Utente 481XXX
Buonasera vi scrivo per mia mamma ricoverata in ospedale dal primo gennaio e attualmente al terzo ospedale per trasferimenti vari. Il primo gennaio la accompagno personalmente in pronto soccorso per “svenimenti” continui, mal di testa, vertigini e acufeni. Lei ha già avuto un ictus ischemico tre anni fa che le ha lasciato un emiparesi al braccio e alla gamba destra. Comunque me la ricoverano effettuando una tac che riporta un focolaio di gliosi poi confermato dalla seconda rac e dalla risonanza. I dottori comunque effettuano terapia per i sintomi descritti sopra e non avendo li il reparto di neurologia noi familiari chiediamo un consulto esterno che ci viene accordato. Sull’altro base dei sintomi il neurologo senza effettuare elettroencefalogramma rileva craisi di assenza ripetute e prescrive Depakin e gardenale. Non avendo miglioramenti dopo qualche giorno cambia l’anno terapia a Depakin mattina e sera. Comunque non migliora anzi fa fatica a mangiare in quanto l’atto della masticazione le causa la crisi di assenza immediata come lo stare seduta tanto che si ipotizzava una sindrome di maniere . Quindi chiediamo il trasferimento e il 24 gennaio viene portata in un altro presidio ospedaliero. Quella stessa sera ha un primo attacco epilettico con convulsioni e l’epilessia viene confermata dall’ elettroencefalogramma. Comunque le aumentano il dosaggio ma da quel giorno inizia ad avere convulsioni continue e ripetute fino a quando non pan trasferiscono in rianimazione per intubarla causa di difficoltà respiratorie con quindi induzione al coma. Oggi è ancora in coma farmacologico con conseguenza di polmonite e stepsi grave. Purtroppo nelle varie finestre non ha risposto adeguatamente agli stimoli ed ha ancora bisogno dell’intubazione. Allora venendo al dunque la mi amica domanda è: può un’altra persona senza epilessia entrare in stato di malessere epilettico in modo così prepotente? Nonostante la celerità dell’induzione al coma può comunque aver già avuto seri danni neurologici? E tutte queste complicazioni avranno mai fine ? L’esame del liquor effettuato è risultato negativo...e quindi ad oggi non abbiamo ancora avuta una diagnosi ben precisa...Grazie di cuore per la risposta

[#1] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Gentile Utente,
dal suo resoconto anamnestico si desume che la paziente è stata diagnosticata come affetta da epilessia, condizione purtroppo non rara dopo un episodio di ictus. Il succedersi ravvicinato di crisi avrebbe poi instaurato uno stato epilettico per il quale, se non si risolve immediatamente, non vi è altra via che l'assistenza in Rianimazione. In relazione alla sua domanda se questo possa aver ulteriormente peggiorato le condizioni del cervello, che aveva già sofferto per il pregresso ictus, posso risponderle che se la paziente ha ricevuto una pronta assistenza respiratoria non dovrebbero esserci state gravi conseguenze.
Cordialmente
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente 481XXX

Grazie per la risposta... volvevo anche aggiungere che da un paio di giorni hanno sospeso il Depakin sostituendolo col Keppra per un minore effetto sedativo in quanto da oltre tre settimane e in coma indotto ma non reagisce ad alcuno stimolo e questo mi preoccupa molto... ora vista la polmonite e la stepsi è stata comunque di nuovo sedata ed intubata... può questo far presagire una fine nefasta o comunque posso ancora sperare in un suo risveglio? Perché poi le crisi da assenze sono diventate convulsionanti nonostante la terapia già in atto?

[#3] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Cara Signora,
purtroppo l'epilessia, che nella maggioranza dei casi è facilmente tenuta sotto buon governo terapeutico, quando va fuori controllo può produrre di queste situazioni catastrofiche. I colleghi che tengono in cura la sua mamma si stanno adoperando per contrastare tutte le patologie interferenti (polmonite e stato settico) che finiscono per dominare la scena clinica.
Abbia fiducia e Fede.
Con affetto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#4] dopo  
Utente 481XXX

Buongiorno
Volevo aggiorarvi in merito... mia mamma è ancora in stato settico e con la pressione molto bassa tenuta in range con terapia... questa è una cosa di cui preoccuparmi maggiormente o comunque centra con l’altro situazione globale?
Grazie mille della risposta

