Utente 936XXX
Buongiorno,

sono in trattamento con Paroxetina mesilato, al momento 20mg, da tre anni, in modo non continuativo, con brevi sospensioni di qualche mese o di cambio terapia (Citalopram, risperidone/ Aloperidolo/ Delorazepam).

Sono aumentato di peso nel giro di pochi mesi, arrivando a pesare 124 chili (uomo, 23 anni, 180cm di altezza).

Ho iniziato una dieta ipocalorica e di tipo mediterranea dall'inizio del mese e ho attualmente perso circa 6 chili, dieta che sono intenzionato a continuare a seguire, unita a lunghe camminate quotidiane.


La situazione del mio fegato, però, mi preoccupa non molto.

Riporto i valori delle analisi che risalgono al giorno 30/05/2012

Insulina basale 5, 9 microU/mL
Colesterolo totale 207 mg/dl
Transaminasi G.O. AST 53 u/l
Transaminasi G.P ALT 164 u/l
Gamma GT 47 u/L

Altri esami ematochimici relativi al giorno 08/06/2012
Insulina basale 34,5 microU/mL
Transaminasi G.O. AST 67 u/l
Transaminasi G.P. ALT 201 u/l

Ho eseguito la virologia per le varie epatiti, tutte risulte negative.

A cosa potrebbe essere dovuto questo sovraccaricamento epatico?
In che misura la paroxetina sta incidendo in tutto questo?

Sono anche preoccupato per quel che concerne una possibile patologia importante a livello epatico, come un tumore.

Ringrazio

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La situazione andrebbe approfondita con esami relativi alla funzione epatica. In teoria farmaci o cause metaboliche possono far variare le transaminasi. La sequenza con cui gli accertamenti sono decisi deve essere fatta ragionando anche sugli altri esami disponibili e sull'esame obiettivo.
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 936XXX

La ringrazio per la risposta, dr. Pacini,

tuttavia trovo sia un po' troppo generica e alquanto enigmatica: in sostanza non ho trovato alcun accenno in riferimento alle domande da me poste.

Saluti

[#3]  
Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile utente,
purtroppo non penso sia possibile fornire a distanza una risposta esauriente circa le motivazioni di un innalzamento di transaminasi in corso di terapia con psicofarmaci.Il campo di accertamenti possibili è molto vasto ed è seza dubbio necessaria una accurata visita.Forse penso le sarebbe utile avvalersi anche di una consulenza professionale specialistica in campo internistico o epatologico.La consiglierei di parlarne eventualmente con il suo medico di famiglia,che,penso.potrà indicarle qualche specialista di sua fiducia.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani.
Dr. piergiorgio biondani

[#4] dopo  
Utente 936XXX

La ringrazio dr. Biondani.

Quando dice "il campo di accertamenti possibili è molto vasto", a quali campi della medicina allude? Glielo chiedo, in modo tale io possa confrontarmi con il mio medico di base circa i prossimi accertamenti.

Il giorno 26 di questo mese ho una visita specialistica epatologica.

Cos'altro lei ritiene debba essere indagato?

Trova sia possibile ricondurre il problema ad una steatosi epatica, vista l'obesità?

Quali patologie inducono un innalzamento di transaminasi e di insulina basale?


[#5]  
Dr. Piergiorgio Biondani

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Gentile utente,
nella mia risposta intendevo invitarla a percorrere la strada che già lei di sua iniziativa ha intrappreso fissando una visita epatologica.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani.
Dr. piergiorgio biondani

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Lei pone semplicemente sulle cause di aumento delle transaminasi, per cui non è che ci sia molto da commentare, ci sono ricerche da fare ma a partire soltanto da quel valore alterato e in assenza di altri sintomi la sequenza degli accertamenti la deciderà il suo medico, in base al resto delle informazioni che ha su di Lei.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 936XXX

Buongiorno,

Mi sono stati diagnosticati:

Steatosi epatica alcolica
Steatosi epatica non alcolica
Ipotirodismo subclinco
Sindrome metabolica


Mi è stato detto che il fegato ha già avviato un processo di fibrosi

Insomma, un quadro più che rassicurante.


Nei dettagli

Ecografia: Addome sup - Epatomegalia iperecogena. VBI e VPB nella norma. Colecisti ecopriva. ASP, pancreas e milza regolari (traith talassemico)
Reni nella norma
Tiroide di volume entro i limiti sup. Struttura finemente disomogenea

CONCLUSIONI: SIndrome metabolica
Si consiglia dieta; attività fisica controllata
Metformina 800mg, 1cps al dì per 10 gg, poi 1x2 al dì (pranzo e cena)
Tirosint gt, 7gt al mattino a stomaco vuoto, 10 minuti prima di colazione
Controllo tra 4 mesi x eventuale DH.


E' stato inoltre ipotizzato un accumulo di ferro dovuto al fatto di essere Portatore sano di anemia mediterranea.

Gradirei vostre opinioni sul quadro sovra riportato.


Saluti

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Dalla diagnosi si direbbe quindi che sia un consumatore abituale di alcol, però non è chiaro (alcolica o non alcolica ?)
Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 936XXX

Vuole scusarmi, consumatore abituale di cosa?!


Nel periodo adolescenziale ho avuto anch'io le mie sbornie, come un buon 70 % degli adolescenti presenti sulla superficie terreste.

Non scenda a conclusioni facili dr. Pacini.

La diagnosi tuttavia appare strana: mi è stata diagnosticata sia quella alcolica che quella non alcolica. E' poi possibile una concomitanza di entrambe le patologie?

Come ho potuto contrarre la steatosi alcolica nonostante non sia un "consumatore abituale di alcol", come mi ha lei definito?


Saluti

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Che senso ha una diagnosi di steatosi da alcol se Lei non è un consumatore di alcol ?
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 936XXX

Buon pomeriggio dr. Pacini,

ah, guardi, non ne saprei il perché.

Magari è correlata all'uso fattone in passato?

[#12]  
Dr. Matteo Pacini

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Passato recente, al di là di questo non ne vedo il senso.
Anche perché poi riporta una diagnosi in cui si dice "non" alcolica, e quindi certamente che può essere sia alcol che altro, ma in quel caso non si direbbe "non" alcolica.

Sindrome metabolica si intende quella sindrome con iperuricemia, diabete e ipertensione arteriosa o fa riferimento ad altro ?

Comunque se c'è una condizione epatica di steatosi, i valori ovviamente possono alterarsi. La paroxetina a volte produce delle epatiti di varia entità, è solo una delle possibili cause.
Dr.Matteo Pacini
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[#13] dopo  
Utente 936XXX

Dott. Pacini,

data la mia poca competenza in campo, non le so rispondere. Dalle mie semplici ricerche, con sidrmome metabolica si intendono varie combinazioni di disfunzioni che portano alla comparsa di malattie cardiovascolari. Ora non so si possa intendere dell'altro, visto il suo dubbio a riguardo.

Maledetti psicofarmaci, dott. Pacini. Maledetti psicofarmaci che il servizio della mutua paga con facilità e maledetta psicoterapia che costa cifre esorbitanti . Lei ne era a conoscenza che ai parlamentari viene offerta psicoterapia gratuita, in quanto parlamentari? E quale assurdo criterio è questo? Che schifo.


Dottore, ho eliminato il cibo, sto andando ad eliminare la paroxetina e ieri ho provato a smettere di fumare: risultato? Oggi stavo impazzendo. E il caldo non aiuta.
Credo sia impossibile togliere tutto in una sola volta, lei cosa ne pensa?
Gli attacchi di fame sono triplicati anche a causa del fumo che ho provato a togliere.

La metformina non ho intenzione di assumerla, né tantomeno l'ormone tiroideo. Io e il mio medico di base abbiamo convenuto aspettare le prossime analisi, per vedere se i valori, per lo meno quelli dell'insulina basali, siano scesi ancora.

Lui è contento già per i miei 8 kg persi e per la pressione arteriosa e battiti scesi.

[#14]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

L'affermazione sugli psicofarmaci e sulla psicoterapia non mi sembra condivisibile. Nessuno ha poi stabilito che quel suo medicinale sia la causa. Anche lo fosse, è sostituibile con diversi altri farmaci similari.

Non capisco perché rifiuti di assumere la terapia per le disfunzioni ormonali o metaboliche che le sono state diagnosticate.
Dr.Matteo Pacini
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[#15] dopo  
Utente 936XXX

Dott. Pacini,


la certezza è solo divina, o mi sbaglio?
Mi è stato più volte detto che i farmaci da me assunti durante questi anni, POTREBBERO aver danneggiato il fegato a tal punto. La paroxetina potrebbe aver creato uno scombussolamento a livello metabolico, potrebbe aver indotto l'obesità, che potrebbe aver indotto la steatosi- mi è sembrato capire che in medicina l'uso del condizionale è largamente usato.

Essendo una mente pensate, non prendendo per oro colato quello che mi viene detto (e direi sia solo un bene!) e alla luce delle mie seppur minime conoscenze del campo (in quanto persona affetto da questa o quella patologia tendo a fare ricerche anche a livello accademico e a confrontarmi con più esperti del campo ) il mio medico di base è convenuto con me sulla decisione di aspettare le prossime analisi e decidere insieme la prassi da portare avanti.

Che la paroxetina possa costituire una minaccia al fegato è anche riportato sul bugiardino che ho letto, credo ci siano studi sulla risposta dei pazienti dietro quello che c'è scritto oppure ci si alza una mattina e per incutere timore al paziente che l'assume si decide di descrivere in modo morboso a quali atrocità tale farmaco può portare?
L'autorizzazione alla prescrizione o meno di un farmaco credo sia una fatto anche morale e culturale, visto che in alcune parti del mondo, non si sa bene il perché, la paroxetina è stata bandita, nel vero senso della parola

E poi cos'altro non condivide, mi scusi? Che la psicoterapia non abbia un costo? Che c'è carenza di personale nei centri di salute mentale? Che il personale di psicologia nelle asl si concentra su tre persone e se uno psicolterapeuta non fa al caso del paziente o è impreparato, lo si deve tenere perché è quello che passa l'asl (In quanto psicoterapeuta dovrebbe sapere è necessario si crei empatia tra l'operatore e l'utente).

Credo di essermi dilungato anche troppo.


Saluti

[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Non capisco la sua polemica. E' Lei che si esprimeva con certezza "contro" non si sa bene chi e che cosa. Tutte le medicine hanno possibili effetti collaterali, qui stiamo soltanto parlando di un rialzo dei parametri epatici che potrebbe avere altre cause. Per quanto riguarda il resto, cioè che la paroxetina abbia creato la sindrome metabolica, questo mi pare un discorso che ha aggiunto adesso e non capisco da dove precisamente trae questo ragionamento.

Non condivido il termine "maledetti" riferito alle cure, non capisco cosa significhi. I farmaci che la mutua paga "con facilità" non è neanche vero, non li paga con facilità.
Non capisco se vuol dire che le persone prendono farmaci perché costano meno della psicoterapia, in questo caso non condivido, è un'affermazione generica e non giustificata.

Credo che i medici che la seguono valuteranno se la paroxetina è da sostituire e con che cosa.
Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
Utente 936XXX

Dott. Pacini,

lei sorvola su talune problematiche da me sollevate e ne prende in considerazione soltanto alcune. Probabilmente, avendo poco tempo a disposizione, legge in modo approssimativo quello che viene scritto.

Le rispondo a quelle di cui ha obiettato, senza sorvolare su alcun punto:

Credo il mio linguaggio sia abbastanza chiaro, il meno evasivo possibile-.

Un rialzo dei parametri epatici che potrebbero avere altre cause? Ma se è così lapalissiano dottor Pacini, le basta fare due più due e il quadro non complicato come da malattia genetica rara; vi è un accumulo di trigliceridi nel fegato, dovuto ad un prolungato stato di obesità- che ha condotto ad un insulino resistenza, causato probailmente dall'assunzione pluriennale di paroxetina. A me il quadro sembra abbastanza semplice.

Le cure non sono maledette? A volte lo sono. Le faccio notare che in quella parte del mio testo mi riferivo evidentemente agli psicofarmaci. Le cure, nella maggior parte dei casi - sempre riferendosi agli psicofarmici, sa benissimo che rappresentano più che altro un effetto palliativo e non curativo. In quanto perfezionato in psicoterapia dovrebbe convenire che è una tecnica psicoterapeutica mirata che cerca di risolvere il problema, partendo dalla genesi.
Le cure psichiatriche, continuo, provocano spesso effetti collaterali importanti e lo sa.
Sono farmaci importanti: possono risollevarti da un momento molto critico più velocemente rispetto ad una psicoterapia, ma il problema continua a persistere. Per alcune persone hanno rappresentato un'immediata, provvisoria e apparente via di salvezza, altri sono stati condotti alla morte, causata dalle complicanze del farmaco e dai suoi effetti non ancora del tutto noti.

Non è vero che si assumono psicofarmaci perché non ci si può permettere una psicoterapia? Dottore, lei per caso è a contatto con pazienti finto borghesi, del ceto medio e benestanti? Vive in Italia? Lì legge i quotidiani?
C'è gente che per pagarsi una visita a pagamento, per sopravvivere, per non farsela dopo un anno, vende dell'oro, questo lo sa lei?

Perdoni i toni concitati dell'ultimo paragrafo, ma è difficile mantenere i nervi saldi.


Saluti

[#18]  
Dr. Matteo Pacini

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"Le cure, nella maggior parte dei casi - sempre riferendosi agli psicofarmici, sa benissimo che rappresentano più che altro un effetto palliativo e non curativo"

No. Sbagliato.

"Le cure psichiatriche, continuo, provocano spesso effetti collaterali importanti e lo sa."

Neanche. Varia molto da malattia a malattia.

"Per alcune persone hanno rappresentato un'immediata, provvisoria e apparente via di salvezza, altri sono stati condotti alla morte, causata dalle complicanze del farmaco e dai suoi effetti non ancora del tutto noti."

Non direi. Manca tutta la parte di chi ha risolto e risolve il problema con queste cure.

"Non è vero che si assumono psicofarmaci perché non ci si può permettere una psicoterapia? "

No. Spesso non esiste alcuna psicoterapia indicata per un disturbo, così come potrebbe non esistere alcun farmaco per quel disturbo.

" Dottore, lei per caso è a contatto con pazienti finto borghesi, del ceto medio e benestanti? Vive in Italia? Lì legge i quotidiani?"

Non saprei cosa significhi finto-borghesi. Per il resto la invito a conservare un rispetto che sta perdendo risposta dopo risposta.

Poiché inoltre stiamo andando fuori tema, con polemiche inutili e su basi concettuali che non mi risultano, oltretutto con un tono supponente su quel che io dovrei o non dovrei sapere sulla mia materia, il consulto per quanto mi riguarda può terminare qui.

Dr.Matteo Pacini
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[#19] dopo  
Utente 936XXX

Mancanza di rispetto si traduce nell'avere a che fare con un "paziente" che non vuole essere semplicemente un utente passivo, ma partecipare attivamente improntando un' atteggiamento fatto soprattutto di dialogo e di scambio di opinioni?
Avrò anche usato parole forti, dottore, e di questo mi sembra che io mi sia già scusato, se legge una delle mie ultime frasi.

L'utente non può essere spettatore passivo, cavia, non avere opinioni o un buonsenso.
Io non metto in dubbio le sue conoscenze, come a lei è sembrato.
Metto in dubbio, ora, la sua capacità di saper trattare anche con persone che non sono necessariamente ignoranti e in possesso di un livello culturale inferiore al suo.

Mi spiace, ma non vedo un medico come una divinità, onnisciente e onnipotente.
Ci sono medici sicuramente preparati ed esperti nel loro campo, altri meno e alquanto superficiali, altri che ancora non riescono a instaurare un dialogo sentendosi sullo stesso piano della persona che trattano, apparendo presuntuosi e arroganti.

E' un atteggiamento tipico della categoria il ritirarsi e indispettirsi, su qualunque campo della conoscenza, non appena il paziente fa degli appunti evidentemente corretti.
Un dialogo e un confronto di punti di vista, conoscenze e opinioni è alla base di ogni rapporto, così come lo intendo, in qualunque situazione.


Detto questo, trovo anch'io necessario chiudere.

Molto umilmente, le dico che spero che entrambi abbiamo imparato l'uno dall'altro, almeno dal punto di vista umano.


E per quanto riguarda la metformina di cui sopra, il mio medico di base mi ha dato ragione, a posteriori, sul fatto di non averla voluta assumere immediatamente: I valori degli esami del sangue sono rientrati - insulina compresa, eccezion fatta per le transaminasi, ancora altre ma scese di un centinaio.


Saluti