Utente
Sono una ragazza di 32 anni incinta da circa 16 settimane,che in precedenza ha subito due interventi chirurgici all'utero per asportazione di fibromi multipli e che attualmente ne possiede due di circa 6 cm e 3 cm che convivono per adesso pacificamente col bambino.
Dall'esame della traslucenza nucale sono risultati valori quali:
Tn 2.2 mm
Crl 69.0 mm
Frequenza cardiaca 166 bpm
Osso nasale visibile
Doppler del dotto venoso normale
Adesso il mio dubbio e quello del mio ginecologo(favorevole a priori all'amniocentesi) e' che essendo la tn di un valore cosi' prossimo al limite stabilito di 2.5 mm convenga fare l'esame per togliersi ogni dubbio.
Volevo sapere se nel caso decidessi di farla quanto implicano i fibromi con la loro presenta sul rischio di aborto dell'1% dell'esame stesso.
Sono molto spaventata perche' vorrei tanto evitare l'esame a causa del mio utero malandato,inoltre ho costantemente fitte al basso ventre che il mio dottore ha detto di tenere sotto controllo con la vasusuprina.
Insomma vorrei sapere se nel mio caso conviene o meno fare un esame cosi' invasivo come l'amniocentesi.
Infine per ultima cosa volevo chiedere se visto che il mio compagno fa uso di psicofarmici e antidepressivi,se cio' puo' compromettere la struttura del suo seme causando incidenti cromosomici nel concepimento di un bambino.
Ringrazio anticipatamente chiunque voglia rispondermi,sono davvero in ansia da piu' di un mese ormai.

[#1]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Le anomalie spermatiche indotte dai farmaci da Lei citati, potrebbero, in linea teorica, incidere sulla capacità fecondante del liquido seminale e, quindi, in ultima analisi, sulla possibilità che una gravidanza inizi. La Sua è già iniziata, per cui i dubbi in proposito dovrebbero essere quasi completamente fugati.

Sull'opportunità dell'Amniocentesi, ovviamente, non si può prescindere da valutazioni di merito in ogni singolo caso che, come saprà, sono esclusivo appannaggio del Collega curante e non nostro.

Valutando i dati che sono a nostra disposizione dalla sua minischeda e dalle notizie fornite non emergono, stricto iure, fattori sicuramente deponenti per l'esecuzione dell'esame, in più in condizioni di aumento di rischio, come nel caso dell'utero fibromatoso.

Ripeto, però, che questa mia desamina dei fatti non ha e non vuole avere alcuna prerogativa nel processo decisionale sulla gestione della Sua gravidanza; in altre parole, la mia è solo ed esclusivamente un'analisi formale delle notizie fornite in un post su internet da cui deriva un giudizio generico e non specifico sull'opportunità o meno di eseguire un esame di diagnostica prentale invasiva.

La scelta finale e definitiva, com'è ovvio, dipende solo ed esclusivamente dal/la Collega che La sta seguendo in corso di gestazione.


Cordialità ed auguri.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
Utente
Gentile dottore,
in primis grazie per la sua attenzione.
Pochi giorni fa ho eseguito un'ecografia prestrutturale alla 16+4 settimana dove mi hanno evidenziato una malformazione del piede destro del bimbo che mi hanno definito come "piede torto".
Adesso mi chiedo visto che avevo gia' deciso di non fare l'amniocentesi,questo nuovo fattore puo' essere indice di malattie cromosomiche o genetiche?
Insomma converebbe cambiare idea e farla nonostante i rischi?
Il mio dottore insiste nel farla anche se mi ha detto che il piede torto se unica anomalia non e' segno di patologie o malattie ma si tratta solo di una situazione fisica,ma che converrebbe lo stesso eseguire l'esame.
Sono ancora piu' confusa di prima e non so davvero cosa fare,puo' darmi ancora un consiglio?
Cordiali saluti.

[#3]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Il piede torto è un'anomalia caratterizzata da un atteggiamento viziato e permanente del piede rispetto alla gamba. Da ciò deriva che il contatto del piede col suolo non avviene nei punti di appoggio normali.

Rientrano in tale anomalia tutte le deviazioni del tarso che modificano l'angolo tra gamba e piede. Le varietà clinicamente possibili sono: l'equinismo, il talismo, il varismo, il valgismo, la supinazione e la pronazione.

Tutte queste forme possono coesistere allo stato puro, ma di norma sono associate tra loro. La varietà, infatti, più frequente è il piede equino-varo-supinato (80% dei casi).
Nel 60% dei casi il piede torto è bilaterale.
L'incidenza è di circa 1:1000 nati con una prevalenza del sesso maschile M2:F1.

L'ereditarietà è dimostrata nel 15% dei casi; da padre in figlio nel 2% dei casi. Si ritiene che la patologia sia autosomica dominante a penetranza ridotta; questo spiegherebbe anche i casi di mono- o bilateralità.

Il piede torto può essere legato a cromosomopatia (trisomia 18), a sindromi o alla presenza di altre anomalie come la spina bifida. E' possibile vederlo in forma isolata. Può essere espressione di una deformazione legata ad oligoidramnios.

Segni ecografici
Anche se talvolta è possibile indicare il tipo di piede torto di solito gli autori distinguono una varietà propriamente detta "piede torto" ed una varietà detta piede dondolante.
Il piede torto è caratterizzato dall'assenza del normale angolo di 90° tra le due ossa lunghe della gamba ed il piede. Il piede può essere flesso o esteso ed è fisso in questa posizione.

Il piede dondolante è caratterizzato dal fatto che il tallone si estende posteriormente alla gamba. L'arcata plantare è convessa, mentre la superfice dorsale è concava.

Note
La diagnosi ecografica non è agevole ed in assenza di anomalie associate deve essere posta con molta cautela.

In qualsiasi caso essa va confermata sempre dopo la nascita.
In caso di diagnosi ecografica prenatale deve essere eseguito il cariotipo fetale e l'ecocardiografia.

Il management ostetrico non è influenzato dalla patologia.
La prognosi nelle forme isolate è buona; nelle sindromi dipende dalle anomalie associate.

Alla nascita è necessaria consulenza ortopedica infantile.

Per i dati che ho portato alla Sua conoscenza, è, quindi, utile, con questo nuovo elemento clinico, che Lei si sottoponga, come anche dice il Suo curante, ad una Amniocentesi genetica.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#4] dopo  
Utente
Gentile dottore,ho provveduto ad effettuare l'esame di amniocentesi ottenendo anche i primi risultati della fish,il mio ginecologo dice che visto la negativita' di tali esami possiamo anche stare sicuri per i rimanenti risultati definitivi.
Dopo aver letto le informazioni che gentilmente mi ha fornito mi chiedevo pero' a cosa servisse l'ecocardigrafia e se quindi debba ancora ritenermi in allarme in merito a sindromi varie o altri problemi di salute del mio bimbo.
Infine volevo chiederle un consiglio,poiche' attualmente ho due fibromi di cui uno di circa 2 cm sottosieroso ed uno intramurale di circa 5 cm,e' giusto o meno asportarli durante il cesareo?
Il mio gine dice di che ci provera' ma io sono un po' in dubbio avendo gia' subito una miomectomia ed un'embolizzazione uterina sono in pena per la sorte del mio utero.
La ringrazio vivamente.
Cordiali saluti.

[#5]  
Prof. Ivanoe Santoro

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L'asportazione dei miomi in corso di taglio cesareo è una scelta che l'operatore fa al momento dell'esecuzione dell'intervento in base a molteplici fattori per cui neanche una dichiarazione di intenti fatta prima dell'intervento può sortire davvero le conseguenze prevedibili.
In altre parole: si decide al momento.
L'ecocardiografia va eseguita indipendentemente (nel Suo caso) ai risultati dell'amnio.
Non tutte le cardiopatie congenite cui si associa il piede torto hanno un substrato cromosomico.
E', comunque, un esame da eseguire per completezza d'indagine, per routine, ma va fatto.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#6] dopo  
Utente
Le sue informazioni sono molto chiare ed esaustive dottore,la ringrazio.
Le chiederei un ultimo consiglio in merito alle visite ginecologiche che il mio dottore provvede ad effettuare quasi ogni volta che mi reco da lui.
In verità mi hanno detto che è pericoloso e che si rischia addirittura l'aborto subendo una visita interna nei mesi tipo dal 4/5 in poi,che è meglio non praticarla piu'.
Il mio ginecologo dice di no e che se mi rifiuto di effettuarla lui non si riterrà responsabile di eventuali accaduti.
Qual'e' la giusta prassi?inoltre mi ha prescritto vasosuprina retard una compressa al giorno fino al parto ed ormai sono gia' due mesi che la prendo,non porterà conseguenze a me o la bambino stesso assumerla per cosi' tanto tempo?
La ringrazio ancora vivamente dottore.
Cordiali saluti.

[#7]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Riguardo alle visite ostetriche esse sono parte integrante, fondamentale di ogni controllo ostetrico.
Con esse si possono desumere dati riguardo la tenuta del collo uterino e lo stato della vagina, importantissimi per il normale prosieguo della gestazione, che altrimenti non possono essere valutabili.
Quello che paventa è solo una insulsa e stupida diceria che non ha nessun substrato clinico.
Una domanda: ma 100 - 200 anni fa, senza ecografia, come facevano i nostri predecessori Ginecologi a seguire una gravidanza se non avessero potuto neanche visitare le pazienti?
Davvero è un'assurdità.
Non mi pronuncio, invece, sulle terapie che sono esclusivo appannaggio di chi La può seguire di persona; ribadisco solo che di un Medico, di uno Specialista si deve aver fiducia.
Le sue terapie, quindi, vanno eseguite alla lettera, senza errori, dal momento che un rapporto di fiducia è a doppio senso; il Medico dev'essere sicuro che la paziente eseguirà la teraia prescritta, la paziente dev'essere sicura che la terapia prescritta è quella necessaria ed utile nel Suo caso.
Altrimenti il rapporto Medico-Paziente va in crisi e...buonanotte al secchio.


Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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