Gonalgia da 17 mesi

Buongiorno, sono un ragazzo di quasi 25 anni e da circa Novembre 2018 accuso un dolore al ginocchio destro che è comparso in seguito ad un periodo di moderata attività fisica in palestra, specialmente dopo l'utilizzo della Leg Press e Squat Bulgaro, quindi NON dopo un evento traumatico.

Notando che il dolore era tollerabile ma non passava, a Marzo 2019 mi rivolgo ad un ortopedico che nota una rotula ispessita e un dolore in "sede femoro-rotulea mediale sopratutto al condilo femorale" e prescrive una RMN e Combiart Plus per 30 gg.

In seguito alla RMN eseguita ad Aprile, viene diagnosticata "una sottile fissurazione del corno posteriore del menisco mediale" e "un'ipertensione del tratto prossimale del crociato posteriore", al che l'ortopedico mi prescrive 10 sedute di FisioChinesio terapia, Tecar e Ultrasuono terapia, inoltre Seractil 400 mg 1 cp/die per 5gg.
Eseguo il ciclo di fisioterapia tra Luglio/Agosto e noto una lieve diminuzione del dolore ma non una sua scomparsa.

A dicembre 2019 avverto sempre rigidità articolare e dolore in maniera relativamente costante che aumenta significativamente dopo attività fisica anche leggera.
Decido di eseguire una seconda RMN di mia volontà, e il reperto riferisce:
"Sottile fissurazione nel corno posteriore del menisco interno, regolare quello esterno.
Ispessito il guscio capsulolegamentoso posteromediale, regolare l'angolo postero-esterno.
Nella norma i legamenti del pivot centrale e i collaterali.
Modesto versamento endoarticolare anche tra tibia e testa del perone.
Non segni di sofferenza cartilaginea femororotulea o femorotibiale.
Regolare l'inserzione del tendine del quadricipite e del tendine rotuleo"
Decido di svolgere una visita da un altro ortopedico per avere un secondo parere medico, e secondo lui non ho i criteri diagnostici sufficienti per attribuire il dolore al menisco fissurato, quindi lui mi diagnostica una tendinopatia al quadricipite femorale e prescrive 5 sedute di tecarterapia, borsa del ghiaccio per 30 minuti al giorno post attvità fisica e Dicloreum 2 volte/die per una settimana.

Il dolore non passa.

A Marzo 2020 mi rivolgo ad un terzo ortopedico; quest'ultimo con una manovra di sovraccarico femoro-rotulea mi evoca del dolore, e attribuisce la lesione meniscale al fatto che "avrei iperlassità dei legamenti" quindi prescrive 3 infiltrazioni di acido Ialuronico, riferendo che probabilmente non ho necessità di un'artroscopia e che le infiltrazioni sarebbero sufficienti per una guarigione.

Oggi sono andato a fare la prima infiltrazione; a causa dell'emergenza del COVID-19 l'ortopedico che me le ha prescritte e avrebbe dovuto eseguirle è assente ed è stato sostituito da un chirurgo ortopedico, il quale mi dice che secondo lui l'unica soluzione è l'artroscopia.

Mi rivolgo a voi perché mi sento confuso dalla mancanza di un parere più o meno univoco sulla mia lesione e di un chiaro percorso terapeutico.

Vi ringrazio per l'attenzione e aspetto una risposta.
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Dr. Daniele Tradati Ortopedico 596 164
Buongiorno,
È molto difficile comprendere la situazione reale, dopo tutte queste visite e questi trattamenti proposti.
Molto probabilmente l'origine del problema è una sofferenza della cartilagine della rotula. Se l' ipotesi in questione fosse vera lei avrebbe dolore soprattutto quando scende le scale più che a salirle e quando mantiene la posizione seduta prolungata con necessità di allungare ogni tanto la gamba. Questa teoria, non basata sull'evidenza clinica, ma solo sui dati da lei forniti, potrebbe essere avvolarata dalla assenza di traumi evidenti. Non mi soffermerei sulla lesione meniscale siccome i colleghi l'avrebbero già rilevata con l'esame clinico, esistono moltissime lesioni meniscali totalmente asintomatiche infatti. Personalmente, se fosse il mio ginocchio, eviterei in modo più assoluto di fare una artroscopia in assenza di un sospetto diagnostico fondato. Andremmo solo a ridurre il suo tono il suo tono muscolare inficiando su un equilibrio già precario dell'apparato estensore. L'acido ialuronico può essere un'alternativa, sebbene alcuni pazienti non ne traggano beneficio. In valutazione di questi tempi di coronavirus, mi focalizzerei su un intenso programma di stretching dei flessori e del quadricipite, associato al potenziamento in isometria del quadricipite anche con pesi, per poi rivalutare la situazione dopo qualche mese. Le cause di dolore anteriore sono molteplici e rimangono una delle patologie più difficili da trattare per l'ortopedico, perché spesso non trovano una causa facilmente identificabile o univoca. Non si scoraggi e sopratutto non pensi che la chirurgia possa essere la soluzione al suo problema. Ci vuole tempo, e tanta pazienza, lavorando soprattutto con la fisioterapia più che con i farmaci e la chirurgia.

Le auguro il meglio

Cordiali saluti,
Dott. Daniele Tradati

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Utente
Utente
Dottore, la ringrazio per la sua rapida risposta, devo aggiungere che paradossalmente l'unico momento in cui non sento nulla al ginocchio è quando sono seduto oppure ho la gamba leggermente piegata... Stare in piedi, camminare a passo svelto o tenere la gamba tesa coricato a letto sono attività che evocano fastidio, quindi non saprei dire se il dolore è correlato alla rotula
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Dr. Daniele Tradati Ortopedico 596 164
Mi creda che è davvero difficile fare diagnosi da remoto, per quello le consiglieri di seguire gli esercizi che le ho proposto. Questi infatti non comportano nessun eventuale danno all'articolazione e se fossero risolutivi la cosa sarebbe molto preferibile rispetto a qualsiasi altra alternativa.
Il fatto che un collega abbia sottolineato il dolore alla faccette rotulee mediali e l'altro abbia riscontrato positività ad un test di sovraccarico della rotula (Rabot test? test della raspa?) mi suggeriscono una possibile patologia della rotula.... ma come detto da remoto non è facile e la valutazione clinica del ginocchio è fondamentale per il "ginocchiologo" (mi permetto la licenza poetica).
L'assenza di un trauma di rilievo e la così lunga persistenza della patologia, oltre che un dolore non invalidante, sono altri elementi che fanno propendere per la diagnosi sopra esposta.
Provi con i consigli che le ho proposto, con quanta più dedizione possibile, se non riscontrasse beneficio dopo qualche settimana ( di solito si parla di 2 mesi di esercizi fatti bene) già sarebbe un aiuto al processo diagnostico.
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