Parestesia gamba dx

In seguito a coronografia con innesto da vena femorale, con conseguente fasciatura gamba dx per 24 ore, (in data primo maggio 2013), la coscia destra in alcune zone è rimasta priva di sensibilità. L'ecodopller della vena femorale è risultato negativo così come l'emg arti inferiori e la risonanza magnetica lombo-sacrale. Ora dovrò fare una ecografia dei tessuti molli e nella zona inguinale destra e della radice arto inferiore dx poiché da alcuni mesi provo dolore, che si irradia in particolare nella zona inguinale dx e che si protrae fin sul testicolo dx. Da cosa può dipendere questa parestesia? Può essere provocata da un'ernia inguinale? Premetto che la fasciatura fu molto stretta, ai limiti della sopportazione. Sono passati ormai 4 mesi.
Grazie
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Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno 6,8k 189 52
Gent.le utente,
provi a descrivere:
-tipologia (es: costrittivo, trafittivo, urente come un brucio o come una scossa elettrica, pulsante, ecc),
-aumento o no durante stazione eretta prolungata,
-intensità (valutazione soggettiva da 0 a 10) del dolore,
-localizzazione/distribuzione in maniera più precisa,
-continuo o discontinuo,
-l'ernia inguinale era presente prima della procedura coronarografica o il dolore, seppur in presenza dell'ernia è esordito e continuato dalla procedura in poi?
Cordialmente.

Dr. Otello Poli, MD
Neurologo-Algologo-Esperto in Medicina del Sonno
email: otellopoli@gmail.com - sito web: www.otellopoli.it

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dopo
Utente
Utente
Gentile Dottor Poli,
prima della coronografia mi capitava talvolta che la coscia destra si addormentasse un pò, però era la classica sensazione di formicolio che capita un pò a tutti, soprattutto quando magari appoggiavo una borsa a tracolla tipo quella porta pc che poggiava sull'esterno della coscia dx, nessun problema in quella sx; un accenno di artrosi dell'anca mi era stata riscontrata in passato, che comunque ultimamente era migliorata notevolmente a causa di una fisioterapia e una ginnastica mirata (in palestra seguito da istruttore). Ora invece la parestesia e di intensità diversa, nata appunto dopo la fasciatura ed è tutta nella parte esterna della coscia dx e tutta nella parte frontale, non invece in quella interna, che ha la normale sensibilità. Parte proprio dalla radice della coscia e si propaga fino all'inizio del ginocchio, sia esterno che frontale. Dal ginocchio in giù la sensibilità ritorna normale. La sensazione è quella urente come un brucio, in particolare la avverto quando passo la mano sopra, e all'improvviso sembra che la coscia prenda fuoco, anche a riposo, un forte aumento di calore; il dolore aumenta notevolmente durante la stazione eretta prolungata, l' intensità del dolore normalmente non è elevata, tranne quando la gamba è affaticata, e lì il dolore può essere classificato 6/7. La parestesia è ormai continua e costante, non ci sono stati miglioramenti dall'evento. Col passare del tempo però la sensazione di affaticamento ed il dolore si presentano più spesso. Non so sinceramente se ho l'ernia inguinale perché non ho mai fatto esami in proposito, però capitava e mi capita più spesso ora di avere dei dolori nella zona dell'appendice, a causa anche di una precedente operazione avvenuta negli anni '80 (si è trattato di peritonite) e dei dolori, che sono i più fastidiosi di tutti, nella zona del pube, zona dx, tipo delle fitte acute da un lato, e un dolore costante e persistente dall'altro, proprio nel pube dx che però non tocca l'inguine e si propaga talvolta al testicolo dx. Quindi sono due cose distinte: la parestesia col bruciore e le fitte pubiche e zona appendice. Spero di essere stato più esaustivo e la ringrazio anticipatamente per la risposta.
Cordiali saluti.
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Dr. Otello Poli Neurologo, Algologo, Esperto in medicina del sonno 6,8k 189 52
Valutata la localizzazione potrebbe trattarsi di una "meralgia parestestica" per interessamento del nervo femoro cutaneo laterale della coscia ma peggiorando dopo stazione eretta prolungata non può essese esclusa una radicolopatia lombare. Una valutazione clinica neurologica diretta ed un esame elettromioneurografico (Emg+Eng=elettromiografia +elettroneurografia "mirata" allo studio della velocità di conduzione sensitiva del nervo suddetto) dovrebbero dirimere ogni dubbio diagnostico.
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dopo
Utente
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Gentile Dottor Poli,
la ringrazio davvero molto, finalmente dopo quattro mesi mi è stato indicato un percorso mirato. Provvederò di sicuro a portare dal mio medico di famiglia le sue indicazioni, per effettuare così gli esami da lei segnalati e essere quindi certi della diagnosi. Le farò di certo sapere cosa sarà. Un' ultima domanda. Capisco che è tutto ancora da valutare, ma la cura in cosa consiste e se rimarranno in futuro dei problemi. Grazie di nuovo e cordiali saluti.

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