Utente
Ieri sono stato dal mio medico a consegnargli un esame (e ad aggiustargli il compute!), e questi mi ha chiesto di parlargli di un argomento altamente ribrezzoso, sarebbe a dirsi la forma/consistenza delle mie feci.
Adesso che ne sto parlando coi miei genitori, mi è venuto un dubbio che mi angoscia. Come sono fatte le feci filiformi/nastriformi?
Tipicamente, quando vado in bagno, ho delle feci sfatte, molli, divise in tanti piccoli pezzettini che escono fuori facilmente. Sono tutti quanti dei pezzi piccoli, alcuni di loro assomigliano anche a tanti vermicelli piccolini, altre sono come piccole palline, altri a dei piccoli blocchettini. Cercando feci filiformi su internet non sono approdato a capire come siano fatte (mica possono essere un filo!), ma ho visto la scala brittanica della cacca, e le mie feci sono molto simili al tipo 5-6! Quello che mi mette il dubbio è che ci sono anche dei pezzi tipo vermetti, sono tutti quanti piccoli e con piccolo diametro.
So bene di essere eccessivamente ansioso, ma a questo sto già provvedendo in accordo col medico (inizio pscioterapia a marzo). D'altronde so bene che senza fare questa domanda mi arrovellerei per una marea di tempo sulla questione, quindi credo sia meglio che mi levi subito il dente, pur rendedomi conto razionalmente di essere ridicolarmente preoccupato.
Avrei volentieri cercato su internet più informazioni per capire da solo come riconoscere le feci filiformi/nastriformi, ma dopo avere letto nella prima videata di tumori ed altre orribili cose mi sono obbligato a chiudere la pagina per impedirmi di fare dei deleteri trip mentali.
Se può essere utile ho delle emorroidi esterne fastidiose, e la mia dottoressa mi ha dato da andare a fare una visita colonproctologica.
Un grazie a tutti medici che risponderanno.

[#1]  
Dr. Roberto Rossi

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Molto sano l'atteggiamento di non esplorare internet in modo esasperato. Non ha nessun tumore. La consistenza delle feci potrebbe essere il sintomo di una sindrome irritativa colica. Invece per il problema emorroidario è certamente corretto il consiglio del medico di sottoporsi ad una visita proctologica.
Dr. Roberto Rossi

[#2] dopo  
Utente
L'atteggiamento ancor più sano sarebbe quello di non farsi pare inutili, ma per questo mi sto lentamente attrezzando ;)
Devo comunque ringraziarla per avermi rassicurato sul tumore, adesso sono molto più tranquillo.Ma, se devo essere sincero, con la storia di essere celiaco scoperto da ben poco tempo (sarà poco più di metà anno), la mia preoccupazione maggiore è di essere refrattario. I medici, giustamente, non ne ravvedono gli estremi, ma Inception diceva che un'idea è il parassita più tenace, e forse non aveva tutti i torti!!
Se per sindrome irritativa colica intende il colon irritabile, allora è quello che pensa anche il mio medico. Detto questo, come può eventualmente vedere dai consulti precedenti, sto ancora indagando, con una serie di esami che devo fare (Sangue, Feci, Urine, EcoAddome) e fatti (BT Lattosio, BT Glucosio, Altri) cui seguirà un'ulteriore visita gastroenterologica. L'anormalità del mio colon irritabile starebbe nell'assenza di dolore-coliche e nel fatto che ho sintomi come feci sfatte oramai da vari mesi, con ben pochi giorni di tregua.
Cordiali saluti.




[#3]  
Dr. Roberto Rossi

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La diagnosi di IBS viene fatte escludendo la presenza di problemi organici in quanto non esistono esami specifici per diagnosticare la sindrome del colon irritabile essendo questa una situazione di tipo funzionale. Giusto pertanto eseguire gli approfondimenti come sta facendo.
Dr. Roberto Rossi

[#4] dopo  
Utente
Bene, non posso che essere contento di essere sulla buona strada!
Mi permetta di farle un'altra domanda. Senza voler entrare in tecnicismi, non molto tempo fa mi è arrivato a casa il giornale dell'AIC. Al suo interno un articolo parlava della celiachia refrattaria, definendola come "forma di celiachia che non risponde alla dieta aglutinata dopo 6-12 mesi di terapia." Io quindi capisco che ci sia in pazienti che, dopo tot mesi, hanno ancora dei sintomi che sono tipici della celiachia, pur stando correttamente a dieta. Nella pagina a fianco, uno studio affermava che buona parte dei celiaci a dieta aglutinata, pur mostrando remissione dei sintomi, mantenevano erosioni della mucosa anche a distanza di 2 anni dall'inizio della dieta. L'analisi con gastroscopia dell'intestino tenue, quindi, non credo sia molto utile per capire se sei refrattario o meno. Sicuramente se sei refrattario manterrai l'intestino sfatto, ma la stessa cosa può benissimo accadere anche nel caso che tu non lo sia e sia invece sano come un pesce.
Ora, considerando che i sintomi di celiachia - refrattaria o no che sia - sono molto simili a quelli del colon irritabile, almeno quando si ha diarrea e gonfiore, come si fa a capire quale delle due è, se per nessuna delle due ci sono test specifici e sono entrambe diagnosi di esclusione?
Avrei voluto fare questa domanda alla mia gastroenterologa la volta scorsa, ma lì per lì mi vergognai e credetti di poter sembrare saccente, quindi ho tuttora la domanda irrisolta. Mi creda, non ho la minima intenzione di fare il saputello, vorrei soltanto potere capire in un modo a me comprensibile.
Ancora grazie per i suoi interventi Dott. Rossi.

