Utente 148XXX
Salve cari dottori, mi servirebbe una vostra opinione, vi pongo il mio quesito.

Ho iniziato a fare pugilato da 3 mesi, questo sport mi piace tantissimo e mi sono subito appassionato nel praticarlo.

Sono venuto però a conoscenza ultimamente della morte di un pugile sul ring, un emorragia causata dai colpi presi durante l'incontro.

Così ho iniziato a documentarmi sulla casistica di morti causate dal pugilato e ho trovato un sacco di casi di pugili morti sul ring, tutti con un copione simile. In più un sacco di documenti scientifici che evidenziano la pericolosità di questo sport, sia per quel che riguarda patologie croniche (sempre a livello cerebrale), sia per traumi acuti come emorragie ed aneurismi cerebrali.

Insomma i casi di morti sul ring sono tanti (più di 100 solo negli ultimi 20 anni) e riguardano sia professionisti che dilettanti.

Mi chiedevo quindi se fosse il caso di continuare nella pratica di questo sport, avendo anche obiettivi agonistici. Se il rischio sia veramente così alto e non ci siano quindi possibilità di eliminarlo o comunque di ridurlo a percentuali estremamente basse.

Grazie in anticipo per le risposte.

[#1] dopo  
Dr. Otello Poli

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Gent.le utente,
"...mi chiedevo quindi se fosse il caso di continuare nella pratica di questo sport, avendo anche obiettivi agonistici..."
beh, questo giudizio fa parte del "libero arbitrio" proprio di ognuno di noi.
Quel che posso dirle è come oltre ai decessi per emorragia cerebrale si conta un elevato numero di così dette "demenze pugilistiche" dovute al numero elevato di traumatismi cranio-encefalici e relativi danni del tessuto nervoso subiti da chi pratica questo sport.

Le consiglierei una valutazione clinica neurologica diretta ed eventualmente un EEG dinamico delle 24 ore ed una RM.

Cordialmente,
Dr. Otello Poli
http://www.europeanhospital.it/uos/neurologia_clinica.html
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Dr. Otello Poli, MD
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[#2] dopo  
Utente 148XXX

Grazie della risposta gentile Dottore.

Lei quindi mi sconsiglia di continuare a praticare questo sport, in particolar modo se a livello agonistico? E' veramente così rischioso?

E' possibile abbassare il rischio di traumi al cervello, facendo periodici controlli, oppure si rischia lo stesso ogni volta che si sale sul ring?

La cosa che mi preoccupa di più sono i decessi, però a livello dilettantistico non si prendono tanti colpi, quindi mi chiedevo: ciò che porta alla morte (ematomi, emorragie cerebrali) può essere causato anche da un singolo colpo molto potente oppure solo da una serie di molti colpi?

"Le consiglierei una valutazione clinica neurologica diretta ed eventualmente un EEG dinamico delle 24 ore ed una RM."

La visita me la consiglierebbe nel caso iniziassi l'attività agonistica o a prescindere?

Grazie ancora per l'attenzione.

[#3] dopo  
Dr. Otello Poli

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Le valutazioni clinica e strumentale le consiglierei a prescindere tanto più decidesse di intraprendere una attività agonistica. Avrebbe lo status della stituazione al tempo "zero" con il quale poter fare un confronto ogni qual volta lo ritenesse.
Per quel che concerne consigliare o sconsigliare come le dicevo questo rientra nella sfera del libero arbitrio. La cosa che importa, credo, sia avere la consapevolezza di quello che si sta facendo.
Per quel che poi concerne la gradazione del rischio: beh certamente questa dipende dal livello di intensità di attività alla quale ci si espone.
Nuovamente con cordialità.
Dr. Otello Poli, MD
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[#4] dopo  
Utente 148XXX

Grazie ancora Dottore.

Io non riesco a prendere una decisione, rischiare danni gravi al cervello o addirittura la morte...non so quanto ne valga la pena. Una volta che il danno è fatto poi non si torna più indietro.

Poi se magari danni gravi e la morte non sono cose che accadono sempre, un minimo di problemi al cervello sembrano inevitabili per chi pratica questo sport.

Il mio medico di base mi ha detto che è uno sport usurante e pericoloso e mi ha sconsigliato vivamente di farlo.

[#5] dopo  
Dr. Otello Poli

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Premettendo che sto esprimendo solo una mia opinione debbo dire di essere concorde con il suo medico di famiglia. Inoltre mi permetto di esortarla nuovamente ad una valutazione clinica e strumentale neurologica.
Con cordialità.
Dr. Otello Poli, MD
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