[#5] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Come ho già avuto modo di dirle, attualmente il quadro clinico è dominato da queste patologie secondarie (polmonite e stato settico) che sono state innescate dallo stato di male epilettico. Ed è su di esse che attualmente, presumo, sia rivolta in modo prevalente l'attenzione terapeutica. Se mi può fornire qualche dato sul livello di coscienza della paziente, posso provarmi a darle qualche informazione aggiuntiva.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#6] dopo  
Utente 481XXX

Mia mamma è totalmente sedata dal 30 gennaio e nelle varie finestre fatte nei giorni scorsi non ha mai risposto agli stimoli poi è sopraggiunta la polmonite e pertanto problemi respiratori. Stamattina mi hanno detto che è anche affetta da candida e il quadro quindi si è complicato ulteriormente. Sono molto preoccupata perché dottori parlano di un “miracolo” se mai si risveglierà...

[#7] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Purtroppo le infezioni fungine da Candida Albicans proliferano nei soggetti in cui le difese immunitarie si abbassano, ma non è generalmente una condizione che possa compromettere la vita. L'aspetto più significativo è di certo la mancata ripresa dello stato di coscienza in occasione delle "finestre" di sedazione, ma anche questo non è un verdetto definitivo.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#8] dopo  
Utente 481XXX

Le faccio un ultima domanda e la ringrazio anticipatamente per la cortesia... ha anche la febbre quasi costantemente molto alta anche con picchi di 39 gradi dal 30 gennaio sempre... questa cosa mi preoccupa ulteriormente...

[#9] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Carissima Signora,
purtroppo la febbre in sé potrebbe anche significare poco, nel senso che non è altro che un sintomo, ma se persiste così alta ciò sta ad indicare che il focolaio di infezione ed il conseguente stato settico sono tuttora attivi.
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#10] dopo  
Utente 481XXX

Buonasera dottore
Nonostante gli antimicotici e gli antibiotici la sepsi non accenna a scomparire anzi i valori del fegato sono alterati e la pressione è tenuta nei limiti con le medicine.
Sono molto amareggiata...

[#11] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Cara Signora,
capisco il Suo dolore e Le esprimo sinceramente tutta la mia solidarietà, ma non abbandoni la speranza; nella mia lunga storia professionale ho assistito a veri e propri miracoli che hanno risolto situazioni cliniche anche catastrofiche.
La saluto con affetto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#12] dopo  
Utente 481XXX

Buonasera
Come mi ha anche lei consigliato io continuo ad avere fiducia e fede,, ma...ma ora nutro qualche remora nei confronti dei dottori che hanno in cura mia madre... il batterio che le sta causando la sepsi e il famigerato aniceto... batterio contratto per difese immunitarie basse certo ma contratto IN OSPEDALE e questo mi ha fatto pensare alla poca cura dell’ambiente presente in tale ospedale... la stanza dove e ricoverata mia mamma non è asettica in quanto frequentata continuamente da personale altri degenti e parenti vari senza alcuna attenzione alla disinfezione e quindi ora... visto che si trova in punto di morte non per l’epilessia ma per tutt’altro ora non mi sento amareggiata ma molto arrabbiata e molto dubbiosa sul percorso terapeutico intrapreso fin d’ora.. posso sembrarle dura ma mi sembra assurdo oggi giorno rischiare di morire per scarsa igiene in un reparto come quello di terapia intensiva...
Grazie per la risposta
Saluti

[#13] dopo  
Dr. Mauro Colangelo

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Sono solidale con lei nel suo dolore, ma - onestamente e non per fare il difensore di ufficio di Colleghi che non conosco (e non so neppure di quale Ospedale)- e, con il senso di amicizia che si è instaurata fra noi, debbo farle presente che le infezioni da germi opportunisti, così definiti perché profittano dell'abbassamento delle difese immunitarie, provengono non dall'ambiente ma dallo stesso organismo del paziente degente in Reparti di Terapia Intensiva. Questi germi, fra cui Pseudomonas Aeruginosa, Candida Albicans, etc., sono normalmente nostri ospiti inoffensivi, ma quando le difese si abbassano ci attaccano e, quasi sempre, sono resistenti agli antibiotici. Sono davvero dolente per il decorso che sta avendo la malattia di mamma, ma Le ho voluto fare questa precisazione nel tentativo di rasserenarla e far si che al dolore non si aggiunga immotivatamente una rabbia che, la prego di credermi, è infondata.
Con affetto
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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