Utente
Una parente turista in Italia dalBrasile ha sofferto per un mese di mal di testa feroce e vomito, la TAC era negativa, diagnosi emicrania e come tale curata,con scarsi risultati.(Prima della partenza una TAC in Brasile,fatta ai primi episodi di cefalea, non evidenziò nulla ugualmente.)
La malata accusava inoltre un dolore forte in sede lombo sacrale, per cui la RX non rilevò niente.
Tornata in patria, dopo una settimana, è andata in coma irreversibile;è stato rilevata la rottura di un aneurisma cerebrale al centro della testa.
Come ha potuto accadere che neanche la TAC abbia diagnosticato l'aneurisma?
Era stata ricoverata in osservazione, ma dimessa come "emicrania".
Ci stiamo tormentando, chiedendoci dove abbiamo sbagliato,e se qualcosa si poteva fare prima!
Grazie di un eventuale parere e cordiali saluti.

[#1]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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La diagnosi di aneurisma cerebrale si ottiene con un esame angiografico.
Non so dirLe se i sintomi riferiti dalla paziente potevano indurre a sospettare l'aneurisma.
Certamente,sospettando la presenza di tale malformazione vascolare, l'esame TAC non deve essere considerato diagnostico ed esaustivo.
Cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#2] dopo  
Utente
Grazie mille, dottore, della sua risposta, che conferma purtroppo il nostro dubbio rispetto al caso di "malasanità" di cui è rimasta vittima mia cugina, peraltro ora deceduta....e pensare che il suo malessere è durato più di un mese, ed è stata vista da più di un medico!
Cordiali saluti

[#3]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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Mi dispiace sinceramente, ma se vi sono stati errori o inadempienze, questi vanno provati e documentati. Infatti, nella prospettiva di un risarcimento del danno,si deve tener presente che esso è tale solo se c'è colpa.
Disponibile per eventuali chiarimenti, invio cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#4] dopo  
Utente
Grazie infinite della sua disponibilità, dottore!
Più che a un risarcimento per la morte di mia cugina, un brillante funzionario informatico con assicurazione medica costosissima! peraltro inutile, noi pensiamo a un provvedimento o richiamo per il medico che ha sottovalutato tale quadro clinico, cioè in primis la dottoressa del pronto soccorso dell'ospedale di Roma, che, non si sa con quale logica, ha disposto la TAC, ma non altri mezzi diagnostici, e l'ha dimessa in fretta.
La stessa superficialità, evidentemente, hanno avuto i sanitari della "miglior" clinica di San Paolo,in Brasile, dove viveva la paziente.
Stiamo malissimo,perchè siamo convinti che con un'opportuna diagnosi lei si sarebbe potuta salvare...
Non vorremmo che capitassero troppo spesso certi errori,che "curano" l'aneurisma con Ansiolin e Voltaren!
Il forte dolore lombo sacrale concomitante era connesso col problema cerebrale?
Che fare se nessuno ci dà retta in un malessere anche molto serio?..e pensare che la fiducia nel medico è già terapeutica!
Grazie ancora e cordiali saluti.

[#5]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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L'errore medico, come in ogni cosa umana, è possibile, e poichè anche i medici appartengono al genere umano, essi possono sbagliare.
Il termine di "malasanità", in uso solo in Italia, è stato coniato dai nostri giornalisti che,come si sa da un recente sondaggio, non godono di molta stima fra gli italiani, mentre, nonostante loro, i medici hanno ancora la fiducia della maggioranza delle persone.
Fatta questa doverosa precisazione,bisogna rilevare che se l'errore è comprovato inequivocabilmente,chi subisce un danno ha diritto ad essere risarcito, senza la necessità di dover ricorrere alla sede penale.
Questo però è un discorso generale.
Ogni eventuale caso è un caso a parte e va valutato attentamente.
Per quanto riguarda la vostra sfortunata amica non è per nulla certo che l'errore diagnostico sia da attribuirsi necessariamente al medico di pronto soccorso,in quanto, mi pare, che una certa dose di negligenza sia da riferirsi se non esclusivamente, ma in buona parte ai medici brasiliani, ammesso però che l'abbiano avuta in cura, ovviamente.

Con cordialità
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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[#6] dopo  
Utente
Non conosco ancora i particolari,perchè la famiglia è ancra scioccata dall'accaduto, ma so che mia cugina era seguita da più di un medico in Brasile al suo ritorno:ben tre medici della clinica di San Paolo l'avevano vista anche il giorno prima del coma.
Ha ragione anche lei, dottore, la responsabilità va ben divisa tra diversi medici, è molto triste questo, ma, come si dice,siamo esseri umani, soggetti all'errore.
Bisogna constatare anche che oggi, diversamente da un tempo, non è sempre la vocazione o l'inclinazione a curare il prossimo il movente di molte carriere mediche, ma altre considerazioni;credo che molto si spieghi così,o almeno l'impazienza, la mancanza di empatia e di dialogo, la superficialità ecc.; in più occasioni, al pronto soccorso come utente o accompagnatore, ho assistito a penose diatribe su cosa compete a chi,sul "fuori orario" ecc., davanti a un malcapitato sofferente.
Grazie a Dio, non sempre è così! lei,infatti,che mi risponde,è un esempio diverso!
E a proposito di Dio,si dice che Lui dispone,e al di là dei nostri rompicapo e tormenti,errori e ipotesi,è Lui che scrive l'alfa e l'omega....almeno così noi crediamo.
Grazie per la sua disponibilità e gentilezza!
La saluto cordialmente.

[#7]  
Dr. Giovanni Migliaccio

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La ringrazio per l'apprezzamento. Si, certo, ci sono anche fra di noi persone che, per aspetti diversi, non sono all'altezza dell'impegno preso, ma, Le assicuro,in una quantità molto inferiore di quanto si voglia far credere.
Comunque se uno o più medici hanno sbagliato, più o meno in buona fede,compresi i colleghi brasiliani, è giusto che risarciscano il danno in sede civile.
Eviterei, infatti, la strada del giudizio penale, da riservare solo nel sospetto di dolo, che qui proprio non mi pare di intravedere.
Ricambio i cordiali saluti
Giovanni Migliaccio, M.D., Neurochirurgo; Consulente medico legale
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