Utente
Salve, scrivo per chiedere un parere relativo ai comportamenti da adottare alla sospensione dei farmaci per il reflusso (senza esofagite).
Dopo 5 anni di cura con IPP, da 2 giorni ho finalmente sospeso l'omeprazolo dopo una graduale riduzione della dose. Sto assumendo gaviscon prima dei pasti principali e sto tenendo un diario alimentare per capire quali cibi mi risulta più difficile digerire. Devo dire che fortunatamente soltanto oggi ho avuto una lieve acidità dopo i pasti principali, diciamo tollerabile, che è scomparsa una volta terminata la digestione. Sottolineo che non soffrivo di acidità prima di iniziare ad assumere IPP, ma che questa mi è comparsa puntualmente le uniche due volte che ho provato a sospendere la terapia (che quindi ho ripreso dopo pochi giorni e che mi è stata, per tale motivo, prescritta a "tempo indeterminato"). Ho letto su internet che l'acidità potrebbe essere una cosa temporanea dovuta alla sospensione stessa del farmaco e mi chiedevo se ci fossero ulteriori accorgimenti da adottare per ridurre l'incidenza di questo effetto rebound).
Dal momento che 5 anni di terapia continuata con omeprazolo&co mi hanno massacrato l'intestino rendendomelo delicato come quello di un bambino, mi chiedevo anche se la semplice sospensione dell'omeprazolo basti a ristabilire l'equilibrio nel mio intestino o se sia necessario prendere integratori o probiotici etc.
Approfitto inoltre per chiedere se in caso di assunzione occasionale di farmaci antinfiammatori tipo oki etc. (che talvolta prendo per via del mal di testa), sia opportuno assumere una dose di omeprazolo per proteggere lo stomaco o se l'assunzione dell'anti-fiammatorio a stomaco pieno sia sufficiente a limitarne i danni.
Vi ringrazio in anticipo per le eventuali risposte.
Cordiali saluti,
Serena

[#1]  
Dr. Felice Cosentino

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Per quale motivo ha assunto l'omeprazolo per 5 anni ?

Reflusso, gastrite ? Aveva eseguito una gastroscopia ?

Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologia ed Endoscopia - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore, innanzitutto la ringrazio per la risposta.
Ho assunto diversi tipi di IPP perché inizialmente lamentavo difficoltà di digestione e nodo alla gola. Dopo aver escluso problemi alla tiroide il mio medico di base mi prescrisse due mesi di cura con lansoprazolo e peridon, al termine dei quali comparve il bruciore allo stomaco. La gastroscopia, che feci pochi giorni dopo aver terminato la terapia col lansoprazolo, e durante i quali avevo forte bruciore anche se mangiavo un paio di fette biscottate, diede i seguenti risultati: "Esofago regolare. Linea Z a circa 37 cm dall'AD, pinza diaframmatica a 37 cm. Cardias in sede, continente. Stomaco ben distensibile rivestito da mucosa integra (biopsia). Lago mucoso limpido. Piloro normale. Nulla in I e II duodeno."
E dalla biopsia: "Frammento di mucosa gastrica tipo antro-corpo sede di lieve flogosi cronica non attiva. Non evidenziate chiare immagini di infezione da Helicobacter pylori."
Dopo questa gastroscopia mi fu prescritto pariet 20 mg e riopan dopo pranzo e cena. Al termine della terapia ritornò di nuovo il bruciore e mi fu prescritto l'esomeprazolo da 40 mg, che dopo circa un anno e mezzo ho ridotto a 20 mg e poi sostituito con omeprazolo (20 o 10 mg a seconda dei periodi e dei sintomi), prendendo sempre gaviscon prima di pranzo e cena.

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Dr. Felice Cosentino

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Presumo che lei abbia preso senza un vero motivo gli IPP. Adesso deve solo "svezzarsi" con antiacidi.
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