Utente 268XXX
Dopo un ictus ischemico all'età di 32 anni (causa presunta: PFO) ho avuto una probabile crisi epilettica, sempre a 32 anni (probabile nel senso che l'anamnesi ha portato a questa tesi).

Sono stato ricoverato per 5 giorni, i neurologi temevano una TIA (in quanto ho avuto afasia per mezz'ora dopo la crisi), io sono "convinto" che si tratti di crisi epilettica in quanto ho provato delle sensazioni decisamente diverse rispetto al "primo ictus", se non altro con l'ictus non ho perso conoscenza, ma con questo secondo episodio sì.

In ogni caso ho una RMN encefalo di controllo a 3 mesi per verificare che non ci siano danni, mi pare di aver capito che la TAC non è il miglior strumento per trovare danni da TIA e una RMN a 3 mesi è più affidabile.

Detto questo i dottori hanno optato per la doppia cautela:
1) mi hanno cambiato la terapia antiaggregante da CardioAspirin + TOrvast a Plavix 75 (1 cp die)
2) mi hanno dato il Keppra 500 (2 cp die)

Ora l'EEG "era negativo, sebbene mostrasse la lesione del primo ictus" (così mi hanno detto al telefono, devo ancora ritirare il referto).

La cosa che mi ha sconvolto e che mi spinge a scrivere qui è che l'altro giorno il pediatra di mio figlio mi ha chiesto "come va?", al che gli ho raccontato del mio recente ricovero e mi ha detto "mi pare molto strano dare il Keppra alla prima crisi, io avrei aspettato la seconda". La stessa cosa mi è stata detta da amici che se ne intendono di epilessia.

A questo punto vorrei un commento sulla terapia a base di Keppra "al primo attacco"... Che problemi può dare? Sul foglio illustrativo ho letto che il farmaco lo prendono anche i neonati (poverini!) e quindi non sarà devastante, però preferirei sentirmelo dire da un esperto e non dedurlo io. Il pediatra mi ha detto: "non ha senso avviare una terapia con Keppra e non mantenerla per almeno 3 anni"... Potete commentare su questa terapia?

Qualsiasi altro commento è benvenuto, io nel frattempo mi sto "organizzando" per la chiusura del forame ovale pervio per ridurre l'unica fattore di rischio che ho e non dover fare terapia antiaggergante a vita.

Grazie!

[#1] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

le attuali linee guida consigliano di non mettere in terapia un paziente con una singola crisi epilettica in quanto potrebbe restare isolata per tutta la vita, cioè potrebbe non ripetersi più.
Questo in generale, però il neurologo valuta di volta in volta i singoli casi e decide di conseguenza.
Nelle crisi epilettiche isolate quando non si riconosce la causa è buona norma pertanto non iniziare terapia.
Nel Suo caso probabilmente è stato tenuto conto del pregresso ictus cerebrale, cioè dell'area ischemica prodotta che può fungere da "grilletto" per causare la crisi, cioè la Sua è stata, direi giustamente, interpretata come epilessia vascolare, post-ischemica, pertanto restando presente la presunta causa si è deciso di metterLa in terapia.
Questa però è solo una mia possibile interpretazione.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro

[#2] dopo  
Utente 268XXX

Gentilissimo Dr. Ferraloro,

la ringrazio per la risposta. Se la sua interpretazione fosse corretta dovrei dedurre che l'epilessia vascolare è più "grave" delle altre epilessie. Dico bene?

Per più grave non so bene cosa intendere, ma potrebbe significare "più crisi" ad esempio. Questo giustificherebbe la terapia, forse.

Mi piaceva anche sapere quali sono gli effetti del Keppra, ovvero che "danni" può provocare nel paziente. Io per fortuna sembro tollerarlo molto bene (non ho gli effetti collaterali da "foglio illustrativo").

Grazie ancora

[#3] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

non è corretto definirla più "grave", diciamo che essendo nota la causa e non potendola rimuovere, per un periodo ci potrebbe essere la possibilità che la crisi si ripeta, pertanto si giustificherebbe la terapia.
Invece nelle crisi isolate in cui non è possibile riconoscere la causa le probabilità di recidiva non sono alte, in ogni caso anche in queste forme dopo la seconda crisi la tendenza è di mettere in terapia il paziente.
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, li ha già letti nel foglietto illustrativo, inutile elencarli in quanto sono strettamente individuali, per es. nel Suo caso non si sono manifestati.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#4] dopo  
Utente 268XXX

La ringrazio per la risposta.

In ogni caso il sopracitato pediatra di mio figlio (che non è neurologo, ma che deve affrontare spesso casi di epiliessia nei bambini) mi ha detto: "non ha senso intraprendere una terapia con Keppra se non almeno per 3 anni".

Può spiegarmi cosa significa?

La ringrazio!

[#5] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

qualsiasi terapia antiepilettica va protratta negli anni, pertanto la frase del pediatra di Suo figlio vuole significare che l'assunzione del farmaco dovrà avvenire per circa tre anni, personalmente aggiungerei "minimo tre anni" e non solo per il keppra ma per tutti gli antiepilettici utilizzati per epilessia.

Cordialità
Dr. Antonio Ferraloro

[#6] dopo  
Utente 268XXX

Gentile Fott. Ferraloro,

dopo ulteriori consulti neurologici siamo giunti alla seguente conclusione:
non ho avuto crisi epilettiche ma solo un attacco di panico (in cui ho iperventilato e perso conoscenza).

