Utente
Gentili dottori, in seguito ad una ecografia transvaginale e ad una isteroscopia mi sono state dignosticate le seguenti patologie: ectropion e infiammazione del collo dell'utero ed evidente varicocele pelvico. In realta è da circa un anno che ho una sensazione di bruciore e a volte di prurito nella parte ultima della vagina (quella più vicina al'ano), spesso ho avuto anche una sensazione di calore come di febbre (internamente ed esternamente) nella parte della vagina che ha subito una lacerazione dovuta al parto, questi sintomi sono particolarmente forti dopo un rapporto, a volte avverto delle scosse come se il tessuto si rompesse e questo soprattutto quando l'ampolla rettale si riempie e devo andare in bagno. Poiché il mio medico di base pensava a una cistite, ho fatto diverse volte le analisi delle urine e non è mai stato riscontrato niente. Tuttavia ho esitato ad andare subito dal ginecologo poiché i sintomi non erano costanti (i dolori sono sempre postcoitali e a volte sono scatenati dallo sforzo per defecare anche se veramente minimo)e poiché, avendo subito circa un anno e mezzo fa una emorroidopessi secondo il metodo di Longo per sindrome da ostruita defecazone con rettocele, attrubuivo questa sintomatologia all'intervento anche perché la parte che mi bruciava era proprio quella parete della vagina che confina con il retto (dove è stato resecato il rettocele). Ah dimenticavo, ho fatto una anoscopia per scongiurare la possibilità di un'ulcera rettale nella zona operata e la proctologa che mi ha visitata ha detto che non c'è. Dopo la cura con antibiotici (bassado per 10 giorni) e ovuli per l'ectropion e la colpite, in realtà mi sento molto meglio, tuttavia vorrei sapere se il varicocele pelvico si può curare e come e se può costituire un problema in caso di seconda gravidanza, tenendo anche conto che quella parte del mio corpo è stata particolarmente vessata e ha già subito un intervento per il prolasso muco-emorroidario e il rettocele. Ringraziandovi anticipatamente per i vostri pareri, vi saluto cordialmente.

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Attivo dal 2004 al 2014
Il varicocele pelvico, come quello maschile, può essere curato mediante embolizzazione percutanea (senza intervento chirurgico).
Nel nostro reparto (Istituto di Radiologia del Policl.Gemelli di Roma) è una procedura che viene effettuata da molto tempo con ottimi rislutati.
Trova di seguito l'indirizzo web dei Centri qualificati di tutta Italia dove viene effettuata questa terapia e ne troverà diversi anche nella sua regione:

http://www.varicocele.it/Ospedali.html

Si rivolga a questi Colleghi con fiducia.
Cari auguri e ci faccia sapere.

[#2] dopo  
Utente
Gentile dott. Pedicelli, la ringrazio per le sue informazioni e vorrei chiederle ancora qualche altra cosa prima di rivolgermi allo specialista più vicino in Puglia.
1. Il varicocele pelvico, se trattato con la terapia mininvasiva da lei descritta, può essere un ostacolo ad una evntuale seconda gravidanza?
2. I fastidi, i bruciori e il senso di calore a volte anche di gonfiore interno alla vagina che si estende anche al retto nella parte che confina con la vagina sono tutti dovuti al varicocele pelvico?
3. Il varicocele pelvico femminile è classificato in gradi come quello maschile, da che grado in poi deve essere trattato con la terapia mininvasiva di cui lei parla? La ringrazio molto.

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Attivo dal 2004 al 2014
Posso risponderle senz'altro alla 1 e 3 domanda:

1. Il trattamento endovascolare del varicocele non è un ostacolo per eventuali gravidanze (certamente non va effettuato DURANTE una gravidanza perchè si usano raggi X!) e serve a migliorare l'eventuale sintomatologia dolorosa (in genere specie durante il ciclo; a volte anche durante il rapporto sessuale), senso di peso, ecc. dovuti a tale patologia.

3. Dipende da quale classificazione si voglia adottare. L'indicazione principale comunque è data dalla sintomatologia dolorosa qualora attribuibile con certezza al varicocele.

La risposta alla n.2 la può dare solamente lo specialista ginecologo dopo un'accurata valutazione e visita.

