10 anni di terapia e decine di visite senza risultato e recente tumore gastrico in famiglia

Buongiorno Dottori,

soffro di reflusso cronico da circa 10 anni.


La mia prima gastroscopia, eseguita nel 2015, aveva rilevato esofagite da reflusso ed ernia iatale, e dalla biopsia era risultato positivo l’Helicobacter pylori, con diagnosi di gastroduodenite da H.

pylori, poi debellata con successo.


Nonostante le terapie assunte nel tempo, il reflusso è rimasto cronico.


Negli anni ho effettuato diverse visite gastroenterologiche, senza però ottenere un controllo stabile dei sintomi.


A settembre, oltre al reflusso che cercavo di tenere a bada con IPP e antiacidi, ho iniziato ad avvertire nuovi sintomi: sensazione che il cibo scendesse con fatica e maggiore presenza di aria nello stomaco.


Ho quindi eseguito una nuova gastroscopia, con il seguente referto:

- Esofago: regolare, mucosa iperemica in sede inferiore
- Cardias: incontinente; presenza di ernia iatale da scivolamento
- Stomaco: mucosa discretamente iperemica e congesta al fondo, senza lesioni attive
- Duodeno: nella norma

Conclusioni: ernia iatale da scivolamento; gastrite cronica congestizia.


Nonostante il quadro endoscopico, non sono state eseguite biopsie.


Il medico mi ha fatto effettuare anche la ricerca dell’Helicobacter nelle feci mentre ero in terapia con IPP (negativa).


Nel 2023 avevo già eseguito un test dell’urea senza terapia in corso, anch’esso negativo.


Dopo un mese di IPP e antiacidi, il bruciore retrosternale è rimasto invariato, anche se la sensazione del cibo che scendeva con fatica e dolore è migliorata


Sono tornato dal gastroenterologo, che ha modificato la terapia, ma al momento non noto miglioramenti significativi.


Aggiungo che da circa due anni assumo Tadalafil 5 mg giornaliero, prescritto per:

- lieve ingrossamento prostatico (nei limiti)
- ridurre alcuni effetti dei betabloccanti e dei sartani che assumo per tachicardia sinusale e pressione arteriosa

Questa terapia è controllata regolarmente tramite valutazioni cardiologiche.


In questo contesto, ho un dubbio personale: che si possa trattare di una gastrite autoimmune, poiché i sintomi persistono nonostante le terapie e non sono state eseguite biopsie.


Vi chiedo gentilmente un parere su:

1.

Per quale motivo, secondo la vostra esperienza, non siano state eseguite biopsie, considerando i sintomi cronici e l’importanza di definire la natura della gastrite.


2.

Se sia opportuno ripetere la gastroscopia con biopsie mirate.


3.

Se le terapie attuali (IPP, antiacidi, Tadalafil e farmaci cardiologici) possano influire sui sintomi.


4.

Quali altri esami, valutazioni o strategie potrei considerare per gestire reflusso e bruciore persistenti.


P.
S.

Il 29 ottobre è stato diagnosticato a mia Mamma di anni 68 unadenocarcinoma gastrico diffuso a cellule ad anello con castone nel piloro con sospetto interessamento peritoneo.

Laparoscopia peritoneo negativa, esame citologico positivo.
Inizio chemio il 29'12

Grazie per l’attenzione.

Cordiali saluti, grazie di cuore.
Dr. Felice Cosentino Gastroenterologo, Chirurgo apparato digerente, Chirurgo generale, Colonproctologo 72.3k 2.3k
Le problematiche sono diverse. Potrebbe trattarsi di una esofagite eosinofila , ma la diagnosi viene fatta con le biopsie esofagee. Potrebbe non rispondere agli IPP, ma la diagnosi viene fatta valutando la gastrinemia. Potrebbe avere banalmente delle intolleranze alimentari. Ecc.

Come vede ci sono i margini per risolvere il suo problema

Cordialmente

Dr Felice Cosentino Gastroent. Endoscopista - Milano (Clinica la Madonnina), Monza (Clinica Zucchi)- Roma (Villa Benedetta) Reggio C (Villa Sant'Anna)

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