I neurologi mi hanno consigliato di iniziare ad interrompere la terapia con Keppra (2 compressse da 500 mg al giorno).

Uno mi ha detto di farlo in pochi giorni, l'altro mi dice "raddoppi pure i tempi, meglio in un mese".

In pratica il primo neurologo mi ha detto di passare dal 1/1 (1 mattina / 1 sera) a:
giorno 1)0,5/1
giorno 2)0,5/1
giorno 3)0/1
giorno 4)0/1
giorno 5)0/0,5
giorno 6)0/0,5
dal giorno 7)niente

E' da un mese che prendo Keppra e sono passato (grafualmente) da 0 a 2 compresse in 6 giorni durante il ricovero.

Potrebbe cortesemente commentare sul programma di "diminuzione graduale" in 6 giorni che ho dettagliato qui sopra e sull'ipotesi di raddoppiare i tempi o di farlo in un mese.

Grazie.


[#7] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

personalmente, anche nei casi dubbi, la mia forma mentis mi induce ad una riduzione molto graduale di qualsiaisi antiepilettico. Nel Suo caso, in base alla descrizione, personalmente opterei per un mese.

Cordiali saluti
Dr. Antonio Ferraloro

[#8] dopo  
Utente 268XXX

La ringrazio per la risposta, quindi concorda con questo programma:
giorni 1-10)0,5/1
giorno 11-20)0/1
giorno 21-30)0/0,5
dal giorno 31)niente

?

Grazie

[#9] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

sì, mi sembra più adeguato degli altri. La riduzione fino alla sospensione di un farmaco antiepilettico deve essere sempre graduale anche con certezza che il problema non sia di natura epilettica.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro

[#10] dopo  
Utente 268XXX

Grazie mille,

ora sono più sereno. Il mio neurologo di riferimento mi aveva detto di farlo in 6 giorni, è una persona di cui ho assoluta fiducia, ma siccome ero a conoscenza del "meglio farlo in un mese" ho voluto approfondire per conto mio, senza contattarlo per distsurbarlo con questi "dubbi da non addetto ai lavori".

Ancora 29 giorni...

Grazie ancora.

[#11] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Grazie a Lei per averci scelto.

Cordiali saluti ed auguri
Dr. Antonio Ferraloro

[#12] dopo  
Utente 268XXX

Buongiorno, riapro questa discussione perché purtroppo in un momento di ansia ho avuto un nuovo attacco epilettico.

Questo evento ha quindi confermato la teoria dell'attacco epilettico e "sminuito" quella dell'attacco di panico (faccio riferimento ai post precedenti).

Probabilmente avevo avuto un attacco di panico che ha fatto scattare la crisi la prima volta, questa seconda volta invece ero in un momento di ansia e mi è "partita" la crisi.

Per fortuna in entrambi i casi è stata leggera.

Quello che vorrei sapere ora è: per quanto dovrò prendere Keppra (per ora non ne ho parlato con alcun neurologo)? Nel mese in cui l'ho preso non ho avuto crisi neanche in momenti di forte stress, inoltre l'ho tollerato bene.

Mi hanno consigliato di non guidare per ora, ma più o meno quale sarà il decorso?
1) quanti mesi senza guida
2) quanti anni con Keppra
3) quanti anni per poter dire di aver risolto il problema?

Questa epilessia post stroke è eterna o tende a fermarsi? Grazie.

[#13] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

sta assumendo il keppra senza la prescrizione neurologica? Con quale dosaggio?
Come si è manifestata la crisi?
Dr. Antonio Ferraloro

[#14] dopo  
Utente 268XXX

Grazie per la risposta, il keppra lo sto assumendo su consiglio neurologico. La crisi l'ho avuta in ospedale dove ero ricoverato per un intervento programmato (chiusura PFO con cateterismo).

L'ansia pre-operatoria mi ha scatenato la crisi.

Il dosaggio è 2 cp da 500mg al giorno.

Nella fattispecie quanto è successo è (riporto da lettera di dimissione):

"Nel laboratorio di Emodinamica, poco prima della procedura prevista,
comparsa di crisi parziale motoria sinistra con secondaria generalizzazione trattata in acuto con diazepam endovena e senza evidenza TC di acuzie. Su indicazione neurologica è stata ripristinata la terapia con levetiracetam, bentollerata durante la degenza."

I mei dubbi sono sul rapporto a lungo termine con il farmaco e con l'epilessia (ovvero i punti (1) (2) (3) del mio ultimo post.

[#15] dopo  
Dr. Antonio Ferraloro

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Gentile Utente,

1) quanti mesi senza guida
2) quanti anni con Keppra
3) quanti anni per poter dire di aver risolto il problema?

1) La normativa prevede almeno un anno senza crisi durante la terapia farmacologica.

2) Questa è una domanda a cui non è possibile dare una risposta precisa, infatti questo periodo è estremamente variabile e varia da soggetto a soggetto, sarà il neurologo che La segue a stabilire il periodo di terapia che in ogni caso sarà prima ridotta molto gradualmente.

3) Le posso rispondere come alla 2, infatti non esiste un limite temporale preciso ma anche questo varia da un soggetto all'altro.

Cordialmente
Dr. Antonio Ferraloro