Utente 566XXX
Buongiorno Dottori, vi chiederei cortesemente di poter rispondere ad un mio quesito. Uomo anni43 monorene congenito dx eseguo dal 1998 eco addome di controllo a cadenza sem/annuale a seguito della scoperta casuale dell'agenesia di cui sopra confermata poco dopo con TC con mdc. Premetto che eseguo questi esami sempre presso lo stesso centro diagn. con lo stesso medico che mi diagnosticò l'agenesia renale da ormai 21anni. Nell'arco del tempo la situazione è sempre stata invariata e nella norma. C'è un però. A partire dal 2006/7 inizia a presentarsi un elevato grado di meteorismo con una moderata steatosi. Fin qui tutto ok e accompagno come sempre all'esame eco gli esami ematochimici per funzionalità sia renale che del fagato risultati sempre nei range. Il punto è che durante una di queste eco nel marzo2016 il medico trova qualcosa che non era evidente nei precedenti esami effettuati in tutti questi anni, TC compresa. Tra il 4 e 5 segmento reperta una formazione rotondeggiante iperecogena a margini netti lievemente disomogenea di circa 7/8mm di grandezza da riferire in prima ipotesi a piccolo angioma, ma siccome di primo riscontro è mancante nei precedenti esami meritevole di ricontrollo a 3mesi poi a6 e così via. A 3mesi lo stesso rimane delle stesse caratteristiche, altrettanto a 6mesi e 12mesi che sembra leggermente variato nelle dimensioni a 9/10mm max. RMN marzo2018, dove il referto dell'esame eseguito con apparecchiatura ad alto campo operante a 3T recita quanto segue: L'indagine è stata eseguita con acquisizione di sequenze T1 e T2 pesate sui piani assiale e coronale, dapprima in condizioni basali e successivamente dopo somm. ev di mdc paramagnetico (gadobutrolo). Il fegato ha dimensioni modicamente aumentate in corrispondenza dei segmenti del lobo sx. Si osserva, in sede parailare al 4 segmento, una piccola formazione rotondeggiante del diametro di circa 11mm delimitata da profilo netto finemente irregolare, ipointensa nelle sequenze T1 pesate ed iperintensa nelle acquisizioni T2 dipendenti. In corso di somministrazione ev di mdc la lesione mostra scarsa impregnazione con aspetto periferico globulare nelle fasi più precosi e si caratterizza successivamente per un progressivo arricchimento fino ad assumere all'equilibrio vascolare aspetto di omogenea iperintensità nei confronti del parenchima epatico contiguo. Il reperto è da riferire in prima ipotesi ad un angioma. Una ulteriore millimetrica formazione con caratteristiche di segnale analoghe in condizioni basali, dotata di omogeneo arricchimento già in fase precoce e con aspetto di persistente impregnazione fino all'equilibrio vascolare, si riconosce in sede parailare al confine tra 7e8 segmento. Anche questo reperto è compatibile con un ulteriore minuto angioma. Dal 2018 ad oggi lieve aumento dello stesso al 4 segm. a 13mm in eco. Non visibile l'altro millimetrico al 7/8 seg. Agosto 2019 CEUS conferma del solo angioma al 4 seg. 11/12mm. Temo non si tratti di angiomi. Secondo voi? Scusate

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Dr. Marco Bacosi

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Chiaramente angiomi.
Cordiali saluti.
MARCO BACOSI MD PhD
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Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente 566XXX

Gentilissimo Dott. Marco Bacosi anzitutto la ringrazio per la celere e pronta risposta.
Se posso permettermi però vorrei invitarla ad alcune riflessioni su alcuni aspetti, premetto che non potrò necessariamente essere conciso e di questo me ne scuso. Quanto può influenzare la comparsa degli angiomi in questione, o di lesioni epatiche sospette successivo ad un uso prolungato (dal 2005) di farmaci quali mesalazina, ipp, ssri. Di questi mesalazina per circa 5 anni per un sospetto Crohn "borderline" poi successivamente smentito. Ipp a cicli in uso ancora oggi per lieve gastrite del fondo, esofagite da reflusso con incontinenza cardiale anello di shatzki incompleto a volte con piccola erosione sullo stesso, leggera duodenite del bulbo con hp sempre negativo. Dulcis in fundo arrivano gli ormai sempre più prescritti ssri, usati dal sottoscritto per circa 12 anni consecutivi, prescritti da medico internista dopo la presunta diagnosi di crohn per polialtralgia calo ponderale (10kg) poi rientrato e naturalmente tono dell'umore deflesso, il tutto a dose terapeuticha di 20mg die di citalopram in cp farmaco generico di nota casa produttrice o distributrice (sempre usata la stessa ora famosa per la questione nitrosammine nella ranitidina, altro farmaco da me usato in sostituzione degli ipp un anno fa per 6 mesi, con precisione uno dei lotti ritirati elencato nella lista pubblicata dell'Aifa). Infine vorrei far presente che a far data dal 2003 circa soffro di dislipidemia su base probabilmente famigliare, e comunque non su base alimentare (Colesterolo tot. si aggira sempre sui 250, trigliceridi 220/190/260/170 questi a volte variano, glicemia a digiuno sui 90 al max 100, normoteso a volte più ipoteso 106su60, a volte ma raramente tachicardico anche 130bpm a riposo, soggetto non fumatore ma per 10 anni dal 1992 esposto a fumo passivo per occupazione nel settore locali notturni, allergico positivo alla metacolina trattato in età pediatrica per 5 anni con profilassi vaccinale per oculorinite su base allergica mai crisi asma. Inoltre nonno materno affetto da malattia professionale silicosi operaio delle zolfare siciliane, deceduto per cirrosi epatica su base non alcolica con virus anticorpi HCV positivi età al decesso anni77, nonno paterno deceduto K polmonare anni86 breve fumatore in gioventù poi mai più fumato negativo per esposizioni professionali, padre non fumatore sempre in ottima salute deceduto per k retto all'età di 61anni con metastasi dubbia polmonare (secondarismi? primitivo?).
A fronte di tutto questo mi chiedevo quanto potrebbe effettivamente far allargare la forbice, in termini di probabilità, sull'effettiva benignità delle lesioni epatiche comparse a distanza di 40 anni, le quali secondo il parere di alcuni Doc, anche in qualità di autorevoli epatologi, se di angiomi si parla, sarebbero il risultato di un difetto, sempre e solo presente dalla nascita? Eccezione fatta per il gentil sesso. Grazie!

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Dr. Marco Bacosi

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MARCO BACOSI MD PhD
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[#4] dopo  
Utente 566XXX

Intanto grazie per aver risposto. Dott. Bacosi mi scusi ma faccio difficoltà, capisco e noto come anche da altri consulti Lei essere persona di poche parole dalla risposta pronta secca è decisa, cosa che denota una certa sicurezza in ambito professionale e forse anche nella vita in genere. Non mi è chiaro però un aspetto che secondo me è lo stesso per la quale l'argomento in oggetto diviene spesso e volentieri tra gli addetti ai lavori una certa questione su cui è preferibile non dilungarsi e quasi da glissare. Ma senta, se un angioma epatico è lesione malformativa congenita e quindi come dice la parola stessa presente dalla nascita, dopo praticamente la bellezza di 35 ecografie eseguite e un esame TC con mdc, nell'arco di questi quasi 20 anni, quale causa avrebbe impedito il suo riscontro? Il punto poi su quale la invitavo a fare una riflessione era sostanzialmente un'altro Bacosi. Non verte sulla questione congenici o meno, ma piuttosto sui presunti o probabili fattori potenzialmente predisponenti allo sviluppo/crescita degli stessi durante tutto l'arco della vita. Dottore questa volta le chiederò gentilmente di essere meno sintetico ad onor del vero e a favore di un ampia comunità di pazienti, "al quale tutti apparteniamo", che ci legge. "Angioma" appunto definito dalla società scientifica e noto anche come angioma epatico, è un tumore benigno delle cellule endoteliali che rivestono internamente i vasi sanguigni, in questo caso del fegato, costituito da un groviglio di capillari e piccoli vasi. Bene, la spiegazione tecnica è ben chiara ma la domanda è come mai se di neoplasia benigna si tratta che non degenera mai, secondo quanto la scienza ufficiale dichiara, perché i colleghi specialisti una volta fatta "diagnosi" raccomandano follow up ristretti nel tempo, addirittura di sei 6mesi in 6mesi? E perché dopo un esame eco quando viene richiesto un esame di secondo livello (CEUS/TC) o meglio oserei dire di terzo come la più sensibile RMN con mdc epatospecifici, esami i quali dovrebbero nella maggior parte dei casi fugare ogni dubbio, i colleghi radiologi nel refertare scrivono a chiare lettere "in prima ipotesi/di verosimile natura angiomatosa"? Peccato che sarebbe la seconda se non la terza ipotesi! La cosa suona male e assume un aspetto di tipo precauzionale/cautelativo. Si sa le parole volano, le cose scritte restano! Non sarebbe più onesto e umano ritenere come la vita insegna che la verità alla fine più o meno sta nel mezzo? Come Lei ci insegna la medicina non è una scienza esatta quindi il 100% come in matematica non esiste. Quolcosa ci sfugge o forse qualcuno riuscirà a far più luce su questi aspetti? E poi mi perdoni Bacosi, lo "Stop" a fine della sua ultima risposta era un invito a desistere in un ulteriore replica? La ringrazio per la Sua pazienza scusandomi per esser stato alquanto prolisso. La sua autorevole opinione sarà per noi utile, ma se deciderà di non voler rispondere, il suo silenzio sarà comunque dirimente. Un Cordiale saluto

[#5]  
Dr. Marco Bacosi

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La sua verbosità denota un'ansia notevole.....
1) L'angioma è una lesione classificata come tumore benigno ma degenera mai!
2) l'origine è congenita e la sua presenza su rileva solo quando crescendo supera il potere risolutivo della metodica usata per la diagnosi.
3) si controlla periodicamente (12 mesi) perché l'unico problema che può creare è un forte aumento dimensionale!

Stop = non c'è altro da dire!
MARCO BACOSI MD PhD
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[#6] dopo  
Utente 566XXX

Buongiorno Dott. Bacosi e grazie per la sua spiegazione in merito, chiara ed esauriente.
Per quanto riguarda la mia verbosità, SI mi pare proprio averne fatto cenno nel mio precedente post: >...La ringrazio per la Sua pazienza scusandomi per esser stato alquanto prolisso...<
Mi creda ma più che incolpare sempre e solo la povera ANSIA, che oramai pare essere la ragione di tutti i mali, ritengo in questi contesti necessario dover descrivere ed elencare il più precisamente possibile ogni evento/aspetto/segno/sintomo ecc...
D'altronde, se pur di consulti on-line via web o comunque a distanza si parla con i limiti che inetavilmente ne derivano, contesto nel quale ci troviamo, non si può non considerare che pur di consulti si parla e che in quanto tali, più precisamente saranno esposti, più precise ed esaurienti ne saranno l'eventuali risposte!
È o non è l'ANAMNESI un elemento imprescindibile e preziosissimo del quale un medico non potrebbe e non dovrebbe farne a meno per arrivare nel modo più corretto e nei tempi più brevi a formulare una diagnosi?
Più PRECISA POSSIBILE sarà l'ANAMNESI, più verosimile sarà la sua diagnosi!

-Anamnesi: sostantivo femminile
In medicina, la raccolta particolareggiata delle notizie che riguardano il paziente.

STOP = Null'altro da dire! Anche per me...
Ningún problema :)

Un Cordiale saluto,
Le auguro una Buona domenica, a lei e famiglia!

[#7]  
Dr. Marco Bacosi

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Lei mi ricorda un mio paziente che, qualche settimana fa, esordì dicendo: "nel 1956 ebbi una evacuazione diarroica.........".
L'anamnesi deve essere accurata ma non un elenco infinito.
Ricordi che i nostri consulti via web sono solo consigli di massima.
I nostri consigli non sostituiscono in alcun modo una visita diretta.
Buona domenica a Lei!
MARCO BACOSI MD PhD
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[#8] dopo  
Utente 566XXX

Con rispetto parlando, anche nei confronti del suo paziente, non credo proprio si possa paragonare ciò che le è stato detto dallo stesso suppongo in fase di visita, con quello che ho cercato di chiarire nel post a completezza di un quesito ben più ampio. Se così fosse stato, sarebbe piuttosto riduttivo non pensa?

Bacosi:>L'anamnesi deve essere accurata ma non un elenco infinito.
Ricordi che i nostri consulti via web sono solo consigli di massima.
I nostri consigli non sostituiscono in alcun modo una visita diretta.<

-Su questi punti mi pare di averne ribadito espressamente il concetto, il quale sarebbe un grave errore non considerare!
Forse non sono riuscito a farmi capire...
Le riporto un breve sunto di quanto esposto nella mia precedente risposta:
>D'altronde, se pur di consulti on-line via web o comunque a distanza si parla CON I LIMITI CHE INEVITABILMENTE NE DERIVANO, contesto nel quale ci troviamo, ecc......... <
Sembra le nostre opinioni convergano.

-E poi Bacosi, la specialità in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, oltretutto credo tra le più articolate e affascinanti sotto tanti punti di vista... considerato anche dal fatto che il nostro apparato digerente è ormai ritenuto essere come il nostro secondo cervello, e di questo me ne potrà dare conferma, è pur sempre la specializzazione da Lei scelta e quindi per smorzare un po' i toni mi lasci passare una battuta. Immagino ne converrà sul fatto che di diarree dovrà necessariamente sentirne parlare ancora per molto ;)
Un Caro saluto e auguri per il suo lavoro