Utente 204XXX
Egregi Dottori,
Ieri ho ricevuto i risultati di un esame istologico relativo ad un nevo che il mio dermatologo mi aveva consigliato di togliere in quanto rispetto alla precedente visita (un anno e mezzo prima) aveva cambiato forma (nei 6 anni precedenti circa era rimasto stabile). Il risultato è il seguente: nevo melanocitico composto lentigginoso ed iperpigmentato con displasia e regressione (fibrosi e melanosi dermica). Margini indenni .
Nell’attesa di incontrare il mio dermatologo, vorrei se possibile alcuni chiarimenti.
Premetto che non ho una pelle particolarmente a rischio (pochi nevi, non particolarmente chiaro).
- Che ne pensate del risultato dell'esame?
- Ho letto che il fatto che una formazione"in regressione , dipendentemente dalla sua natura, potrebbe aver lasciato cellule tumorali nel canale linfatico. E’ possibile, seppure astrattamente?
- In questo caso, che tipo i controlli dovrei fare e con che frequenza? Seppure solo astrattamente, detta circostanza potrebbe aumentare il rischio solo di melanomi o anche di altre forme tumorali? E’ sufficiente che esegua con maggiore frequenza le mappature dei nei o sono consigliabili anche altre analisi?
Grazie e cordiali saluti.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente

la risposta è si.

Un nevo displastico con aree in regressione, non consente al patologo di identificare se quelle aree istologicamente regredite siano compatibili con un'area precedentemente popolata da cellule di melanoma.

Pertanto il confronto con il suo dermatologo è fondamentale anche per capire quale sia l'ulteriore passo da affrontare (allargamento dei margini di resezione ad esempio).

Mi faccia sapere
Dr Laino
Dr. Luigi Laino Responsabile Centro Latuapelle - Roma
MST, Tricologia, Laserterapia, Dermochirurgia
www.latuapelle.it