Utente 410XXX
Buongiorno, volevo chiedere un consulto riguardante mio papà.
Da i primi di settembre mio padre 80 anni, colpito diversi anni fa da un ictus che ha compromesso l'arto superiore ed inferiore sinistro, dal quale se non fosse per la leggera menomazione nei movimenti e sempre andato benino. A livello cognitivo andava e va abbastanza bene.
L'unica cosa è che appunto, dai primi di settembre è diventato assai irrequieto,insonne, a tratti agitato e un pochino euforico a volte.
Lui dice di sentirsi bene, e a detta del suo medico di base anche. Gli esami di routine sembrano ok, elettrocardiogramma, pressione(la misuro 3 volte al dì) ed è ok. Saturazione ossigeno, glicemia misurata 2 volte al giorno ok. Esami ematici fatti 3 volte da settembre e sono ok.
Sodio,potassio, creatinina, azotemia, transaminasi,colesterolo totale 141, ed emocromo nella norma.
Il neurologo dell'epoca dell'ictus prescrisse il talofen gocce da dare in caso di irrequietezza. Noi in questi anni lo abbiamo dato sporadicamente 7/8 gocce a bisogno. Potevano passare anche mesi da una somministrazione all'altra. Adesso siamo passati a 13/14 gocce quasi tutte le sere e non si riesce a tenerlo in condizioni di normalità di stato d'animo. Il neurologo della asl che lo ha visitato è stato molto superficiale dicendomi che nel suo stato è normale a un certo punto diventare irrequieti, e mi ha prescritto sonirem, che mi pare lo faccia intontire la mattina seguente e poi torna di nuovo nervoso. E poi sbadiglia continuamente in modo nervoso. Agiungo che mio padre a seguito dell'evento ischemico al quale seguirono alcune crisi epilettiche, assume ogni giorno una cp di gardenale 100.
Spero in un vostro consiglio.

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Dr. Paolo Carbonetti

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L'anziano con compromissione cerebrale, anche se non evidenzia grossolani deficit cognitivi, ha molto spesso problemi con il bioritmo sonno/veglia, oppure irrequietezza/agitazione diurne.
Il Talofen,dato alle giuste dosi,era ed è un'ottima prima scelta. Se inefficace ci sono alternative, ma sono da evitare i tranquillanti, che possono addirittura peggiorare il problema. Anche il Gardenale, che è un barbiturico, può dare lo stesso effetto paradosso (cioè agitare invece di calmare). Vi sono altri antiepilettici che oltre a svolgere bene la loro funzione hanno anche un buon effetto sull'eccitamento.
Occorre insomma affrontare per bene il problema con il neurologo.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-