Utente 326XXX
Ho un problema di acufene all'orecchio sinistro accompagnato spesso da forti pruriti e dolori ad entrambe le orecchie. A volte l'acufene si assenta ma per poco e mi capita anche che dall'orecchio sinistro si trasferisca per pochi secondi all'orecchio destro manifestandosi con un lungo fischio. Tutto è iniziato con delle vertigini. Dalla prima visita specialistica da un otorino-laringoiatra mi sono state riscontrare delle vertigini vestibolari di natura benigna.Tengo a precisare che il mio udito è risultato alla norma.Per le vertigini ho effettuato delle manovre liberatorie avendone beneficio ma l'acufene è rimasto invariato.C'è da precisare che ho consultato vari otorini dai quali ho avuto la stessa risposta, vale a dire che all'orecchio non c'è niente e l'acufene resterà così per sempre. Mi sono poi recata dal mio dentista che stabilì che avevo problemi alla mandibola. Ho messo così un bite e ho fatto delle teens ma senza ottenere nessun miglioramento dell'acufene. Il dentista mi prescrisse una dental scan A.M.C. SUP. dalla quale è risultato una disontiasi dell'ottavo superiore di sinistra, incluso con la corona che spinge sul corpo del 27. Il mio dentista sostiene che l'acufene potrebbe dipendere da quest'ultimo problema. Inoltre avendo dolori alla cervicale e alle spalle, ho eseguito una rachide cervicale e una rachide in toto in ortostatismo.In conclusione ho una leggera lordosi cervicale e una scoliosi lombare destra-convessa con lieve curva di compenso dorsale sinistro-convessa. Da circa un mese sto facendo fisioterapia ritenendo di avere risultati anche a livello di acufene, avendo riscontrato dei casi analoghi con la scomparsa dell'acufene. Attendo con sollecitudine un vostro parere.Una donna disperata.

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Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, e cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.). Alcuni di questi sintomi lei li riferisce, e questo rinforza il sospetto del ruolo patogenetico dell'ATM. Bisogna anche, e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza: il suo acufene è variabile, con anche momenti di silenzio: questo è favorevole. . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo).
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Il dente del giudizio va tolto, ma difficilmente è coinvolto.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1408-vertigine-pertinenza-odontoiatrica.html
http://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti
http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/934/La-cefalea-che-viene-dalla-bocca
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com