Utente
Buonasera! Scrivo a distanza di più di un anno dall'ultimo consulto, per chiedere nuovamente un parere, complice anche il periodo di riacutizzazione di quello che a questo punto si ritiene essere un colon irritabile. Ho 28 anni, mangio di tutto, sono sempre un po' stressata.
A maggio dell'anno passato, in seguito a un momento di forte disagio intestinale (dolore nell'evacuazione, alternanza stipsi diarrea, muco, gonfiore addominale e una ulcerazione nella parete trovata durante una visita proctologica) eseguii diversi esami: esame del sangue con calprotectina fecale, ricerca di batteri (?) nelle feci e infine una sigmoidoscopia. Non venne riscontrato nulla di anomalo, e di lì la (confortante) diagnosi di colon irritabile.
Da quel momento la sintomatologia non é mai scomparsa, salvo alcuni periodi di alvo regolare. In certi momenti era più intensa, in altri meno, ma tendeva a permanere. Recentemente (diciamo da aprile) il problema si é ripresentato più aggressivamente. Ho quindi assunto del digerent per una quindicina di giorni 2 volte al giorno, assieme ad una terapia di acido buttirrico + fermenti che é tutt'ora in corso. Il periodo in cui ho assunto il digerent la situazione sembrava felicemente rientrata; quando ho smesso di assumerlo, forse complice anche il ciclo mestruale, é peró ricominciata una ininterrotta serie di diarree quotidiane (episodi singoli). Mi sembra tuttavia che il malessere sia cambiato: dopo anni e anni di gonfiore, ora sono per lo più sempre sgonfia, a fronte di una maggiore presenza di coliche addominali dolorose, sovente dopo i pasti o gli spuntini.
Le mie domande sono :
1) il fatto che farmaci come il digerent migliorino drasticamente la mia situazione intestinale può essere una riconferma della diagnosi di colon irritabile? Mi spiego meglio: visto che continuo a temere di avere qualcosa di più grave, secondo il Vostro parere la mia buona risposta a questi semplici farmaci può aiutare di per sé ad escludere l'eventualità? (Oltre agli esami che ho svolto, intendo)
2) lo specialista che eseguì la sigmoidoscopia trovò un sigma del tutto sano e - a quanto ricordo, usando le sue parole - "si affacciò" anche sul tratto intestinale sucessivo, non riscontrando nulla. La mia paura deriva principalmente dal non aver svolto la colonscopia e quindi dal non avere informazioni sulla parte superiore dell'intestino. Secondo Voi una sigmoscopia negativa può essere comunque sufficiente?
3) il mio medico é stato abbastanza vago su questo punto: farmaci come il digerent, sono intesi come rimedi di lunga durata (si prendono per sempre finché si ha il problema) o vanno utilizzati solo in certi momenti per riportare il colon "a posto" e poi interrotti?

Scusate la lunghezza.
Grazie come sempre della gentilezza e del servizio che offrite :)

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Dr. Marco Bacosi

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1) si
2) si
3) la trimebutina può essere assunta per tempi lunghi ma a cicli.
Resto a sua disposizione!
Cordiali saluti!
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente
Grazie dottore! Scusi se le rispondo con così tanto ritardo ma sono stata impossibilitata per un po' a connettermi.
Nel frattempo la situazione non é molto migliorata, a dire il vero, ma ho eseguito per altre ragioni (volevo diventare donatrice di sangue) delle analisi, apparentemente a posto, salvo una ferritina molto bassa e una lievissima flessione dell'emoglobina (il medico dell'ospedale lo ha attribuito alla ferritina). Già l'anno passato avevo questi parametri alterati. Adesso devo assumere degli integratori di ferro che spesso causano disturbi intestinali e la cosa mi preoccupa. Temo di fare ancor più fatica a riportare il colon a una qualche regolarità...

[#3]  
Dr. Marco Bacosi

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