Utente
Gentili dottori

sin da bambino non sono mai stato un campione dell'evacuazione. Non ricordo di particolari periodi di stitichezza ma quello che so, per certo, è che non andavo in bagno come andavano i miei coetanei. Intorno ai 25-30 anni, invece, avevo raggiunto un certa se pur precaria regolarità: andavo in bagno ogni giorno dopo pranzo. Per riuscirci, però, dovevo essere totalmente spensierato, in un qualsiasi ambiente ma che fosse assolutamente privo di tensioni o problemi. Lo stimolo non era chiaro e netto: dovevo indurlo un po'. Le feci non erano mai proporzionate alla mia alimentazione, ma ringraziavo Dio e mi andava bene così.
Due anni fa, poi, a causa di un nuovo lavoro, ho dovuto dire addio alla mia evacuazione dopo pranzo. Così ho iniziato ad andare in bagno due-tre volte a settimana. A volte, poi, dovevo aiutarmi con delle erbe in pastiglie.
Da un mese e mezzo, invece, lo stimolo spontaneo è scomparso definitivamente. A giugno 2018 sono stato 20 giorni senza evacuare. Al pronto soccorso mi hanno detto "nulla di grave, addome trattabile". Mi hanno suggerito il SELG: nessun effetto. Così sono andato dal gastroenterologo che mi ha detto "nulla di grave, addome trattabile, ma inizi assolutamente la psicoterapia". Mi ha suggerito MOVICOL e DAYLAX : il MOVICOL (una bustina al giorno) non funziona, il DAYLAX (tre pasticche un giorno si e un giorno no) funziona ma in modo abbastanza esagerato.
Da circa un mese, quindi, alterno un giorno di fastidi al fianco sinistro (che prima non avevo mai avuto, forse attribuibili al DAYLAX che infiamma?) a un giorno di evacuazioni ripetute per l'intera mattinata.
E' evidente che così non si può andare avanti,
Ho fatto tutti gli esami prescritti dal gastroenterologo, tra cui calcoctomia fecale: tutto ok. Mi manca solo l'analisi del transito intestinale con markers radiopachi. Ho iniziato la psicoterapia (sono ansioso, un po' problematico ed ho avuto da sempre un rapporto contorto con l'atto di evacuare. Tuttavia non ho particolari paranoie come chi deve assolutamente evacuare ogni giorno o "svuotare" l'intestino).
La mia paura è che l'uso di lassativi stimolanti possa rendere inerte, nel lungo periodo, il mio intestino e che io, nel tempo, possa ammalarmi.
Una mia zia, la sorella di mia madre, intorno ai 63 anni è morta per tumore al colon.
Faccio attività fisica, bevo molto, mangio tante fibre, frutta e verdura e ho sperimentato su di me che tutto questo è praticamente ININFLUENTE sul mio stato di stitichezza. Viceversa, negli anni in cui andavo in bagno ogni giorno, mangiavo in modo molto meno sano.

Ogni consiglio è ben accetto, GRAZIE!

[#1]  
Dr. Felice Cosentino

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Gentilissimo, deve solo eseguire il transito intestinale con i markers radiopachi. Da qui si capirà la tipologia della stipsi ( da rallentato transito o da defecazione ostruita) e cercare d'intervenire con le terapia più appropriate.


Cordialmente
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologo/Endoscopista - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore
grazie per il suo interessamento

negli ultimi giorni ho sospeso l'assunzione del Daylax e sto andando in bagno spontaneamente, al mattino. Sono molto contento perché dopo due mesi di assoluta stitichezza ero un po' demoralizzato.
Si tratta tuttavia di un equilibrio molto, molto delicato favorito, tra le altre cose, dal fatto che sono in vacanza e da una alimentazione finalizzata esclusivamente allo scopo: 2,5 litri di acqua al giorno, prugne, cereali integrali, yogurt activia etc etc.
Inoltre la mia evacuazione pare essere incompleta o, comunque, non proporzionata alla mia alimentazione. Quindi avverto costantemente, tutto il giorno, un forte senso di pienezza al fianco sinistro che a volte si fa insopportabile. Paradossalmente, durante il mio lungo periodo di assoluta stitichezza, non avevo alcun fastidio se non un leggero e ovvio senso di costipazione.

