Utente 108XXX
Spiegherò brevemente la mia vicenda per avere consigli su come agire.
Sono stata operata nel luglio 2004 di mastectomia radicale sx con svuotamento ascellare per cancro duttale invasivo(G2,ER>66%,PgR>66%). Nell'agosto del 2004 ho iniziato trattamento adiuvante schema Adriamicina per 4 cicli seguita da CMF per 8 cicli. Nell'aprile 2005 ho iniziato terapia ormonale con tamoxifene e zoladex tutt'ora in corso. Attualmente sono in terapia ormonale e follow up e affetta da discopatia lombo-sacrale con mielopatia, poliposi del colon, sindrome ansioso depressiva e gastrite cronica. Mi era già stata riconosciuta nel 1982 un'invalidità del 35% non riducibile mediante idoneo trattmento riabilitativo per scoliosi a largo raggio dx convessa sul tratto dorsale; sx convessa su quello lombare, portatrice di busto ortopedico.
Nel marzo del 2008 sono stata sottoposta a visita di revisione presso l'ASL di competenza, senza che mi fosse mai stato comunicato l'esito di tale visita. Nel febbraio del 2009 mi sono recata alla medesima ASL e solo allora ho appreso che sarei stata sottoposta ad ulteriore visita presso la Commissione medica di verifica dell'INPS di Napoli. Successivamente ho sollecitato la visita presso la Commissio mi è stata riconosciuta un'invalidità del 60%.
Considerando che partivo da un'invalidità per scoliosi non rivedibile del 35%, è possibile che dopo meno di 4 anni (considerando che fanno retrodatare il provvedimento al marzo 2008) mi sia riconosciuta un'invalidità per carcinoma mammario solo del 25%? ci sono dei protocolli che indicano dei valori cui fare riferimento? com'è possibile agire per rimediare a questa situazione eventualmente ne avessi diritto?

[#1] dopo  
Dr. Andrea Mancini

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Egr. Utente 108744,
si deve considerare che qualora la patologia oncologica sia in fase remissiva da molti anni questa non da luogo ad un valore percentuale (sulla scorta delle tabelle di legge) molto elevata.
Occorrerebbe conoscere le patologie che sono state descritte dal suo medico curante all'atto della presentazione della richiesta di aggravamento alla sua Asl e le patologie descritte nella Diagnosi posta dalla Commissione per poter rispondere in maniera più esaustiva.
Per agire nell'immediato occorre far visionare il suo caso o da uno specialista medico legale privato oppure si rivolga in un patronato dove potrà avere assistenza gratuita.
In entrambi i casi ciò che lei può fare è presentare ricorso in sede giudiziaria (tribunale del lavoro). Prima di intraprendere questa strada, però, le consiglio di far verificare da persone esperte il suo caso.
Saluti
Andrea dott. Mancini
Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni