Utente 602XXX
Salve, sono un giocatore di calcetto professionistico da circa 7 anni. Il mio problema e' iniziato nel dicembre 2010 quando ho iniziato ad accusare i primi sintomi della pubalgia. Premetto che ero stato fermo da circa un anno per motivi di studio all'estero quindi ho ripreso l'attivita' sportiva da agosto/settembre 2010. Accusavo i primi fastidi agl'adduttori delle cosce ad inizio dicembre e dopo il fermo-campionato per le feste di natale il dolore sembrava scomparso ma a gennaio e' lentamente ricomparso crescendo sempre di piu'. Ho continuato a giocare fino a al periodo di pasqua facendo uso di antidolorifici e ho deciso di fermarmi anche dopo il consulto con il medico della squadra.

Sono stato fermo 2 mesi fino ai playoff e sembrava che stessi meglio infatti ho giocato nonostante avvertissi ancora un po' di dolore. Ho stretto i denti fino all'ultima partita datata fine maggio e mi sono promesso di fermarmi tutta l'estate. Ho consultato uno specialista in chirurgia artroscopica ad agosto 2011 che mi ha diagnostica la pubalgia agl'adduttori e mi ha consigliato di stare fermo dai 6 ai 7 mesi ma per esperienza mi ha detto che sarei dovuto star fermo 1 anno.

Ormai erano gia' 4mesi che ero fermo,da maggio a settembre. Allora decido su consiglio del medico della squadra di avere un altro consulto e questa volta vado da un massofisioterapista abbastanza conosciuto nella regione marche che mi diagnostica anch'egli la pubalgia ma al contrario del precedente medico mi attua una terapia d'urto sbloccandomi il bacino e la schiena e favorendomi di nuovo la circolazione nelle zone del bacino inoltre mi dice che i tendini mi si erano calcificati stando fermo tutto quel tempo e che secondo lui stando fermi non si fa altro che peggiorare la situazione. Mi dice di star fermo 2-3 giorni e successivamente di riniziare a correre e ritrovare la condizione. Ho seguito il suo consiglio ma nonostante stessi meglio dopo 15 giorni tornai da lui perche sentivo ancora del dolore e mi ha di nuovo effettuato questa terapia d'urto che prevedeva l'utilizzo di un oggetto con una forma di uncino con la quale massaggiava i muscoli provocandomi numerosi dolori.

Mi ha consigliato varie posture che ogni giorno faccio e sto riprendendo a correre. Detto tutto cio' non so se continuare a correre come mi ha consigliato il massofisioterapista quindi rinforzando i muscoli e il bacino oppure se mettermi l'anima in pace e stare fermo per tantissimo tempo. Spero di essere stato abbastanza chiaro sulla mia situazione,
grazie mille per una eventuale risposta

[#1] dopo  
Dr. Carlo De Michele

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Per dare una risposta cogente è necessario esprimersi dopo una visita diretta. Per tanto, posso solo dirle che generalmente a monte di questo tipo di problemi c'è uno squilibrio posturale che diviene evidente in seguito ad un cedimento dei sistemi di compenso naturali. Il Fisioterapista che ha consultato molto probabilmente ha eseguito delle manovre osteopatiche che hanno certamente inciso positivamente sulla sintomatologia tuttavia per cercare di risolvere definitivamente il problema le consiglio di consultare un esperto in posturologia, riequilibrare la postura monitorando costantemente la situazione.
Cordiali sluti
dr. Carlo de Michele
Medico Internista
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[#2] dopo  
Utente 602XXX

Grazie mille per la sua risposta, sto facendo ogni giorno esercizi di posture che mi ha consigliato un altro fisioterapista, la mia ultima domanda e' : devo continuare a giocare mentre faccio le posture oppure sarebbe meglio astenermi anche da una semplice corsetta?
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Carlo De Michele

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Purtroppo il concetto di postura ancora oggi viaggia per il mondo privo di identità univoca!!
Cercherò di essere breve e comprensibile: la postura rappresenta il modo assolutamente singolare con cui ognuno di noi risolve il probleme della verticalità. Questo scopo si raggiunge attraverso una serie di attività di muscoli INVOLONTARI gestiti da riflessi nervosi. Dunque la postura non è modificabile attraverso una attività volontaria. Con la volontà e l'uso dei muscoli che usiamo per i normali movimenti possiamo assumere un ATTEGGIAMENTO posturale, che è cosa diversa dalla postura. Lo studio posturale quindi cerca di mettere in evidenza quali siano i riflessi alterati e cosa fare per riabilitarli. Ad esempio una postura scorretta può essere modificata da un particolare tipo di occhiali così come da un piccolo stimolo sotto la pianta d'un piede o da particolari procedure a livello delle arcate dentali. Una volta corretta la postura attività fisiche possono essere utili per stabilizzare i nuovi equilibri ottenuti.
Per quanto riguarda l'attività sportiva è utile interromperla nelle fasi acute, eventualemtne valutando cosa fare per non perdere il tono muscolare, e riprenderla gradualmente, attraverso una vera e prorpia riabilitazione man mano che la sintomatologia scompare.
Cordiali saluti
dr. Carlo de Michele
Medico Internista
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Medicina Manuale Osteopatica

[#4] dopo  
Dr. Carlo De Michele

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Purtroppo il concetto di postura ancora oggi viaggia per il mondo privo di identità univoca!!
Cercherò di essere breve e comprensibile: la postura rappresenta il modo assolutamente singolare con cui ognuno di noi risolve il probleme della verticalità. Questo scopo si raggiunge attraverso una serie di attività di muscoli INVOLONTARI gestiti da riflessi nervosi. Dunque la postura non è modificabile attraverso una attività volontaria. Con la volontà e l'uso dei muscoli che usiamo per i normali movimenti possiamo assumere un ATTEGGIAMENTO posturale, che è cosa diversa dalla postura. Lo studio posturale quindi cerca di mettere in evidenza quali siano i riflessi alterati e cosa fare per riabilitarli. Ad esempio una postura scorretta può essere modificata da un particolare tipo di occhiali così come da un piccolo stimolo sotto la pianta d'un piede o da particolari procedure a livello delle arcate dentali. Una volta corretta la postura attività fisiche possono essere utili per stabilizzare i nuovi equilibri ottenuti.
Per quanto riguarda l'attività sportiva è utile interromperla nelle fasi acute, eventualemtne valutando cosa fare per non perdere il tono muscolare, e riprenderla gradualmente, attraverso una vera e prorpia riabilitazione man mano che la sintomatologia scompare.
Cordiali saluti
dr. Carlo de Michele
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