E' innegabile che il fattore emotivo-psicologico sia preponderante: sono una persona ansiosa ed ho vari problemi irrisolti. Questo non vuol dire, tuttavia, che io non debba mettere in atto le strategie necessarie per arrivare a una regolarità intestinale, nonostante il mio carattere. Infondo andare in bagno è comunque necessario e indispensabile!

Ho intrapreso un percorso di psicoterapia e a settembre eseguirò l'esame del transito intestinale con markers radiopachi per capire quale ruolo possa giocare l'intestino in questa mia situazione.

La terrò aggiornata
saluti

[#3]  
Dr. Felice Cosentino

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Molto bene, condivido e a risentirci.
Dr Felice Cosentino, Gastroenterologo/Endoscopista - Milano (Clinica La Madonnina), Roma, Calabria (Crotone,Reggio)
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[#4] dopo  
Utente
Buongiorno dottore

ho fatto tutti gli esami (vedere sopra) tra cui quello sul transito intestinale con markers radiopachi.
Di 20 markers ingeriti ne ho trattenuti:
20 il primo giorno
20 il secondo giorno
11 il terzo giorno
1 il quarto giorno (la mattina prima dell'esame evacuazione molto abbondante)

Successivamente sono andato dal gastroenterologo che mi ha detto che il mio transito non è poi "troppo lento", che il mio colon irritabile può agevolare periodi di stipsi, che ho molta molta aria, che non c'è nulla di organico e mi ha suggerito di fare, con calma, la colonscopia virtuale per eventuali diverticoli.
Mi ha prescritto "Resolor 2mg" da prendere, però, solo e se ricomicerà un periodo di stipsi.

Al momento - cosa inedita nella mia vita di 39 anni - vado in bagno spontaneamente due volte al giorno senza prendere nessun tipo di stimolante o lassativo.
Certo, lo so, sono in ferie (insegnante, ricomincio il 17 settembre), posso prendermi tutto il tempo e la calma che voglio per evacuare. Tuttavia, devo dirlo, io non ho MAI un vero stimolo, un'impellenza, un'urgenza. Questo vuol dire che se non mi ci mettessi di impegno, non evacuerei. Vuol dire anche che quelle poche volte, in questi ultime settimane, in ci ho dovuto lavorare al mattino, non ho evacuato. Non le nascondo che questa cosa mi terrorizza perché vuol dire che c'è un fattore mentale che condiziona fortemente la funzionalità fisiologica. E questo non lo dico in base ai pochi episodi appena descritti, ma in base all'esperienza di una vita.

Ma riprenderò a lavorare, ad avere orari serrati (faccio 2 lavori), ad avere stress, tensioni. E' in quel momento, allora, che il mio cervello, come già accaduto, potrebbe prendere il sopravvento e farmi ripiombare nella stitichezza.
Come capirà bene le implicazioni psicologiche sono evidenti e importanti: e infatti sto iniziando un percorso psicoterapeutico.

Mi chiedo, però: se i miei difetti cognitivo-comportamentali permarranno, o saranno duri da eliminare, io come dovrò comportarmi se mai dovesse verificarsi nuovamente un drammatico episodio di assoluta stitichezza di più di 22 giorni?

Infondo tutti DEVONO andare in bagno, anche i pazzi, i disagiati, gli ansiosi e i problematici.

La ringrazio tanto e mi scuso per i toni carichi di enfasi.


PS La mia alimentazione è ricca di fibre (crusca, cereali integrali, ortaggi, verdure, frutta, prugne, 2,5 litri di acqua al giorno, no alcol, no fumo) e faccio sport.

[#5]  
Dr. Felice Cosentino

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Da come descrive non ci sarebbe necessità di terapia. La questione come ha sottolineato è fortemente psicologica.
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