Utente
Buonasera,
ho 44 anni, prima gravidanza e primo aborto spontaneo. Si è trattato di un aborto interno alla 9 settimana, riscontrato tramite ecografia una settimana dopo. Ho appena subito il raschiamento e l'esito dell'esame citogenetico l'avrò non prima di un mese.
So che nella maggioranza dei casi gli aborti spontanei sono inevitabili, ma posso dire di non aver fatto proprio nulla perchè non avvenisse! Nel senso che con tutte le sciocchezze che ho fatto in questo periodo le presunte cause genetiche diventano meno probabili: ho continuato a praticare nuoto a livello agonistico (scatti, tuffi, delfino, nuoto di fondo); ho usato lassativi, perchè il mio intestino - che ha già problemi di suo - durante la gravidanza non ne voleva sapere di funzionare; ho avuto spesso la febbre a 38, tanto da dover stare a letto, ma parlare con il mio ginecologo o la mia dottoressa è un affare di stato, per cui di base cerco di non "disturbarli".
Di buono c'è da dire che non bevo, non fumo e dalle mie ultime analisi i miei valori erano risultati perfetti, come del resto lo sono sempre stati.

E' inutile dire che sono dispiaciuta, soprattutto perchè alla mia veneranda età una gravidanza spontanea è un caso fortunato, che potrebbe restare l'unico nella mia vita. Ma proprio per questo fatto, sapendo il ginecologo che sono una sportiva, non era il caso di prescrivermi qualche analisi in più (es. il dosaggio del progesterone) e/o di assumere qualche integratore, visto che l'attività fisica consuma, non solo calorie, ma anche ormoni e nutrienti indispensabili all'embrione?

Altra domanda: l'esame citogenetico è SEMPRE in grado di fornire una risposta oppure c'è una certa probabilità che non si riesca a stabilire la causa?

Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e per il prezioso servizio che fornite.

Arrabbiata

[#1]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Gli aborti spontanei nei primi tre mesi riconoscono una causa genetica in oltre il 75 - 85% dei casi.
Perciò, pure se fosse stata immobile come una mummia egizia, l'aborto sarebbe intervenuto ugualmente.

Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
Utente
Buongiorno Dottore,
mi permetta di obiettare che le statistiche non possono costituire prove scientifiche, in ogni caso una risposta ai miei dubbi "potrebb"e venire dall'esito del citogenetico.
Provo allora a riformularle la domanda in altro modo: lei si sentirebbe di RACCOMANDARMI lo stesso stile di vita in caso di una futura gravidanza (che io mi auguro fortemente)?

Cordialmente

Mummia egizia

[#3]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Ovviamente il riferimento alla mummia egizia era per sottolinearne il carattere dell'immobilità...e non altro.
Mi scusi se involontariamente ho urtato la Sua suscettibilità.
Tornando alla questione: l'aborto spontaneo (interno o meno), riconoscendo una causa genetica nella percentuale prima descritta ed intervenendo in con una incidenza di gravidanze clinicamente evidenti di oltre il 25% (addirittura vi sono studi che parlano di una sua presenza vicina al 50% di tutte le gravidanze, includendo anche quelle non clinicamente diagnosticabili), avviene secondo modalità biochimiche del tutto non influenzabili da uno stile di vita di tipo atletico come il suo.
L'innesco di un complicato meccanimso che si chiama apoptosi o sintesi letale, da cui l'aborto scaturisce, quindi, è secondario alla mancata attivazione di enzimi o all'attivazione di altri secondo modalità non contrassegnate da una fisologica sequenza o alla presenza di proteine strutturalmente abnormi ecc.ecc.
Tali anomalie genetiche, tra l'altro, non sempre sono dimostrabili su prodotto abortivo, dato che l'esame genetico, nella stragrande maggioranza dei casi, si ferma al conteggio ed all'analisi strutturale dei cromosomi; nulla dice di anomalie o mutazioni delle sequenze nucleotidiche dei geni ecc.ecc.
Questo per dirLe che non sempre l'esame genetico del prodotto abortivo dà i risultati che ci si attende.

Lo stile di vita, in occasione di una successiva gravidanza, può rimanere, per l'opinione di chi Le scrive, anche di poco mutato rispettoa ciò che fa oggi.
Ovviamente ci si farà guidare dal buonsenso che, di certo, non Le manca.

Si ricordi che le donne dei secoli addietro, dedite all'agricoltura, portavano avanti le gravidanze (di certo con una maggior incidenza di problematiche metaboliche, malformative, infettive, vascolari ecc.ecc. delle attuali) e, spesso, partorivano nei campi.
Credo che ben poche si siano mai curate di avere una minaccia d'aborto.

Per dirLe, ancora, che una gravidanza, quando è normale, è molto ma molto più difficilmente influenzabile dal nostro stile di vita di quanto non si possa credere, ovviamente, con le dovute e sacrosante eccezioni.


Molto cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#4] dopo  
Utente
Gentile dottore,
guardi che non mi sono mica offesa, sto solo cercando di tirarmi su di morale con un po' di autoronia.
Comunque grazie per la risposta esauriente.
Mi auguro che le mie prossime domande siano relative all'andamento di una prossima (e spero non troppo lontana) gravidanza.

Mummia egizia (comunque)

[#5]  
Prof. Ivanoe Santoro

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Allora attenderò impaziente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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