Ernie protruse

Buongiorno, ho ritirato di recente la tac, prescritta dal fisiatra per un forte dolore lombo sciatalgico, e sono in attesa di visita neurochirurgica.
Il referto dice "riduzione della fisiologica lordosi con rotoscoliosi sn convessa lombare. Spondilodiscoartrosi L2-L3 e L3-L4 con osteofitosi intersomatica ed armonica protrusione dei corrispondenti intersomatici con impronte sul sacco durale.
A livello L4-L5 formazione erniaria del disco in sede forami alle sn con conflitto radicolare.
Diffusa protrusione del disco tra L5-S1 con parziale impegno del neuroni rame sn.
Ipertrofia dei massicci articolari posteriori tra L5-S1"
Oramai da novembre il dolore è costante ed anche fastidioso, aumenta con la guida (elemento immodificabile, visto che faccio circa 400km al giorno per recarmi a lavoro), ma non c'è mai un momento in cui è assente.
Ho fatto due cicli di cortisone associato ad un anti infiammatorio, ma non ho trovato benefici.
Consapevole che queste patologie non "guariscono" quali passi posso fare per convivere con questa colonna.
Ringraziando per la vostra attenzione, un cordiale saluto
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,
chi Le ha dato la consapevolezza che queste patologie non "guariscono"?

Queste patologie non guariscono quando non viene attuata la terapia idonea.
Se si continuano a prescrivere farmaci (addirittura il cortisone che non è privo di seri effetti collaterali) che hanno qualche effetto sui sintomi, ma non sulla causa che li produce, è facile che queste patologie non guariscono.

A distanza non posso affermarlo con certezza, ma la situazione patologica che emerge dal referto, con molta probabilità sarà da trattare chirurgicamente.

Didponibile per eventuali ulteriori chiarimenti, invio cordiali saluti
[#2]
dopo
Utente
Utente
Dottor Migliaccio,
La ringrazio per la su gentile e rapida risposta.
Deve confessarle che l'ipotesi di un intervento alla colonna mi spaventa e non poco, che tipologia di interventi vengono eseguiti in questi casi? Consapevole che le sue risposte non potranno certo sostituirsi ad una visita specialistica, vista la distanza, le chiedo se esistono in casi simili al mio interventi alternativi alla terapia chirurgica.
Ringraziandola per il tempo dedicatomi la saluto cordialmente
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Dr. Giovanni Migliaccio Neurochirurgo 13,7k 398 94
Gentile signora,

un intervento chirurgico è una terapia al pari di una terapia medica, nel senso che ci sono patologie che necessitano della chirurgia e altre che necessitano della medicina.
Se ci si frattura un femore la terapia sarà chirurgica, la sclerosi multipla, la leucemia, l' Alzheimer si curano con i farmaci (quindi terapia medica), l'ulcera gastrica con i farmaci (fino a 40 anni fa con la chirurgia) e non ci sono alternative.

Per quanto riguarda la patologia discale il discorso è un pò diverso in quanto la scelta terapeutica dipende da molte variabili che vanno valutate attentamente.
La terapia medica (farmacologica, fisiochinesica) può essere considerata in prima battuta, ma se non si ottengono risultati o se, attraverso una accurata visita medica emergono segni di compromissione delle radici nervose limitrofe, sarà indicata la terapia chirurgica.

C'è poi da considerare che, a seconda dei casi, non intervenire chirurgicamente può essere più a rischio di complicanze che non l'intervento stesso che, al giorno d'oggi, in mani esperte è praticamente da considerarsi sicuro.

Con cordialità


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