Ancora auguri

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Dr. Raffaele Prudenzano

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Gentile Utente
Il varicocele femminile non è una patologia così rara come sembra, e, purtroppo,è spesso scabiata erronemante con altre affezioni dell'apparato genitale femminnile.Esso è caraterizzato sintomatologicamente da una sensazione di peso in posizione ortostatica "al bassoventre" che obblica la paziente a sedersi e dolore con rifiuto del rapporto sessuale a causa dei dolori e fastidi che ciò implica.Un bravo ginecologo può porre il sospetto diagnostico in base alla visita e inviare la paziente ad eseguire (o lo esegue lui stesso) un ecocolordoppler endovaginale.E ovvio che tale esame deve essere eseguito con criteri minimi di qualità!!Solo in presenza di un varicocele sintomatico si deve procedere al trattamento, altrimenti no!!.Il trattamento di scelta oggi come ha ampiamente illustrato il mio collega, il DR Pedicelli,è sicuramente la scleroembolizzazione retrograda (un parolone che indica una procedura mini-invasiva assolutamente non chirurgica, nè microchirurgica!!).
Rimango a VS disposizione.
DR Raffaele Prudenzano
Alta Prof. in Rad. Vasc. e Interv.UOC di Neuroradiologia H. V Fazzi Lecce
http://www.docvadis.it/ecografialecce/index.html

[#5] dopo  
Utente
Gentili dott. Prudenzano e dott. Pedicelli,
ho effettuato la visita per il varicocele pelvico e, dati i sintomi e gli esiti dell'ecodoppler, lo specialista mi ha consigliato l'intervento mininvasivo (sicuramente a sinistra e poi forse anche a destra) che avete descritto. Io ho 39 anni e vorrei sapere se il trattamento bilaterale del varicocele pelvico può in qualche modo influire sul ciclo mestruale riducendolo o determinando una menopoausa precoce. Chiedo questo perché, come ho già detto, avrei desiderio di una seconda gravidanza che tutti mi hanno sconsigliato di affrontare con il varicocele in queste condizioni; inoltre ho le tube occulse (per malattia infiammatoria pelvica) e dovrebbero riaprirle con un intervento di laparoscopia o, come mi ha spiegato lo specialista, con un altro intervento minivasivo che apre le tube con un palloncino e consente una pervietà che perdura per circa sei mesi. Vorrei anche sapere cosa accade dopo l'intervento di embolizzazione, lo specialista mi ha detto che si passa solo un giorno a letto e poi si può tornare alle normali attività. Vi ringrazio per la vostra disponibilità e attendo vostre risposte.

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Dr. Raffaele Prudenzano

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Sia la PTA tubarica che il varicocele pelvico possono essere eseguiti dallo stesso Radiologo intreventista meglio se affaincato al ginecoloco.Riguardo alla possibilità di gravidanza dopo scleroembolizzazione vengono descritti in Letteratura alcuni casi si sterilità ma sicuramente non superiori alle sequele post-operatorie di legatura delle vene ovarihe,anche laparoscopica.
DR Raffaele Prudenzano
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[#7] dopo  
Utente
Gentili dottori, ho un ultimo ma per me fondamentale quesito da sottoporvi: come Vi ho detto sono stata già operata per prolasso emorroidaio di IV grado con rettocele e prima dell'operazione soffrivo di una lieve incontinenza urinaria, dopo l'operazione anche questo problema è stato risolto in quanto il rettocele che premeva sulla vescica è stato eliminato. Attualmente ho soltanto una sorta di urgenza alla minzione quando sento scorrere acqua e se sono nervosa, questo comunque raramente provoca perdite e ho notato che, con alcuni esercizi mirati a rinforzare i muscoli vaginali, il problema si sta riducendo. Il mio ginecologo dice che potrebbe trattarsi di vescica iperattiva o di un indebolimento dei muscoli perineali legato allo scivolamento del pavimento pelvico che ho avuto con il parto. Sono stata dall'urologo che mi ha detto che non c'è prolasso della vescica e che dal punto di vista anatomico è tutto nella norma. Sono un po' confusa e vorrei chiedervi se il varicocele pelvico può essere causa di questo problema perché ho notato che quando sento il varicocele dolente (soprattutto dopo un rapporto sessuale o se faccio degli sforzi come sollevare pesi) ho uno stimolo alla minzione più frequente e una tendenza a peridte. Inoltre vorrei sapere se l'intervento di scleroembolizzazione retrograda delle vene ovariche può in qualche modo causare o aggravare l'incontinenza urinaria.
Grazie ancora per la vostra disponibilità

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Prof. Simone Ferrero

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Non penso che il varicocele pelvico possa essere causa dell'incontinenza urinaria. La scleroembolizzazione non può peggiorare l'incontinenza.
Prof. Simone Ferrero
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Dr. Raffaele Prudenzano

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Gentile Utente
Sono d'accordo con il collega Ferrero;il varicocele non è la causa dell'incontienza urinaria da sforzo,però come si suol dire piove sul bagnato!
Credo che se si eliminssero almeno i disturbi legati al varicocele pelvico le potrebbe sopportare anche meglio l'incontinenza da sforzo.
Distinti saluti.
DR Raffaele Prudenzano
Alta Prof. in Rad. Vasc. e Interv.UOC di Neuroradiologia H. V Fazzi Lecce
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