Utente
Gentili dottori,
da voi ho sempre avuto risposte soddisfacenti e rassicuranti e oltre a ringraziare questo servizio,anche questa volta mi rivolgo a voi per chiedere un vostro parere medico.
Dal 2009 il mio compagno soffre di problemi di deglutizione e dopo varie visite specialistiche tra cui EGDS (tra l'altro sempre negative) e visite otorinolaringoiatriche gli è stato riscontrato un possibile reflusso gastroesofageo,il quale è stato trattato con inibitori di pompa e antiacidi. Sembrava migliorare in alcuni momenti,ma da un paio di mesi purtroppo il problema è peggiorato.
Mi sono rivolta ad un gastroenterologo privatamente dove sono iniziate una serie di indagini per capire il problema. Ieri ha effettuato una gastroscopia che risulta nuovamente negativa,lo studio deglutologico,anch'esso negativo e per ultimo una manometria esofagea di cui riporto l'esito:
- l'esame manometrico evidenzia un regolare tono dello sfintere esofageo inferiore con mancata capacità di rilasciamento in risposta alle deglutizioni umide. A livello del corpo esofageo le deglutizioni determinano la formazione di onde di contrazione non propulsivo di tipo prevalentemente simultaneo e isolate. In particolare assenza di attività nell'esofago cervicale e scarsa attività in quello distale. CONCLUSIONI: discinesie aspecifiche del corpo esofageo e mancato rilasciamento. La dottoressa non si è espressa,ha solamente detto che si tratta di una manometria un po'atipica. Gli accertamenti richiesti sono: una visita neurologica e reumatologica,inoltre in programma c'è un rx all'esofago con pasto baritato. Era incerta anche se eseguire una videofluoroscopia deglutologica. Che sospetti possono esserci?
Il mio compagno non ha assolutamente problemi motori,muscolari,disturbi oculari ecc...il suo grosso problema è nel deglutire il cibo,sia solido che liquido; non ha dolori al torace,non ha tosse,di notte riposa tranquillamente e la saliva non gli provoca fastidio nella deglutizione.
Cosa potrebbe essere? Io ho già pensato alle più disperate malattie neurologiche...inoltre in che cosa consite la visita neurologica?
Grazie infinitamente.

[#1]  
Dr. Carmelo Favara

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Da quanto esposto potrebbe trattarsi di una patologia dell'esofago chiamata acalasia. Faccia rx esofago e consulti un gastroenterologo. La manometria mi sembra abbastanza chiara x questa patologia.
Dr. Carmelo Favara
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[#2] dopo  
Utente
La ringrazio Dottore per la risposta tempestiva. Giusto oggi dal DH del nostro ospedale siamo stati chiamati per effettuare la visita neurologica domani e giovedì in mattinata l'rx all'esofago con pasto baritato. La tengo aggiornata sugli sviluppi.
Mille grazie! Ci fossero sempre dottori come voi.
Buona serata

[#3]  
Dr. Carmelo Favara

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Dr. Carmelo Favara
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[#4] dopo  
Utente
Gentile Dottore,
soltanto ora riesco ad informarla sulle visite eseguite dal mio compagno in quanto parte dei risultati li ho avuti oggi. La visita neurologica è risultata negativa, come anche tutte le analisi reumatologiche. Nel frattempo i medici hanno ritenuto opportuno effettuare un'altra EGDS con biopsia esofagee sia del tratto distale che prossimale e proprio da queste ultime il referto cita: " Reperto compatibile con esofagite eosinofila". L'esito dell'esofagramma non ci è ancora stato comunicato,ma il dottore che lo segue ha detto che questa è la diagnosi.
E' stato messo in terapia con lansoprazolo 30 mg e fluticasone propionato 125 mg per 20 giorni; poi dovrà tornare per vedere se la disfagia è migliorata.
Lei cosa dice? E' possibile davvero che questa esofagite impedisca ad una persona di deglutire fino quasi soffocare durante i pasti?! Il nostro medico confida nella terapia farmacologica,ma qualora i sintomi non scomparissero qual è l'alternativa alla terapia?

[#5]  
Dr. Carmelo Favara

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Purtroppo l'esofagite eosinofila può dare questa sintomatologia Cmque faccia la terapia che le hanno prescritto e poi si vedrà in bade alla risposta. La saluto
Dr. Carmelo Favara
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[#6] dopo  
Utente
Ok. Mille grazie!

[#7]  
Dr. Carmelo Favara

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A sua disposizione per ulteriori chiarimenti
La saluto
Dr. Carmelo Favara
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[#8] dopo  
Utente
Buongiorno Dottore,
ad oggi la situazione con il problema del mio compagno sta precipitando...è dimagrito 7 kg nel giro di pochissimo tempo e la cura non sta facendo per niente effetto. Anche i liquidi riusltano di difficile ingestione. Il medico che lo segue gli ha prescritto, oltre alle cure sopracitate, il deltacortene 25mg, senza esiti positivi. Cosa possiamo fare? Ci sono centri specializzati che si occupano di questo problema? Lei suggerisce altre cure, altre indagini?
Grazie mille.

[#9]  
Dr. Carmelo Favara

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Purtroppo la terapia che ha eseguito il suo compagno è corretta (fluticasone propionato); ma presenta ancora disfagia? se si si dovrebbe ripetere la gastroscopia dopo 8 settimane e riconfermare la diagnosi, dopodichè si dovrebbe pensare ad eseguire cicli di dilatazione endoscopica anche se presenta dei rischi (perforazione e fissurazioni dell'esofago).
Mi aggiorni non so come poter essere più utile.
Dr. Carmelo Favara
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[#10] dopo  
Utente
Buonasera!
Si presenta ancora disfagia, anche se, in questi giorni ho notato che tritandogli il cibo, riesce a deglutire molto meglio, ma pur sempre con fatica. La settimana scorsa è stata tragica: non deglutiva nemmeno i liquidi, difatti è dimagrito di qualche kg...poi sicuramente ora, c'è un influsso psicologico esuberante che contribuisce a creargli il problema, questo perchè soltanto qualche mese fa è stata posta la diagnosi corretta, prima hanno sempre detto che si trattava di reflusso gastroesofageo e la fatica a mangiare e deglutire è presente dal 2009, quindi credo che sia preso a sfinimento da questo problema. Giusto la settimana scorsa abbiamo avuto anche la risposta della rm all'encefalo, anch'essa negativa.
La nuova visita è programmata per lunedi 5 ottobre, per cui Dottore la tengo aggiornata su come vorrano procedere i suoi colleghi.
Colgo l'occasione anche per ringraziarla di cuore della pazienza e delle risposte sempre celeri e comprensibili.
Un caro saluto

[#11]  
Dr. Carmelo Favara

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Auguri per tutto e a sua disposizione per quel poco che posso fare.
Dr. Carmelo Favara
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