Utente 545XXX
Salve, con un bitewing mi è stata diagnosticata una carie interdentale nel primo premolare ma non capisco esattamente il punto in quanto non sento fastidi e non è visibile. Dalla lastra che allego https://imgur.com/a/pWqldqC potreste indicarmi entità e soprattuto se credete sia da intervenire ora o da valutare l'evoluzione nel tempo? (nel senso se ora vale di più intervenire per rimuovere la parte danneggiata rispetto alla parte da rimuovere sana) Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Gentilissimo utente, la RX non è sufficiente per dare una risposta alla sua domanda, ocorrono anche accertamenti di tipo clinico perché questo tipo di RX corrisponde a una sezione di cui non conosciamo la profondità e potrebbe sottostimare una carie profonda. Quindi procedere con le cure non è sbagliato.
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[#2] dopo  
Utente 545XXX

Grazie per la risposta, quando dice "ocorrono anche accertamenti di tipo clinico" intende che ci sono altri esami da poter fare prima di intervenite per capire meglio posizione e profondità di questa? O che per capire questo bisogna vedere andando a rimuovere la parte sana soprastante?

[#3] dopo  
Dr. Diego Ruffoni

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Ci sono altri accertamenti di tipo clinico, sondaggio e prove con rilevatori elettronici di carie. Cerchi: https://www.dentisti-italia.it/dentista/conservativa/780_fluorescenza-della-carie.html
Dr. Diego Ruffoni
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[#4] dopo  
Dr.ssa Gisella Brandani

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"se credete sia da intervenire ora o da valutare l'evoluzione nel tempo?"

Bisogna anche considerare che nessuno può prevedere in anticipo la velocità di progressione di un processo carioso e per tenerne realmente sotto controllo l'evoluzione di una carie interprossimale sottominata (intendo dire che progredisce senza ancora interessare la superficie dentale occlusale, quella maggiormente accessibile all'esame visivo)
sarebbero necessari accertamenti (sia clinici che strumentali, compresi esami radiologici endorali, atteso che anche gli accertamenti non radiologici isolatamente non sarebbero sufficienti) ripetuti nel tempo, quali sicuramente non sarebbero proponibili.
Intendo dire che il rischio lesivo potenzialmente derivante da ripetute esposizioni ai raggi x (spesso sottovalutato, perchè durante l'esecuzione dell'esame radiologico non si sente nulla) sarebbe di gran lunga superiore rispetto al danno costituito dal tessuto dentale sano sacrificato per poter accedere a trattare la lesione. Diverso sarebbe per l'assorbimento di una analoga quantità di radiazioni che fosse necessario per monitorare, ad esempio, l'evoluzione di una neoformazione ossea sospetta di essere di natura maligna.

ATTENZIONE:
la visita medica tradizionale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.
I suggerimenti forniti dalla Dr.ssa Brandani online vanno intesi come meri consigli di comportamento, non sostitutivi della visita medica.
Dr.ssa Gisella Brandani
Medico Chirurgo
Specialista in Odontognatostomatologia
Consulente del Tribunale di Firenze