Utente 408XXX
Gent.mi Dott.ri,

pongo questo consulto per avere la vostra opinione circa un problema legato ai miei rapporti sessuali.

Ad ottobre 2015 ho iniziato una relazione con una persona. Già il primo rapporto sessuale si era rivelato problematico per via di un fastidio/bruciore che avvertivo durante il rapporto localizzato nella parte “bassa” dell’entrata della vagina, in particolare nella zona della c.d. forchetta, esternamente. In quell’occasione ho dovuto interrompere il rapporto, per poi accorgermi di una leggerissima perdita di sangue subito dopo, dovuta secondo il recente parere di un ginecologo ad una piaghetta interna (ectropion), e originariamente da me ascritta alla presenza di una piccola lacerazione esterna, quasi invisibile.
Poiché nelle settimane successive i rapporti continuavano ad essere dolorosi in maniera crescente, mi sono rivolta al mio ginecologo, il quale affermava che non avevo nulla, che il problema era legato allo stress. Il che poteva anche essere plausibile, per il periodo che vivevo. La cura che mi aveva dato consisteva in ovuli ed una crema alla vitamina E da mettere sulla zona dolorante.

Diagnosi: stress.
Farmaci prescritti: crema Vea vitamina E, ovuli Vea.

Dopo due/tre settimane, poiché nulla cambiava, mi sono rivolta ad una dermatologa, la quale mi ha consigliato alcune creme da mettere nella zona specifica da trattare e di cambiare ovuli

Diagnosi: infezione
Farmaci prescritti: Travocort crema e Santes ovuli

La cura tuttavia non soltanto non funzionò, ma anzi mi diede l’impressione di peggiorare la situazione. Non soltanto non ero in grado di avere alcun tipo di rapporto sessuale completo, ma addirittura avvertivo un giornaliero bruciore sempre nella stessa zona. Il bruciore portò la dermatologa a prescrivermi un antibiotico contro la cistite (pur senza fare le dovute analisi), pertanto ho fatto un ciclo di Ciproxin. Tornando dal precedente ginecologo, mi fu diagnosticata la candida, dovuta secondo lui all’assunzione dell’antibiotico.

Diagnosi: candida
Farmaci prescritti: ovulo antimicotico e Diflucan (due compresse a distanza di tre giorni)

Ma poiché tale ginecologo continuava a sostenere che a parte la candida, non avevo nulla e che il bruciore alla forchetta durante i rapporti era dovuto allo stress, decisi di chiedere l’opinione di un altro ginecologo, il quale diagnosticò una cervicite e infezioni da candida, tricomonos e gardenarella (tutto ciò sulla base non di esami clinici, ma di un apparecchietto monouso ad esito istantaneo) e dopo alcune analisi, mi fu prescritta una cura a base di creme, ovuli e lavande. Secondo questo ginecologo bisognava eliminare prima la candida, per poi intervenire sulla cervicite.

Diagnosi: cervicite e candida, tricomonos e gardenarella
Farmaci prescritti: flagyl, diflucan, colpofix

La candida non accennava ad andar via, nonostante le ulteriori cure a base di lavande e creme (meclon), finché, un allentamento della tensione nella mia vita personale non ha finalmente portato ad esami clinici negativi. Niente più infezioni, dunque, ma i dolori da cui tutto è partito (quelli alla forchetta, durante i rapporti) non solo sono rimasti, ma si sono fatti sempre più intensi, ricomprendendo non solo la zona esterna, ma anche quella subito all’ingresso della vagina.

Poiché dopo 4 mesi ancora non avevo risolto il problema, ed i rapporti per me erano diventati impossibili, mi sono rivolto recentemente ad un ginecologo di “livello” medio-alto che opera in Calabria. Il responso è stato che non soltanto non c’era nessun problema, ma che addirittura le precedenti cure a base di lavande e ovuli potevano aver peggiorato la situazione. I consigli sono stati quelli di star lontano da altri ginecologi, di non mettere più niente nella zona soggetta a bruciore, e di seguire una “cura” a base di fermenti lattici e succhi di frutta. Per i rapporti, l’unico consiglio è stato quello di usare un lubrificante. Secondo quest’ultimo ginecologo, quindi, il bruciore che sento è una flogosi, da non tenere in molta considerazione, poiché causata da eccesso di farmaci e da vaginiti pregresse

Sono passati quasi sette mesi, non possono ancora avere rapporti completi, e il fastidio nella zona interessata è aumentato considerevolmente rispetto al mese di ottobre. Prima il fastidio era avvertito durante i rapporti. Dopo le “cure” il bruciore lo avverto con costanza giornaliera.

In passato ho avuto problemi di cistiti.

Chiedo a voi: che problema ho? Come posso muovermi? Ho sentito parlare di una malattia chiamata “vulvodinia”, potrebbe essere questo il caso? Che opinione vi siete fatti?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Nicola Blasi

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BARI (BA)

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Prima di tutto lei necessita di una DIAGNOSI certa , non presunta .
In questi casi io eseguo un esame batteriologico a fresco del fluor vaginale che esamino al microscopio a contrasto di fase, ma se ciò non è possibile bisogna eseguire una coltura di tampone vaginale per la ricerca specifica di gardnerella vaginalis, di trichomonas , di E.Coli , di CANDIDA .
Non è possibile andare avanti a tentativi.
Tutta la terapia eseguita non ha fatto altro che alterare il pH vaginale , la flora saprofitica vaginale , creandole i presupposti per VULVITI irritative .
Terapia senza diagnosi certa , porta sicuramente danni.
SALUTI
Nicola Blasi , MD
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI

[#2] dopo  
Utente 408XXX

Gent.mo Dott.,
innanzi tutto, la ringrazio per la risposta.

Gli esami che Lei consiglia, li ho fatti tutti, per ben due volte, con tampone sia vaginale che cervicale e sono risultati tutti negativi.

Ad oggi, a seguito degli esami, dunque, posso dire di essere certa di non avere infezioni.

Quello che lamento è l'impossibilità ad avere rapporti sessuali: al momento della penetrazione, infatti, e durante il tentativo di rapporto, avverto un forte bruciore nella zona interna, immediatamente successiva all'orifizio vaginale.

A questo, si accompagna, a volte, un bruciore nelle parti intime quando sto seduta.

Alla luce di quanto Le ho riportato, crede di potermi dare qualche ulteriore delucidazione e qualche consiglio su come procedere?

Grazie infinite

[#3] dopo  
Dr. Nicola Blasi

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Potrebbe trattarsi di una forma di "secchezza vaginale " su base ormonale , legata ad assenza di bacilli di Doderlein, da insufficienza delle ghiandole di Bartolini a secernere muco lubrificante.
Sono tutti aspetti da valutare e magari provvedere con gel vulvo- vaginali per sostituirsi a questa carenza .
SALUTONI
dott.Nicola Blasi
specialista in Ginecologia e Ostetricia. Patologia Cervico-vaginale e vulvare.

BARI