Vaccino covid: anamnesi

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Gentili dottori,
Tra due giorni farò la prima dose di vaccino Pfizer e, come da prassi, mi è stata inviata una scheda anamnestica da compilare e consegnare in sede di vaccinazione.

Sono affett* da S.
di Turner ma vorrei evitare di farlo sapere agli addetti alla vaccinazione.

Mi spiego:
Finora non ho avuto grosse difficoltà a comunicare la mia condizione al personale snitario.
Tranne un paio di casi (una ostetrica molto indisponente durante un pap-test e una radiologa che si rifiutava di eseguire una Dexa lombare perché "a 20 anni è impossibile che tu abbia bisogno di questo esame, vorrei sapere chi è il medico che te lo ha prescritto") ecco, a parte questi due casi in cui mi sono sentit* aggredit*, e omesso l'informazione, per il resto ho sempre avuto fiducia nei medici e negli infermieri, cosciente del fatto che sono tenuti a non comunicare a terzi la mia patologia, se non per motivi professionali.
Solo che fino a ora ho sempre comunicato la cosa in un ambiente "protetto" (qualche ambulatorio dove eravamo presenti solo io e il personale sanitario)
Invece dentro l'hub vaccinale non ci sarò, ovviamente, solo io ma tanta altra gente e temo che, quando la persona addetta alla raccolta dei dati anamnestici mi chiederà conferma delle patologie elencate sulla scheda, qualche altro paziente vicino a me possa involontariamente sentire.

E se succedesse, non so come potrebbero reagire.

Se venissero a sapere che ho l'osteoporosi, o che sono ipoacusica o che ho problemi alla tiroide... non me ne fregherebbe nulla.
Sono patologie normali che tantissime persone hanno.

Ma se sapessero che questi problemi li ho a causa dell'anomalia cromosomica cambierebbe tutto.
Quella non è una cosa normale.

Purtroppo molti anni fa mia madre non ha saputo mantenere la riservatezza sulla mia condizione, la voce si sparse e io subii episodi di umiliazioni, violenza verbale e anche fisica per anni, da persone che erano venute a conoscenza della mia condizione senza il mio consenso.

Posso ometterla questa informazione?
In fondo che cambia?

Oltretutto vivo in una piccola realtà dove non è raro incontrare persone che si conoscono.
I miei genitori quando si sono vaccinati hanno incontrato dei nostri vicini di casa e una coppia di conoscenti che erano lì per lo steso motivo.
Io non mi sento tranquill*.

Anche il mio terapeuta un paio di anni fa mi disse di non comunicare questa cosa alla gente, a meno che non sia proprio necessario.
Perché secondo lui il 95% delle persone mi rifiuterebbe.
Non saprebbero più come classificarmi, se come donna oppure no, subirebbero un grosso trauma, e molti reagiscono ai traumi in modo violento, quindi mi ha messo in guardia da questa cosa.
Lui stesso disse di aver subito un trauma quando gli ho detto della patologia.

Voi che ne dite?
Io pensavo di elencare le altre patologie ma non quella, comunicare i farmaci che prendo ma non dire il perché li assumo, qualora me lo chiedessero.

Vi ringrazio della vostra opinione.
[#1]
Dr. Claudio Bosoni Allergologo, Medico di base 5.5k 280
Chi compila un anamnesi è tenuto a dichiarare la verità e a non omettere nulla riguardo alla sua salute (punito dal codice penale per falsa dichiarazione a pubblico ufficiale). Chi tratterà quei dati, deve tener conto che c'è una privacy (anche questa punibile penalmente). Lei deve dare i suoi dati solo al medico vaccinatore, che deve tener conto del codice deontologico e della privacy. Lei faccia presente che il contenuto di quel documento non deve uscire assolutamente. Nessun medico si prenderebbe il rischio di divulgare la cosa.

Dr. Claudio Bosoni

[#2]
Utente
Utente
Gentile dottor Bosoni,
la ringrazio della celere risposta ma temo che lei non abbia compreso appieno il mio timore.
Non ho paura che il medico vaccinale riveli intenzionalmente la mia patologia ad altri. Temo invece che potrebbe legittimamente chiedermi qualche chiarimento in merito e chi è in fila a pochi metri da me per essere vaccinato possa sentire il nostro colloquio,pur non volendo.
So che sarà una formalità che dura pochi secondi ma tanto basta perché qualcuno sappia. Del resto saremo tutti a pochi metri di distanza l'uno dall'altro e non sono tutti quanti sordi come l* sottoscritt*. Ha presente quando a scuola veniva l'ortopredico della Asl a controllare che qualche ragazzino non avesse la scoliosi? Ecco, si radunavano tutti i ragazzi di una o più classi in palestra, gli si chiedeva di togliere la maglietta, l'ortopedico passava a controllare la schiena di ognuno e mano a mano diceva all'assistente "questo è da richiamare", "questa no" "questa neanche" "questo è da richiamare" ecc. L'assistente in quel momento chiedeva e segnava nome e cognome di chi doveva fare ulteriori controlli. Ovvio che a quel modo tutti i compagni prrsenti sapessero chi poteva avere una deviazione del rachide e chi no. è un fatto banale, ma spero che questo esempio le abbia chiarito i miei timori.
Ho paura di trovarmi in una situazione simile, con molte persone attorno che potrebbero venire a conoscenza, pur non volendo, di un'anormalità di cui mi vergogno profondamente. Mi spiace ma ho deciso di non comunicarlo, più che altro per la mia sicurezza. Qui su questo forum sono solo un numero quindi l'anonimato mi protegge, là no.
[#3]
Utente
Utente
Gentile dottore, alla fine ho deciso di menzionare anche il fatto che non sono normale nella scheda anamnestica e domenica ho ricevuto la.prima dose. Purtroppo i miei timori erano più che fondati. Eravamo tutti in fila uno dietro l'altro e c'erano 4 medici a fare l'anamnesi, seduti in 4 postazioni uno a fianco all'altro.
Il medico vaccinale per fortuna non mi ha chiesto nulla, nel senso che letteralmente ha letto la scheda, ha messo un timbro, una firma e mi ha lasciat* passare. Mi ha solo guardat* in modo un po' strano quando ha letto la parte in fondo, dove sono menzinate le varie patologie, ma non è la prima volta che succede.
Era un cardiologo anziano e per fortuna non era una donna, ma se avesse ritenuto opportuno farmi qualche domanda avrebbero sentito tutti. A questo punto sono preoccupat* per il richiamo. Ho paura che la prossima volta ci sia un medico un po' più scrupoloso e che gli altri presenti possano venire a sapere.
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