Utente 226XXX
dolore alle spalle tendinite,borsite a polsi e spalle fibromialgia colon irritabile sciatica fibromi uterini e tolto un'ovaio depressione e ansia dolori alla schiena con riduzione nei movimenti fatto richiesta ai vari capi reparto direttore piu al dirigente del personale per avere un posto nell'ambito dell'azienda presso qui lavoro con relativa documentazione visibile per avere un cambio di lavoro piu indicato al mio caso facendo sempre orecchie da mercante da parte loro .chiedo a voi medici se hi il diritto dopo 22anni di lavoro presso questa azienda e da 4 anni che ho queste malattie e da 6 mesi che non faccio altro che chiedere con quel po' di forze che mi sono ancora rimaste un altro lavoro anche solo 6 ore al giorno inoltre vi chiedo se avrei il diritto per chiedere la malattia professionale all'inail oppure aiutatemi voi con qualche consiglio su cosa fare vi ringrazio molto e scusatemi per lo sfogo

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Gentile Signora,

Per malattia professionale si intende una patologia le cui cause sono da ricondurre all’attività o all’ambiente di lavoro e perché sia riconosciuta come tale, occorre la certificazione medica.
Il Testo Unico n. 1124/65 dispone che, a fronte di una patologia di origine occupazionale, l’Inail indennizzi, secondo regole precise, i danni provocati alla salute del lavoratore, prevedendo prestazioni di carattere economico,sanitario e riabilitativo.
Le malattie professionali sono riportate in due tabelle distinte (settore industria e agricoltura) che sono state periodicamente aggiornate in relazione alle novità medico-scientifiche.
Tuttavia, ci sono patologie che, pur non essendo inserite nelle tabelle, possono essere riconosciute come professionali, purché se ne dimostri il nesso di causalità.

In Italia quindi la tutela delle malattie professionali si basa su un sistema misto che prevede:
1. malattie professionali tabellate;
2. malattie professionali non tabellate.

MALATTIE PROFESSIONALI TABELLATE
Nel caso di malattie professionali tabellate, vale il principio della cosiddetta “presunzione del nesso tra patologia e attività”. Pertanto, al lavoratore esposto ad una delle lavorazioni a rischio previste negli elenchi, non è richiesta altra documentazione sanitaria, oltre alla certificazione rilasciata dal medico.

MALATTIE PROFESSIONALI NON TABELLATE
Per le patologie extratabellari, invece, poiché le indagini epidemiologiche non hanno prodotto risultati sufficienti tali da giustificare l’inserimento nelle tabelle, il lavoratore o la lavoratrice devono dimostrare con una documentazione appropriata il nesso tra la malattia contratta e le attività professionali svolte.

In ogni caso, dopo che si è ottenuto il riconoscimento da parte dell’Inail della malattia da lavoro, le prestazioni sono identiche sia che si tratti di patologia tabellata o extratabellare.

Le suggerisco quindi rivolgersi innanzi tutto al Suo Medico di Medicina Generale (o comunque ai Clinici che l'hanno in cura per i disturbi che Lei riferisce) e di verificare se, a loro giudizio, le patologie da cui è affetta possono essere conseguenti all'attività lavorativa che Lei svolge. In caso affermativo, Le verrà compilata una certificazione di "Malattia professionale", con la quale potrà avviare l'iter del riconoscimento con l'Istituto Assicurativo.

Per quanto riguarda in concreto l'eventuale cambio di mansione, se Lei è sottoposta a sorveglianza sanitaria dovrebbe richiedere una visita straordinaria al Medico Competente dell'Azienda presso cui lavora, ed in tale sede far presente i Suoi problemi di salute, per le eventuali prescrizioni e/o limitazioni (D.Lsg. 81/08) alle quali il datore di lavoro si deve attenere.

Distinti Saluti.
.


Quindi
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 226XXX

grazie mille per la sua risposta sono stata poco bene in questi giorni e non ho potuto rispondere prima, le vorrei chiedere un altro po' della sua pazienza e del suo tempo se avrà voglia di rispondere a questa domanda:visto che sono a casa in infortunio fino a venerdì perché mi sono fatta male alla spalla per l'ennesima volta per gli sforzi che devo fare per il lavoro che io non ho più la forza di eseguire,con tutta la documentazione e prescrizione del professore che mi segue tutt'ora ,la mia ditta dice che ho sbagliato a mettermi in infortunio e che quando rientro mi cambieranno sicuramente di posto di lavoro. Le chiedo, queste persone non potevano farlo già a suo tempo senza farmi inghiottire farmaci a go-go ,farmi venire ansia e depressione da qualche anno,o forse hanno paura che l'inail crei loro qualche problema?

[#3] dopo  
Utente 226XXX

vorrei inoltre chiederle cosa potrebbe succedere, sia a me che alla mia ditta,se intervenisse l'inail;chi ci guadagnerebbe di più?

[#4] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

Referente scientifico Referente Scientifico
40% attività
20% attualità
20% socialità
()

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2010
Gentile Signora,

l'infortunio in ambito lavorativo è una fattispecie precisa, che è prevista per i lavoratori dall'assicurazione INAIL.
Se si verifica durante l'attività lavorativa assicurata INAIL, e quindi in occasione di lavoro, un evento fortuito, per causa violenta, che comporti uno stato di inabilità permanente o temporanea per più di tre giorni, è corretto attivare la procedura per gli infortuni sul lavoro INAIL.

Non posso dirLe se nel Suo caso l'Azienda ha commesso errori o meno; posso solo far riferimento al D.Lgs 81/08, che prevede agli artt.28 e 29 la valutazione dei rischi lavorativi, ed agli artt.38-42 la sorveglianza sanitaria.

Le suggerisco infine, per una migliore valutazione concreta della situazione, di rivolgersi ad un Ente di Patronato.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]