Utente
Gentili dottori,

Vivo all'estero, godo generalmente di ottima salute, ed esco da un lungo periodo di lavoro sedentario.

Scrivo perché nelle ultime due settimane ho cominciato a soffrire di due sintomi che mi hanno insospettito, soprattutto se considerati nel loro complesso e contesto generale. Li elenco:

1) Ho cominciato ad avvertire una sensazione di bruciore alla nuca, in assenza di alcuna bruciatura. Il dolore non è forte, ricorda un po' una bruciatura da sole, ma non aumenta al semplice contatto, laddove può invece essere suscitato dal movimento del collo;

2) Poco dopo ho cominciato ad avvertire una sensazione di secchezza all'occhio sinistro, che lacrima dunque molto, e l'impressione di avervi dentro un corpo estraneo verso l'estremità esterna. Questa è accompagnata da una strana sensazione al sopracciglio. Alzando il sopracciglio, avverto una sensazione di tensione dal sopracciglio stesso fino a sopra il cuoio capelluto a metà del cranio, in linea retta e verso l'alto. Lo stesso si verifica se esercito pressione sotto l'arcata sopraccigliare (da sotto verso l'alto). Il fenomeno non è replicato, o replicabile, sull'occhio destro.

Questi sintomi sono pienamente gestibili, ma rimangono fastidiosi. Una visita in farmacia mi ha portato a un farmaco per la sinusite. Questa diagnosi è stata immediatamente cassata dal medico di famiglia in Italia, che ha imputato la cosa a una semplice nevralgia da colpo di freddo, che potrebbe in effetti esserci stato.

Premettendo che ho la tendenza ad essere una persona ansiosa, e probabilmente troppo rapida con Google, i sintomi mi hanno comunque preoccupato. Ammetto di aver pensato ad un'ipotesi come la sclerosi multipla mettendo in relazione questi sintomi con intorpidimenti degli arti
e occasionali fascicolazioni che mi succedono di frequente. Questi variano da semplici mani e piedi freddi (generalmente durante l'inverno) ad intorpidimenti degli arti e "smanie", ma generalmente solo dopo lunghi periodi nella stessa posizione o con piegature scomode. Ho dunque sempre pensato a semplici compressioni. Ho considerato l'ipotesi del diabete, che mio padre ha sviluppato in tarda età. Non mi è mai stato diagnosticato: un test casalingo con le strisce per la glicemia a digiuno (ma dopo una scorpacciata consistente la sera prima... ) ha dato 90 come risultato. Mi scuso per la scarsa scientificità del test.

Piuttosto, ho anche pensato alla mia postura infelice negli ultimi mesi, in cui ho lavorato soprattutto da casa ed in posizioni meno che raccomandabili - il periodo sedentario, inoltre, mi ha portato ad un consistente aumento di peso, che sto correggendo efficacemente. Mi domando, dunque, se sia un'ipotesi di radicolopatia o altre condizioni relative alla colonna vertebrale.

Mi rendo conto dei limiti di un consulto online, e spero di non avervi esposto a troppe tra le mie certamente eccessive manifestazioni di ansia. In ogni caso, ringrazio anticipatamente per l'attenzione.

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Dr. Mauro Colangelo

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Egregio Paziente,
in relazione al suo articolato resoconto anamnestico, riterrei di poter escludere sia la radicolopatia cervicale che la nevralgia del trigemino ed ancor più la sinusite. Considerando la sua stessa ammissione di essere un soggetto ansioso, l'ipotesi che a mio avviso si possa maggiormente suffragare è che il disturbo al collo sia ascrivibile ad una cervicalgia muscolare legata ad uno stato di tensione. Al riguardo, può avere maggiori ragguagli leggendo il mio articolo di cui le allego il link.
Cordialmente.
https://www.medicitalia.it/salute/neurologia/202-cervicalgia.html
Dott. Mauro Colangelo, Neurochirurgo/Neurologo
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[#2] dopo  
Utente
Gentile Dr Colangelo,

La ringrazio per la risposta esauriente. In effetti, la descrizione della cervicalgia sembrerebbe coerente con i miei sintomi. Potrei dunque chiederle se, a suo avviso, i sintomi relativi all'occhio sinistro e relativo sopracciglio descritti sopra sono da considerarsi indipendenti? Il dolore al collo mi sembra collocarsi soprattutto sul lato sinistro, ma mi rendo conto che una connessione di questo genere è un po' labile...

Aggiungo che, negli ultimi due giorni, l'intorpidimento di mano e piede sinistri si è acuito. Tendenzialmente, sembra riguardare le ultime due dita della mano sinistra, ma ho cominciato ad avvertirlo sull'avambraccio stesso. Parimenti, l'intorpidimento del piede sinistro mi è sembrato talvolta estendersi alla caviglia.

Ripeto che non sono estraneo a somatizzazioni e che non sarei stupito se intorpidimenti o formicolii di questo genere potessero risultare completamente sconnessi. Allo stesso tempo, vorrei essere certo di non escludere niente nel mio resoconto.

Ancora un ringraziamento per la gentile ed approfondita risposta.

[#3]  
Dr. Mauro Colangelo

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Certamente sono indipendenti i fenomeni accusati al volto, rispetto a quelli riferiti al collo. La ringrazio per la sua cortese valutazione.
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[#4] dopo  
Utente
Gentile Dr Colangelo, gentili dottori,

Scrivo per fornire un breve aggiornamento. Con il caveat che ho già prenotato una visita da effettuare appena ritornerò nella mia "giurisdizione", negli ultimi giorni ho notato i seguenti cambiamenti:

1) Continua l'intorpidimento del piede e della mano sinistri. Il piede, in particolare, mi sembra essere soggetto a dei formicolii sotto la pianta, nelle vicinanze dell'alluce. Per quanto riguarda la mano, il fastidio mi sembra concentrato verso il polpastrello dell'anulare.

2) Il dolore alla nuca si è fatto, in qualche modo, più forte e, soprattutto, riesco adesso a provocarlo toccando certi punti.

In breve, vorrei chiedere una conferma del fatto che questi sintomi siano allineati con la diagnosi di cervicalgia.

Mi scuso in anticipo per quello che può apparire e non posso escludere che sia uno sfogo da ansia. La preoccupazione per il sistema nervoso centrale e le malattie demielinizzanti è, in qualche modo, difficile da fugare.

[#5]  
Dr. Mauro Colangelo

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La cervicalgia che può essere connessa al disturbo sensitivo a carico delle dita della mano non è in alcuna relazione anatomo-funzionale con la fenomenologia che accusa a carico del piede. Pertanto, prima di dare la completa responsabilità al suo stato ansioso, è bene che si faccia osservare da un Neurologo che decida quali indagini sia più appropriato praticare.
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