Utente 259XXX
Gentile Medico,
chiedo un consulto per mia mamma, 61 anni, sottoposta ad un intervento di isterectomia totale, annessiectomia bilaterale, asportazione dei linfonodi illiaci a metà maggio.
Diagnosi:
Adenocaricinoma endometriale ben differenziato(G1; grado architetturale:1 sec. FIGO e grado nucleare :2 sec Kurman) focalmente infiltrante il miometrio oltre la metà (infiltrazione di 0,75 cm, pari al 53% della parete uterina).
Non evidenza di embolizzazione neoplastica (CD 34: coerente). Un adenoma polipoide(Actina-muscolo:positivo), un piccolo leiomioma e note di adenomiosi. Annesso destro e sinistro e parametri indenni da infiltrazione neoplastica.
1)tessuto adiposo comprendente un piccolo linfonodo indenne da infiltrazione neoplastica
2)sei linfonodi con iperplasia reattiva su 6 esaminati
pT1b N0, sec. TNM VII edizione R0 G1
stadio figo Ib
Potrebbe per cortesia spiegarmi genericamente questi risultai.
Dopo qualche settimana dall'operazione mia mamma ha fatto degli esami in particolare una Tac addome e pelvi perché avvertiva dolori al fianco ed è risultato che:
Lo studio TC eseguito senza e con contrasto, conferma l’espanso fluido situato in sede retro peritoneale sinistro e precisamente nello spazio pararenale anteriore e posteriore; misura 13 cm sull’asse sagittale per 6,8 cm sull’asse antero-posteriore e 7,5 sul trasverso. Si presenta ben delimitato e presenta fluidità con densità nettamente bassa: quadro con ogni probabilità da riferirsi a sieroma.
Nella norma i reperti a carico del fegato, pancreas e milza. Colecisti normodistesa, senza immagini di calcoli endoluminali. Reni normoperfusi, con buona eliminazione dell’urina iodata, senza espansi ne calcoli e senza idronefrosi. Aorta a decorso regolare, senza ectasie aneurismatiche. Nulla a carico dei surreni.
L’esportazione pelvica in esiti di istero-annessectomia, non evidenzia lesioni infiltrative. Vescica ben distesa, senza alterazioni della parete.
Si osserva in sede paraombelicale sinistra, una piccola ernia della parete, di 13 mm sull’asse maggiore, determinata da una lassità del muscolo retto, formata solo da peritoneo.
Non adenopatie lungo l’asse aorto-illiaco-cavale.
Il ginecologo che ha operato mia mamma ha consigliato di rivolgerci ad un oncologo, il quale ha deciso di sottoporla a delle sedute di radioterapia e una volta alla settimana una seduta di chemioterapia con cisplatino, il tutto per un mese.
Cosa ne pensa? Deve fare esami più approfonditi, tipo PET o altri?
Come mai anche la chemioterapia? io ero convinta che le avrebbero fatto fare solo la radioterapia.
Dopo queste terapie cosa dovrebbe fare?
La ringrazio anticipatamente.
Distinti saluti

[#1] dopo  
Dr. Carlo Pastore

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Gentile Utente,

il Collega ha correttamente prescritto un trattamento adiuvante combinato di radioterapia e chemioterapia. La chemioterapia con il solo cisplatino ha intento radiosensibilizzante: la presenza del cisplatino nell'organismo potenzia l'effetto della radioterapia. Ulteriore rinforzo può essere un trattamento di ipertermia concomitante locoregionale (vedi sito www.ipertermiaitalia.it). Al termine della terapia adiuvante il Collega prescriverà dei controlli periodici di follow-up oncologico.

Cari saluti
Dr. Carlo Pastore
www.ipertermiaitalia.it

[#2] dopo  
Utente 259XXX

Gentile Dr. Carlo Pastore,
la ringrazio moltissimo per la sua risposta!!
Qualche giorno fa abbiamo fatto la visita con il radioterapista il quale però ha deciso di far fare a mia mamma delle sedute di brachiterpia al posto della radioterapia esterna data la presenza del sieroma nell'addome. L'oncologo ha detto allora che la chemioterapia non è più necessaria visto che la stessa va in combinazione con la radioterapia.
Cosa ne pensa di questa decisione?
Dal momento che sono passati 2 mesi dall'intervento potrebbe non fare più effetto questa terapia?
La ringrazio ancora.
Distinti saluti