Utente 107XXX
Buongiorno,
è da molto tempo che non mi rivolgo a voi, ma questa volta ho bisogno di un consulto per una situazione particolare: il padre della mia ragazza, 56 anni, albanese, residente in Albania, è stato colpito da una grave malattia. E' allora venuto in Italia per 3 settimane per farsi curare, ma, nonostante l'intervento di vari specialisti, non ci sentiamo tranquilli e, per di più, i problemi persistono.

Il padre della mia ragazza, ex fumatore (ha smesso meno di tre anni fa), poco dopo l'arrivo nella mia città, ha avuto una crisi improvvisa, accusando respirazione affannosa e tosse molto forte.
Si è, pertanto, recato al pronto soccorso, ove è stato sottoposto ad esami del sangue (risultati nella norma) e RX, gli è stata diagnosticata la presenza di fumo nei polmoni e un'asma bronchiale grave, e gli hanno prescritto l'assunzione di CORTISONE per un mese (1 capsula da 25mg per 15gg. e 1/2capsula per altri 15gg.).

Successivamente siamo andati da uno pneumologo che ha aggiunto alla terapia un ulteriore farmaco (INUVER, da assumere per 3 mesi consecutivi) più AEROSOL (con Broncovaleas e Clenil) al bisogno. (ha, inoltre, approvato la cura prescritta tempo addietro al padre della mia ragazza di SYMBICHORT e VENTOLIN da assumere al bisogno).

Dopodiché ci siamo recati dall'allergologo che gli ha fatto effettuare prove allergiche tutte dall'esito negativo.

Dopo esser ritornato in Albania e aver terminato la cura a base di cortisone (mentre continua ad assumere INUVER) sembrava migliorato, ma presto si è nuovamente sentito male (e ha, quindi, ricominciato la cura con l'AEROSOL).

Vorrei, pertanto, sapere cosa possa fare in questo momento (nella sua città non vi sono medici specialisti cui rivolgersi) e se debba cambiare farmaci (non credo che possa continuare ad assumere cortisone tutta la vita).

Inoltre le sarei grato se potesse darci qualche informazione su questa malattia.

Vi ringrazio molto per l'attenzione,
distinti saluti.

[#1] dopo  
Dr. Claudio Andreetti

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Purtroppo l'asma severo, associato in alcuni casi a bronchite cronica - enfisema polmonare, nel tempo tende a rispondere in forma minore al trattamento farmacologico con l'aumento dell'incidenza del numero delle crisi respiratorie. sulla base di questo fenomeno si stanno mettendo a punto dei trattamenti para-chirurgici mininvasivi endoscopici: vedi la termoplastica bronchiale. purtroppo sono pochi i centri in italia che si sono interessati a questi nuovi protoccli terapeutici. l'ultimo sistema è l'Alair. la finalità di questo sistema è di dilatare in maniera permanente le medie e piccole vie aeree, lo stesso principio del farmaco broncodilatatore solo con efficacia prolungata. l'utilizzo di questo sistema è all'inizio nel nostro paese e la selezione dei pazienti è molto rigida. il protocollo di studio viene seguito in collaborazione con specialisti americani.
spero di esserti stato utile.
Saluti
Dr. Claudio Andreetti
Divisione di Chirurgia Toracica
Ospedale Sant'Andrea Roma

[#2] dopo  
Utente 107XXX

Gent. Dott. Andreetti,
la ringrazio per la sua tempestiva risposta.

Purtroppo non credo che il padre della mia ragazza potrà riuscire a sottoporsi a simili trattamenti, un po' per i motivi che ha citato lei, un po' per il fatto che è albanese e non coperto da assicurazione.

Ma allora non c'è nulla da fare con i farmaci? E' destino che lui peggiori a causa dell'assuefazione ai farmaci?

Ci sono magari farmaci o dosi alternativi? Il cortisone conviene accantonarlo oppure vi si può far ricorso saltuariamente?

Grazie ancora.