Utente 447XXX
Buon giorno, pongo al vostro esame situazione mia madre.
donna. 56 anni, problemi con la tiroide e trattata per due volte con iodioterapia con risultati non del tutto positivi continua ormai da anni la ricerca del dosaggio ormonale giusto.
Oltre a questa ormai cronica situazione, sono subentrati problemi familiari che hanno generato una leggera depressione.
Consulto con vari medicie e terapia con CIPRALEX.
In famiglia siamo preoccupati per l'uso di questa tipologia di farmaci anche perchè conosciamo bene l'origine della depressione di mia madre (problemi familiari con una figlia)
Questa tipologia di farmaci è pericolosa?porta dipendenza?Premetto che comunque il farmaco è stato prescritto da un medico competente, ma abbiamo paura che sia eccessivo l'utilizzo di farmaci antidepressivi
Grazie sempre per l'ottimo servizio offerto

[#1]  
Dr. Gianmaria Zita

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MILANO (MI)

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Gentile utente,
anche se i dati che ci segnala sono insufficienti per poter diagnosticare, da parte nostra, uno stato depressivo, lei segnala che la prescrizione è avvenuta da un "medico competente" che quindi avrà valutato come opportuna tale decisione.
In merito alla terapia farmacologica assunta da sua madre (Cipralex) le posso garantire che, eseguiti gli esami di controllo, questo tipo di terapia non è assolutamente pericolosa nè può creare, come dice lei, alcuno stato di "dipendenza" per sua madre.
Come per tutti i farmaci, comunque, questa terapia va monitorata nel tempo da un medico che ne valuterà, volta per volta, tempi e modi di somministrazione.
Un cordiale saluto
Gianmaria Zita

[#2]  
Dr. Giuseppe Leo

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LECCE (LE)

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Gentile Sig./Sig.ra,
bassi livelli circolanti di ormoni tiroidei possono essere indicativi di un ipotiroidismo che può dare facile affaticabilità e altri sintomi simili a quelli di una sindrome depressiva. E' innanzitutto importante far seguire sua madre da un endocrinologo in modo che venga normalizzata il più possibile la funzionalità tiroidea. In secondo luogo, lei dice che una leggera depressione è stata inaugurata dopo problemi familiari. Anche qui è necessario che intervenga uno specialista in psichiatria nel prescrivere un trattamento con antidepressivo (come quello che lei menziona) oltre ad un eventuale psicoterapia. Non basta un medico non specialista (anche se "competente") per seguire un trattamento con un antidepressivo. Qualsiasi trattamento antidepressivo, se seguito da uno specialista in psichiatria, non dovrebbe comportare i rischi che lei menziona.
Terzo ed ultimo aspetto, non sottovalutare, specie nelle depressioni lievi, il contributo psicologico: quindi consiglio, ancora una volta, che sia lo specialista in psichiatria a consigliare un'eventuale psicoterapia.
Dr. Giuseppe Leo

[#3]  
Dr. Giuseppe Nicolazzo

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REGGIO DI CALABRIA (RC)

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Gentile Utente,

lei ha posto lo stesso quesito nel 2009 per un altro antidepressivo, non dice se la terapia precedente è stata portata a termine o per quale motivo entualmente interrotta; questo significa che sua madre è da tempo nelle stesse condizioni, cambia farmaco e probabilmente medico spesso e si reca dai medici non avendone sostanzialmente fiducia, tutti aspetti che non depongono favorevolmente,


Saluti
Dr G. Nicolazzo
Specialista in Psichiatria
Psicoterapeuta

[#4]  
Dr. Stefano Garbolino

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Gentile utente,

quale è il dosaggio di cipralex prescritto?
Cordialmente
www.psichiatriasessuologia.com

[#5]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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PARMA (PR)

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Gentile signore,
i farmaci antidepressivi non danno dipendenza. E' pericoloso trascurare una depressione, e il fatto che ci sia una possibile causa non sposta il problema. Se il farmaco è stato prescritto da uno specialista in psichiatria e se la cura (che deve durare parecchi mesi) prevede regolari visite di controllo per verificare l'efficacia e il dosaggio più opportuno, vedrà che sua mamma si sentirà meglio.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Pone questioni paradossali. Non si capisce da dovi prenda il concetto di dipendenza da antidepressivi che non sussisste. Non si capisce che differenza dovrebbe fare l'origine esterna della depressione, che dal punto di vista del trattamento non implica niente di preciso, mentre di solito è un modo per giustificare il rifiuto delle cure.
Già come atteggiamento di partenza le persone tendono a ritardare e omettere il ricorso alle cure per la depressione, si auspica che i familiari colmino questo vuoto anziché aggiungere loro opinioni personali. C'è uno specialista che ha espresso la sua indicazione in proposito.
Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it

[#7] dopo  
Utente 447XXX

Ringrazio per la risposta e preciso che non essendo esperti in materia avevamo dei dubbi in famiglia ma abbiamo la consapevolezza che le cure con il supporto dei familiari sono essenziali per una risoluzione del problema.
Nessun pregiudizio ma solo forse non conoscenza della materia.
Grazie sempre
cordialità

[#8]  
Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile utente,
comprendo la sua dificoltà nell'approcciarsi all'uso di uno psicofarmaco da parte di un familiare,in quanto manifestatami da molte altre persone.Vorrei tuttavia rassicurarlo sulla buona tollerabilità del farmaco da lei menzionato,assunto nei modi e nei tempi dovuti,e con la assidua sorveglianza di uno sprcialista.
Punterei comunque molto la mia attenzione sull'ipotiroidismo e sulla situazione familioare che,a mio parere,possono essere stati fattori importanti nello sviluppo della situazione attuale di sua madre.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani
Dr. piergiorgio biondani

[#9]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
mi associo ai pareri già espressi dagli altri specialisti del nostro sito; vorrei però chiederLe di precisare, per la completezza, il tipo della malattia della tiroide (pregressa e attuale) della Sua madre e l'esito del pregresso trattamento con Cymbalta (Duloxetina).
Dr. Alex Aleksey Gukov

www.psichiatriagenova.tk
www.proiettivo.tk