Utente 785XXX
Buongiorno Carissimi Dottori,

dopo un anno di vertigini, ho fatto 1.000 controlli (otorino, cardiologo, neurologo, audiologo, rsm encefalo e cervicale, esami sangue) ed è risultato tutto negativo tranne che uno squilibrio muscolo- scheletrico e oculomotorio, per il quale st facendo tutt'ora le riabilitazioni. Purtroppo però le mie vertigini non passano e a queste si è aggiunta l'ansia/attacchi di panico, mi sono, pertanto, decisa un mese fa di recarmi da uno psichiatra, il quale mi ha diagnosticato vertigini soggettive, ansia e attacchi di panico e mi ha prescrittosertralina 50 mg. Sono in cura da un mese, ma purtroppo il mio stato è migliorato solo lievemente. Ho sempre un buon umore, ma ho continui attacchi anche se più controllabili, vertigini, tachicardia soprattutto dopo i pasti e mentre cammino, senso di mancanza d'aria. E' normale? Pensavo che dopo un mese dall'assunzione di sertralina 50 mg fossi stata bene, in vece purtroppo non è così.....cosa mi consigliate?

Grazie infinite

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Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
nella terminologia medica "vertigini soggettive" non significa "soggettive" nel senso popolare della parole (che non esistono, solo noi le percepiamo). Le "vertigini soggettive" è invece un sintomo di carattere patologico e la cura non è psichiatrica, ma otorinolaringoiatrica. Risulta che solo lo psichiatra ha accertato la presenza di "vertigini soggettive" ? Se così, bisogna chiedere allo psichiatra di comunicare tale riscontro/ ipotesi diagnostica allo specialista ORL di Sua fiducia.

L cura con la sertralina può giovare se è associato un disturbo d'ansia. Tuttavia, le "vertigini soggettive" e "attacchi di panico" sono fenomeni che possono presentarsi in modo apparentemente simile e richiedono diagnosi differenziale.
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#2] dopo  
Utente 785XXX

Lo psichiatra dice che le vertigini sono dovute all'ansia e al problema muscolo scheletrico e che mi ha diagnosticato l'audiologa. Spesso infatti mi fa male il collo. Avevo già fatto visita da otorino e effettuato la rinoscopia, ma era tutto nella norma. Pur assumendo da 1 mese sertralina 50 mg ho ancora attacchi di panico, tachicardia e vertigini, è normale? Potrebbe non essere corretta la terapia?

[#3]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Se è effettivamente presente un disturbo d'ansia (che può essere anche concomitante ad altri problemi), la sertralina può essere indicata, ma, soprattutto nei disturbi d'ansia gli effetti terapeutici possono richiedere più tempo per manifestarsi (anche più di un mese, ad esempio anche tre mesi o più).

Però, per quanto riguarda nello specifico la sintomatologia delle vertigini, la diagnosi differenziale corretta delle vertigini è fondamentale, senza questa non si può dire se la terapia psicofarmacologica sarà efficace.

Può specificare che cosa significa "uno squilibrio muscolo- scheletrico e oculomotorio" (o il "problema muscolo scheletrico") dei quali scrive ? Le hanno spiegato in che cosa consistono, quale è la diagnosi precisa ?
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#4] dopo  
Utente 785XXX

Ho la parte destra del corpo più debole, rispetto a quella sinistra, il cervello riceve impulsi in modo differente dalla parte sinistra rispetto alla destra, pertanto, si crea questo disequilibrio. Si tratta di un problema periferico. Sto facendo degli esercizi riabilitativi, purtroppo, ho pochi benefici. Mi era stato prescritto il levopraid per 10 giorni. Mi calmava le vertigini ma mi creava un peso allo stomaco. L'ho preso per dieci giorni come indicato.Ho la scoliosi da quando ero piccola, dieci anni fa ho preso un colpo di frusta a cavallo.Ho sempre avuto problemi alla schiena. Con sertralina effettivamente l'ansia mi è passata , ma ho ancora attacchi di panico/a volte tachicardia e vertigini. Ho fatto anche visita dall'odontoiatra per eventuale problemi nella masticazione, ma è tutto ok. Cosa mi consiglia di fare?

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Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
l'efficacia del levopraid ed può essere indicativa che il problema riguardi le vie nervose che trasportano i segnali di equilibrio e li integrano con gli altri segnali e con le rispettive reazioni vegetative.