[#5]  
Dr. Roberto Rossi

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Scusi ma lei è celiaco ?
Dr. Roberto Rossi

[#6] dopo  
Utente
Sì, e credevo anche di averlo scritto ed invece non è così. Oramai tendo a darlo per scontato, mi perdoni la mancanza.
Ad ogni modo sono stato diagnosticato celiaco circa metà anno fa, poco più.
Prima della dieta aglutinata avevo diarrea in senso stretto, acne, feci ed alito maleodoranti, meteorismo/flatulenze/gonfiore, dolore addominale. Questi sintomi li avevo a cicli, andavano e venivano, specie la notte.
Con la dieta aglutinata ho trovato un pò di pace. L'acne, le feci e l'alito maleodoranti sono scomparsi. Anche il dolore addominale, sia alla compressione che senza, è sparito. Il meteorismo/flatulenza/gonfiore è rimasto tal quale, pur senza sentirmi più la pancia gonfia, con un numero elevatissimo di flatulenze giornaliere, specie dopo alzato da letto (8-10 nel giro di qualche minuto), e qualche colica breve e leggera dovuta all'aria. La diarrea è migliorata, per la verità è scomparsa come diarrea in senso stretto. Le mie feci, adesso, sono come le ho descritte nel primo post. Purtroppo, in questi ultimi mesi soffro anche di dispepsia, con dolore allo sterno che rimette con flatulenze o eruttazioni, e che si manifesta soltanto in posizione ortostatica. Se non altro, dopo la dieta aglutinata, le notti sono un gioiellino.
Ho già fatto vari test (sangue, completo feci, parassitologico, microbiologico, urine, gastroscopia, bt al glucosio, bt al lattosio), da cui è risultato che sono celiaco (gastrscopia con atrofia villare di grado 2 secondo marsh e sangue con sierologia positiva) ed intollerante al lattosio. Niente SIBO, niente batteri o parassiti nelle feci, niente sangue occulto, niente rialzo di VES o PCR, elettroforesi proteica nella norma, emocromo nella norma, nessuna carenza o deficit, niente anemia. Tutto questo nè prima nè dopo la dieta aglutinata. Calprotectina elevata a 75 prima della dieta aglutinata, rimessa a meno di 15 con la dieta aglutinata. Elastasi fecale a 500, quindi nella norma.
Pur dovendo fare altri esami a breve (eco addome con studio anse intestinali, sangue, feci, urine), i medici non mi vogliono far fare la colonscopia, o almeno, prima han detto che provano senza, poi ci si arriva con calma. Io, più che preoccupato, sono stanco di stare poco bene da oltre 1 anno. I primi sintomi, infatti, gli ebbi a gennaio 2012, e scoprii la celiachia soltanto a luglio/agosto 2012, e l'intolleranza al lattosio nemmeno un mese fa.
Spero di essere stato più chiaro stavolta, grazie per l'attenzione.

[#7]  
Dr. Roberto Rossi

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Ora tutto è molto piu chiaro. Credo pero che lei sia seguito da un centro di gastroenterologia e probabilmente iscritto al centro di riferimento per portatori di celiachia. Come pertanto saprà vista la sua dimestichezza con internet, molti centri studi internazionali specie negli USA stanno man mano fornendo dati relativi allo stato dell'arte di tale patologia di cui ancora non si conoscono certi aspetti.
Dr. Roberto Rossi

[#8] dopo  
Utente
Gentile Dottore, non mi fraintenda, sono molto meno sveglio ed afferrato sull'argomento di quanto non sembri. Buona parte di quello che lo so l'ho imparato, più che da internet, dal periodico dell'AIC e dalle domande che io stesso ponevo ai medici.
Premetto, poi, che l'ipotesi di celiachia refrattaria è ciò che mi spaventa, ma la gastroenterologa da cui sono in cura non credo la ritenga un'ipotesi reale. Non ne ho mai parlato direttamente con lei, ma è convinta che sia colon irritabile, nell'eventualità peggiore parla di colonscopia, ma nulla a che vedere con la celiachia.
Ciò che ero interessato a sapere, chiaramente se è una cosa di cui si conosce la risposta, visto che la celiachia refrattaria è una patologia su cui si sta ancora lavorando molto, era come si può distinguere il colon irritabile dalla celiachia refrattaria, perlomeno nel mio caso. Io credevo fosse possibile con la gastroscopia, vedendo i villi intestinali, ma dopo l'articolo dell'AIC non posso più avere questa certezza.
Magari sono entrambe diagnosi che vengono effettuate esclusivamente su criteri clinici, ed io pongo domande senza risposta. Purtroppo sono stanco, stanco di una situazione che si protae da tanto tempo con tanti dubbi e poche risposte. D'altronde non posso negare di non essere preoccupato per l'eventualità della celiachia refrattaria.
Non vorrei sembrare nè irriverente, nè tanto meno pretenzioso e spero, con la mia domanda, di non apparirle come tale. Saluti.