Utente 110XXX
Mio marito che ha 57 anni da 20 giorni ha continui fischi alle orecchie, mai avuti prima, è andato dall'ottorino che li ha rilevato una leggere sordità, ma ha detto che è molto leggera, gli ha ordinato esami del sangue da fare e l'ecodoppler dei vasi sanguigni, aveva già fatto per altri motivi un RM cranio per una parestesia transitoria alla guancia sinistra ma è risultata negativa, il medico ha detto che non serve fare ecodoppler e gli ho ordinato cardirene 75 mg e ACU-SINE 30 CPS. ma li sta prendendo già da 10 giorni ma non li hanno fatto nulla, anzi il fischio sta aumentando, non ne può più, non riesce sopratutto a dormire, ma io mi chiedo, nel frattempo che una pesrona deve fare tutti gli accertamenti, non ci sono dei rimedi per attenuare l'acufene? dei medicinali mirati o rimedi naturali, mi hanno parlato del ginko bilboa e della terapia cranio-sacrale osteopatica, mio marito non fuma e vorrebbe attenuare questo fastidio, ci possono volere mesi per fare tutti gli accertamenti del caso, e nel frattempo una pesrona come può resistere se non dorme e lo sente tutto il giorno questo fischio dentro la testa? esisteranno dei rimedi o medicinali per attenuare questi fischi? quelli che sta prendendo non gli hanno fatto nulla , ho sentito che chi ha questa patologia girovaga anni tra innumenervoli specialisti che gli dicocono che uno se li deve tenere, chi ha tratto giovamento con la terapia olistica, omeopatia, osteopatiaagopunturta, ma a chi bisogna rivolegrsi per ottenere un miglioramento? non esiste un farmaco che attenui il disturbo? nel frattempo che uno deve girovagare per vari specialisti, deve impazzire visto che ora gli acufeni stanno aumentando di intensità, sopratutto la notte? e io ne so qualcosa visto che soffro di vertigini e ho girato anni tar visite,esami e innumerevoli specialisti che alla fine mi hanno portato dall'osteopata!

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Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali credo si sis agià rivolto (altrimenti lo faccia) e cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo).
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
http://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti
http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/934/La-cefalea-che-viene-dalla-bocca
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf

Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com