Tali vie non sono localizzate nella corteccia cerebrale ma lungo la parte alta del midollo spinale e le strutture nervose leggermente sovrastanti ad esso. Per cui, tali vertigini vengono chiamate anche "di origine periferica", sebbene non si tratta esattamente della periferia del sistema nervoso. Le vie che sono deputate alla trasmissione dei segnali relativi alla situazione di equilibrio dal labirinto dell'orecchio interno sono integtati anatomicamente con quelle che trasportano le informazioni sulla posizione dei muscoli del collo, con le vie che impartiscono i commandi di movimento a tali muscoli e agli occhi. C'è ovviamente senso di tale integrazione, perché tutti questi organi partecipano, ciascuno a proprio modo, alla percezione di equilibrio ed al suo mantenimento. Siccome, il senso di equilibrio è fra le più antiche, se non la più antica fra i sensi specifici, ha una particolare importanza (più in alcuni altri animali, ma anche nell'uomo) nell'essere anche un segnale di potenziale pericolo e dunque è collagato alle vie vegetative per garantire la reazione a scopo di sopravvivenza. Tutto questo in modo riflesso, senza passare necessariamente tramite la corteccia cerebrale ed acquisire significati o essere "colorati" da emozioni.

La cura sintomatica poteva essere anche il levopraid. Bisognava magari adattare il dosaggio in modo tale da minimizzare gli effetti collaterali a livello gastro-intestinale, ma a tali effetti gastro-intestinali può svilupparsi anche la tolleranza, se avere più pazienza (lo stesso farmaco è utilizzato anche per normalizzare l'attività intestinale). Ci sono anche gli effetti collaterali a livello ormonale alungo termine, prevenibili con il rispettivo monitoraggio. Tutto questo, ovviamente, da concordare/ da valutare con i Suoi curanti. Il problema è che tale terapia sarebbe solo sintomatica.

Se è possibile una cura più radicale e quale ruolo può avere la riabilitazione fisioterapeutica non Le so esprimere nemmano un'ipotesi. Sarebbe di competenza non mia, ma di un neurologo. Potrebbe dipendere dalle cause anatomiche legate alla colonna vertebrale, ai fenomeni di reattività immunitaria a livello dei tessuti nervoso e muscolare, alle cause vascolari, oppure ad altre cause. Lei ha fatto già tanti accertamenti... Cosa posso dirLe.. Bisogna trovare uno specialista che sa interpretare tutti questi accertamenti nella luce dei segni clinici e non come di per sé dirimenti. Penso che in ogni modo si può reinterpellare il neurologo che La segue già. E' lui che ha prescritto il levopraid ?

Come scrivevo prima, anche la terapia antidepressiva può essere indicata e può dare benefici qualora è associato un disturbo d'ansia, per cui non posso dire che è una cura scorretta. Ne sta sentendo già qualche beneficio. Può anche darsi che ci vuole semplicemente più pazienza e fra qualche mese avrà effetto anche sulla sintomatologia vertiginosa se sono attacchi di panico. Da come si presentano, secondo la Sua descrizione, non posso esserne sicuro, ma intanto, se il farmaco è efficace almeno sull'ansia, conviene proseguire la terapia e si vedrà. Ho comunque l'impressione che è un problema complesso che non può essere curato solo da uno psichiatra.

Vorrei precisare che il parere che esprimo qui rispetto al Suo caso specifico ha il valore di un'ipotesi da discutere con i Suoi specialisti; è dato via internet e non è basato sulla visita diretta di persona, per cui ha i propri limiti di validità.

Dr. Alex Aleksey Gukov


[#6] dopo  
Utente 785XXX

Grazie mille dottore per il consulto. Adesso vedrò come funziona la cura. Tra due settimane dovrò andare dallo pschiatra. Io la riabilitazione continuo a farla perchè trovo cmq dei lievi benefici. La sera prima di coricarmi prendo il magnesio supremo e mi rilassa (ho letto che va bene per la muscolatura). Mio papà ha la cervicale cronica che se la trascina ormai da 15 anni e anche lui ha avuto vertigini ed è stato curato con microser. Il mio penso non sia solo un problema muscolare, ma anche ansioso. In passato circa dieci anni fa, sono già stata in cura dallo stesso psichiatra per attacchi di panico con seropran e deniban e dopo un anno sono guarita. Sicuramente il mio lavoro (sempre davanti al pc) , crea prolemi alla cervicale e alla muscolatura (essendone già predisposta).Il neurologo mi aveva indirizzato all'audiologa perchè problemi centrali non erano presenti. Premetto che ho avuto sempre problemi alla schiena. Come mi ha riferito lo psichiatra ho sospeso da una settimana amisulpride perché avevo la prolattina altra 296 e avevo delle secrezioni ai capezzoli. Purtroppo ho visto che schiacciando i capezzoli tutt'ora ho delle secrezioni biancastre potrebbe essere la sertralina o è ancora l'effetto dell'amisulpride?

[#7]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Scrivendo degli effetti ormonali a lungo termine del Levopraid in effetti mi riferivo all'iperprolattinemia. Tuttavia, tale effetto già dopo 10 giorni di assunzione è inconsueto. A quale dosaggio è stato prescritto il farmaco ? Anche la sertralina, come il citalopram (uno dei nomi commericali: "seropram") e gli altri antidepressivi SSRI, possono contribuire all'elevazione dei livelli di prolattina, ma in misura molto molto meno rilevante.

Dieci giorni di terapia con Levopraid e un mese di terapia con sertralina, anche se sommati assieme, difficilmente danno luogo a questo effetto collaterale fino ai livelli da Lei descritti. Per cui cercherei le altre eventuali cause (predisponenti). Ovviamente, il primo passo è la sospensione del farmaco, come è stato fatto, e bisognerà monitorare la prolattina.

- Il Deniban (nome chimico: amisulpiride) ha gli stessi effetti ormonali del Levopraid (nome chimico:levosulpiride): per quanto tempo è stato assunto ?

- Anche lesioni del sistema nervoso centrale (compreso il midollo spinale), lesioni del rachide e del torace, squilibri ormonali potrebbero aumentare la prolattina; le cause potenziali sono tante. Con il valore di 296 di prolattina è comunque doveroso porre il sospetto di un adenoma prolattino-secernente.

Può darsi che il mio consulto non Le aggiunge solo le informazioni, ma anche solleva elementi di possibile preoccupazione li dove forse prima non c'erano. Purtroppo, li dove mi sembra il caso sono in dovere di sollevarli. Spero che riesca ad affrontarle in modo costruttivo, discutendoli con il suo specialista.

Comunque, a parte il Levopraid, il quale, vista l'iperprolattinemia, non sarebbe cauto riprendere, ci sono le altre cure sintomatiche per le vertigini di origine periferica ("periferica" nel senso "non cerebrale", ma dipenente dal funzionamento delle vie nervose che comunque fanno parte del sistema nervoso centrale). Ffa questi farmaci c'è anche la betaistina (uno dei nomi commerciali è "microser"), ma anche diversi altri farmaci. Secondo alcuni pareri, anche il magnesio. Un neurologo (e, ancora meglio se consigliato da un otorinolaringoiatra), dovrebbe sapere indicare quale cura sintomatica sarebbe più adatta al caso. Non bisogna decidere da sola.

un saluto,
Dr. Alex Aleksey Gukov


[#8] dopo  
Utente 785XXX

Buongiorno,

levopraid 25 mg l'ho preso la scorsa estate per 10 giorni. Amisulpride 25 mg l'ho preso dal 22 febbraio 2012 per 2 settimane e tutt'ora prendo sertralina da 50 mg. Amisulpride l'ho sospeso perché dopo aver fatto gli esami del sangue ho riscontrato prolattina alta appunto 296 e secrezioni biancastre dei capezzoli (quando ho provato a schiacciarli). Ora ho sospeso l'amisupride da 1 settimana ma vedo che ho ancora secrezioni biancastre dei capezzoli. Anche la sertralina mi ha detto che può far aumentare la prolattina/secrezioni biancastre dai capezzoli, corretto?Quando mi parla di: "lesioni del sistema nervoso centrale (compreso il midollo spinale), lesioni del rachide e del torace, squilibri ormonali " cosa intende? o adenoma prolattino-secernente, ho fatto la risonanza magnetica all'encefalo a dicembre, ma era tutto nella norma.Avendo la prolattina alta potrei avere problemi a rimanere incinta? Volevo segnalarLe inoltre che da 1 mese a questa parte sono dimagrita di 4/5 kili. Mi devo preoccupare?

Resto in attesa di un Suo cortese riscontro.

Grazie infinite

[#9]  
Dr. Alex Aleksey Gukov

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Gentile utente,
è noto che i farmaci antidepressivi SSRI, compresa la sertralina, possono aumentare la prolattina, ma non ho mai visto un caso della iperprolattinemia così alta e che è anche sintomatica (galattorrea: la secrezione dai capezzoli) a causa della sola terapia con gli antidepressivi. Inoltre, la dose (50 mg) è relativamente bassa. Della sertralina non mi preoccuperei più di tanto, anche perché rispetto agli altri SSRI altera meno il bilancio fra la serotonina e la dopamina: ad esempo, meno di quanto il seropram (nome chimico: citalopram). Tutto sommato, l'influenza sulla prolattina sarebbe abbastanza relativa. Per ora, senza vedere come evolvono i valori della prolattina, mi sembra un allarmismo eccessivo. Tanto è vero che il Suo specialista l'ha lasciata in terapia. Se però ai controlli successivi della prolattina i suoi valori rimarranno alti, potrà avere senso di valutare assieme con il Suo specialista se sospendere anche la sertralina.

Anche i dosaggi dei farmaci i quali con maggior frequenza possono essere la causa dell'iperprolattinemia (amisulpiride, levosulpiride) sono stati bassi (25 mg ciascuno) e la durata della terapia con questi è stata breve (10 giorni, due settimane).

"Avendo la prolattina alta potrei avere problemi a rimanere incinta?"

Sicuramente la prolattina alta di per sé non fa rimanere incinta, ma la prolattina aumenta come la conseguenza nel corso della gravidanza. Lei ha i motivi per pensare di essere incinta? Ha avuto un rapporto che poteva causarlo?

"ho fatto la risonanza magnetica all'encefalo a dicembre, ma era tutto nella norma"

Se parliamo dell'adenoma (l'ipotesi del quale con questi valori è doveroso porre, anche se poi potrà essere esclusa), un adenoma secernente prolattina non necessariamente viene vista agli esami strumentali di neuro-immaging. Se si tratta di un adenoma dei tessuti dell'ipofisi (che fisiologicamente producono la prolattina), questo non è necessariamente accompagnato dall'aumento di volume sufficientemente significativo da poter essere visto agli immagini. Anche durante la gravidanza questi tessuti subiscono l'aumento di volume (fisiologicamente), ma ciò non viene visto agli immagini. E' una porzione microscopica dell'ipofisi. L'aumento dell'attività di queste cellule non è correlato all'aumento del volume complessivo in modo proporzionale, e un importante aumento dell'attività secernente prolattina di queste cellule può essere accompagnato da un aumento microscopico del volume. Alterazioni della secrezione degli altri ormoni potrebbe essere una spia indiretta.

L'ipersecrezione di prolattina può avere anche le altre cause (solitamente, coi valori della prolattina minori): anche, ad esempio, traumi e altre malattie della gabbia toracica e del midollo spinale possono essere lo stimolo alla secrezione di tale ormone, perché la produzione della prolattina è stimolata fisiologicamente dalla suzione del capezzolo tramite le vie nervose che decorrono nella gabbia toracica e nel midollo spinale. Tali vie possono essere sensibili anche agli stimoli dolorosi locali e di altra natura.

La prolattina aumenta anche negli stati di stress psico-fisico nel senso lato, ma normalmente non fino a questi livelli.

A parte il discorso della gravidanza (che bisogna capire già adesso), se dopo qualche mese alla sospensione dell'amisulpiride i livelli di prolattina non tenderanno a scendere, sarebbe importante indagare queste possibili cause non farmacologiche: non solo per cercare di risolvere il problema dell'iperprolattinemia in sé, ma anche perché potrebbe essere potenzialmente correlato con il problema vertiginoso e muscolo-schelettrico, del quale Lei scriveva all'inizio.

Non bisogna però chiedermi quali altri esami sono fare per indagarlo, perché via internet, senza vvisitarLa, non posso prescriverli, e perché penso che i Suoi curanti lo sapranno meglio di me. Qui in internet non dobbiamo neanche cercare di confutare o di confermare queste ipotesi in base alle visite e agli accertamenti che Lei ha già fatto, perché senza il contesto dell'osservazione clinica le ipotesi che esprimo non si può valutare. L'obbiettivo di questi consulti è di porre le ipotesi che possano essere valutate dai curanti e orientare chi si rivolge a noi sulle problematiche che sarebbe la buona regola tenere presenti in certe circostanze (anche se poi possono rilevarsi solo le ipotesi).
Dr. Alex Aleksey Gukov