Utente 662XXX
Salve, mio padre ( 68 anni ) il 14.10.16 è stato dimesso dall'U.O.C. di Epatologia con la seguente diagnosi: cirrosi epatica etilica scompensata ( classe child pugh B9, score meld 14 e score meld sodio 14 ). Ascite poco responsiva a trattamento diuretico, Hcc multifocale ( eco,TAC,AFP,RMN ), trombosi portale completa e ipertensione portale con varici esofagee F2 con segni rossi, gastropatia ipertensiva portale del corpo fondo. Ipersplenismo ( leucotrombocitopenia ). Gastropatia antrale papuloerosiva. Ipertensione arteriosa in trattamento. Cardiopatia ischemica già trattata con PTCA+STENT. Insufficienza mitralica lieve. Diabete mellito in trattam.insulinico. Dislipidemia in trattamento. Ipertrofia prostatica in trattamento.

Ad oggi tutto il quadro si è aggravato. Ha subito anche la legatura delle varici esofagee passate da f2 a f3. All'ultimo ricovero gli hanno trasfuso anche 2 sacche di sangue per l'emoglobina bassa. Ovviamente stiamo seguendo la terapia dataci, quando a casa e quando in ospedale, compreso l'albumina 3 vv a settimana. Arrivo alla domanda, visto che abbiamo girato parecchio in più nosocomi, e tutti hanno escluso è il trapianto è eventuale intervento chirurgico ( TIPS, etc etc ). Anche sotto il profilo oncologico c'è stato detto che non c'è molto da fare. Tutti hanno detto di proseguire con la terapia di mantenimento. Voi cosa ne pensate? Non c'è proprio nulla da fare? Devo vederlo spegnere giorno x giorno?

Grazie

ps. ho volutamente evitato di inserire la terapia in atto, perchè credo che sia standard x tutti

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Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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gentile signore purtroppo la malattia del papà non permette di effettuare alcuna terapia che possa in qualche modo alleviare la situazione clinica. La malattia cirrotica e tumorale è in fase molto avanzata e quindi è necessario trattare i sintomi (ascite, varici esofagee ecc) più eclatanti, ma la situazione non è più modificabile. Mi dispiace pela situazione. Cordiali saluti
gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#2] dopo  
Utente 662XXX

Buonasera, grazie per la risposta e mi scuso per il ritardo, rispondo solo ora in quanto preso da mille cose mi è passato sempre di mente. Mio padre nonostante tutto, al 16.08.19 è ancora vivo! Certo, ci siamo noi familiari dietro, ma ogni tanto mi vengono dei dubbi. Mi spiego meglio, a sentire i medici mio padre doveva passare a miglior vita un paio di anni fa, non è che per caso ci è sfuggito qualcosa? O dovevamo fare altro? Non voglio dire che in tutto questo tempo non ha avuto aggravamenti, è stato anche in coma, a dire il vero, però non è deceduto. Stiamo andando avanti con continue paracentesi e ricoveri vari. Devo rassegnarmi nonostante sia passato tutto questo tempo?

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Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore a dire il vero due anni per un paziente che ha una cirrosi avanzata con un tumore al fegato è un periodo di sopravvivenza eccezionale. Probabilmente il tumore ha una attività estremamente lenta. La necessità di paracentesi purtroppo non può essere evitata. Forse le vostre cure sono riuscite a mantenerlo in vita nonostante una situazione estremamente critica. Non so se due anni fa si poteva fare qualche cura diversa, forse si, ma probabilmente i suoi medici hanno ritenuto che non vi fosse più un percorso terapeutico utile. Mi dispiace. Stategli vicino . Questa è la cura più grande. Cordialmente
Gerunda
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia