Utente 305XXX
Buongiorno dottori, dopo vari esami, ad aprile di questo anno ho eseguito colonscopia con esame istologico, prelievo solo dal sigma due campioni da cui è emerso: frammenti del grosso intestino indenni da significative alterazioni strutturali delle cripte con incremento della quota granulocitaria eosinofila interstiziale (numero granulociti eosinofili >60x10 campi di visione a 40) diversamente rappresentati nei vari frammenti e solo focalmente presenti alla base delle cripte, senza immagini di criptite eosinofila o di esocitosi di granulociti eosinofili nell epitelio di superficie.

Da questo risultato mi è stata diagnosticata una colite eosinofila trattata per tre mesi (3 pastiglie al giorno per un mese, 2 per uno e uno per uno) e una bustina di questran al giorno.
Terminata la cura però mi sono tornati crampi, alvo alterno, mucorrea.
Ripresa la cura con tre pastiglie di intesticort si è ristabilita solo in parte la situazione, in quanto molto giorni pur non avendo diarrea continuo ad avere dolori, muco e evacuazioni alterne.
Sottopostomi a nuova visita da altro ge mi è stato detto che esame bioptico sarebbe dovuto essere eseguito in più punti e non solo al sigma e che pertanto non è certa la diagnosi fatta.
Mi è stato detto di scalare intesticort per poi sospendere, di prendere 10 giorni di trimonase e poi continuare questran e assumere due lexil al giorno e se i problemi persistono di fare nuova colonscopia e gastroscopia per capire se è colite eosinofila o meno.
Ora vi chiedo ma è possibile che non sia colite eosinofila con un simile infiltrato?
Cosa mi suggerite di fare?
Preciso che ho fatto tutti i test del respiro (lattosio, lattulosio, fruttosio) tutti negativi e anche dal sangue non è emersa celiachia e addirittura i linfociti nel sangue sono regolari, anzi quasi bassi.

Grazie

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Dr. Francesco Quatraro

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Gentile utente,
è corretto che le biopsie debbano essere eseguite sui vari tratti colici esplorati, come anche eseguire gastro e colon - scopia in caso di persistenza dei sintomi soprattutto per essere certi della diagnosi.

Inoltre occorre non solo che sia dimostrato l’accumulo di
eosinofili nella parete delle strutture del tubo digerente, ma anche che vadano escluse tutte le altre possibili
cause di infiltrazione eosinofila intestinale.

Non esiste una terapia standard.
Ad esempio, nell’ipotesi che i fattori allergici giochino un ruolo fondamentale, molti ritengono utile l’eliminazione dalla dieta di eventuali cibi allergenici.

Le consiglio di rivolgersi da un gastroenterologo di riconosciuta esperienza.

Cordialità

Dr. F. Quatraro - Acquaviva (BARI)
Gastroenterologo - Endoscopista digestivo
Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
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