dimostrabile; inoltre, una metanalisi del 2011 (Laupacis) mostrava sì una correlazione tra anomalie e SM, ma con disomogeneità inspiegabili nei vari lavori.

Così, L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), nell'ambito della quale erano, com'è logico aspettarsi, state accese moltissime speranze, decise di finanziare un proprio studio (CoSMo) per fare inequivocabile chiarezza sulla questione; il risultato "in soldoni" fu che il 97% di soggetti malati di SM NON avevano anomalie venose.

Pertanto, la "Big Idea" rimase senza implicazioni patologiche, una condizione ipotetica cui non corrispondeva alcuna malattia. Essa allora fu correlata alla malattia di Meniere.

La correlazione avvenne con gli stessi metodi e le stesse procedure usate per correlarla alla SM; ma un corrispettivo dello studio CoSMo non venne mai realizzato.

Le fonti "ufficiali" (se cerca qualcosa sul Web può fare riferimento al "Manuale MSD") non hanno mai incluso l'insufficienza venosa cerebro-spinale tra le cause di Malattia di Meniere, né il suo trattamento tra le opzioni terapeutiche della MM.

Resta il fatto che, prescindendo dalle approfondite conoscenze mediche che il "dottor Google" é in grado di fornire a chi abbia anche solo la licenza elementare, il rapporto con il professionista resta un rapporto fiduciario: mi rivolgo a quel professionista perché ho fiducia in lui, non perché sono in grado di stabilire "quanto sia bravo"; avessi le competenze tecniche per giudicare, farei da me anziché avere la necessità di rivolgermi a lui.

Ora, facendo un bilancio tra il peso delle informazioni ricevute e quello della fiducia, potrà prendere la decisione più appropriata per quel che riguarda la Sua vita.

Riguardo alla domanda dicotomica che Lei pone ("non so [...] se andare avanti per questa strada (angio vene giugulari) o, ipotizzare, anche un coinvolgimento della cervicale") evito di rispondere perché dal mio punto di vista é la domanda stessa ad avere poco senso; ma non vi é la possibilità di dilungarsi qui sul senso che possa avere l'espressione "coinvolgimento della cervicale" quando riferito al sintomo "vertigine".

Cordialità

dr Vincenzo Scrivano
ANGIOLOGO

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