Utente 139XXX
Gent.mi Medici,

a seguito della diagnosi di disturbo delirente sono stata seguita e trattata per tre mesi con aloperidolo depot prima 1x100 milligrammi e nei due mesi successivi rispettivamente 1x75milligrammi. Dopo circa 15 giorni dalla prima puntura ho avvertito tremori alle gambe ed irrequietezza interna. E' stato quindi aggiunto biperidene cloridrato in compresse saltuariamente sorretto con ulteriori somministrazioni per puntura. La sintomatologia patologiaca si è significativamente ridotta già dalle prime somministrazioni ed oggi il disturbo delirante è regredito al punto da non manifestarsi più. Vista la mia giovane età e l'efficacia del farmaco la diagnosi dovrebbe portare, per considerazione clinica, ad una completa dissoluzione della patologia. Da circa tre mesi è stato sospeso il trattamento con aloperidolo ma i tremori alle gambe ed il senso di irrequietezza interna sono tuttora presenti.
Vorrei sapere se questi effetti collaterali da aloperidolo sospeso da novanta giorni, che fin qui dalla sospensione si sono solo ridotti, sono destinati a scomparire completamente o è possibile che persistanto a tempo indeterminato. In particolare è presente il tremore alle gambe. Ho letto come queste terapie siano in genere somministrate per bocca e la somministrazione depot rappresenti quella che può manifestare l'insorgere di effetti collaterali problematici. La ragione per cui mi è stato somministrato per puntura mi è ignota vista la mia completa adesione al trattamento sin dal primo momento. Esistono terapie farmacologiche in grado di indirre la scomparsa di questi effetti collaterali?
Grazie anticipatamente per il prezioso aiuto

[#1] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente

Il trattamento di soli tre mesi non può considerare risolto il disturbo per il quale è necessario un trattamento più prolungato.

La presenza di tremori alle gambe è da considerarsi sintomo aspecifico e non comune per l'utilizzo di aloperidolo depot.

La scelta di un trattamento depot rispetto ad un'altra terapia è da considerarsi prerogativa di scelta di chi visita il paziente.



Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#2] dopo  
Utente 139XXX

Gent.mo Dr. Francesco Saverio Ruggiero,

grazie per la celere risposta.

Sicuramente il trattamento ben difficilmente può considerarsi risolutivo. Volevo solo descrivere come i risultati ottenuti siano con evidenza e clinicamente descritti molto positivi al punto da ipotizzare (in futuro) per il caso specifico (in costanza di cure) una completa risoluzione/guarigione.

La presenza di tremori alle gambe (acatisia) mi è stato spiegato essere presente in molti pazienti che assumono l'aloperidolo. Il mio tremore è insorto in seguito alla assunzione del farmaco e viene trattato clinicamente come tale. Nel mio caso non era presente alcun tremore alle gambe prima del trattamento.

Mi pare di aver letto come l'O.M.S. indichi la somministrazione depot da evitare, causa della scarsa possibilità di correggere i dosaggi in relazione agli effetti collaterali (anche gravi) che possono insorgere in seguito alla somministrazione di farmaci di questo genere.

cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

Non si può considerare una guarigione completa se il trattamento non è stato mantenuto per i tempi sufficienti in quanto rischia più facilmente una ricaduta, con allungamento dei tempi di guarigione.


Se il suo tremore alle gambe (diverso dalla acatisia, che ha ben altre manifestazioni) fosse acatisia il biperidene dovrebbe ridurre il sintomo, ma, comunque, è un effetto non comune.

La somministrazione depot è consentita al pari delle altre, anzi è spesso indicata in diversi casi, gli effetti collaterali sono fenomeno sempre presente. La sua dose è una dose media standard.
Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#4] dopo  
Utente 139XXX

Gent.mo Dr. Francesco Saverio Ruggiero,

condivido pienamente. Il trattamento è in corso e non è mia intenzione interrompere il percorso. Oggi ne ho consapevolezza critica, cosa non facile e forse non comune dopo un breve periodo di terapia (non solo farmacologica). Da qui le previsioni di dissolvimento.

Il tremore alle gambe è dato da un senso di irrequietazza a stare fermi in piedi. Prima era presente anche da seduti ed avvertivo la necessità di muovermi continuamente e camminare. Mi hanno spiegato che questo problema, definito (clinicamente) acatisia, è molto comune in chi assume aloperidolo (farmaco vecchio di 50 anni). Il biperidene cloridrato ha determinato una efficacia parziale, in particolare se somministrato per puntura ma il tremore (acatisia) è tuttora presente. Mi hanno suggerito bornaprine cloridrato. Potrebbe essere risolutivo?

La somministrazione depot non permette di modulare il farmaco in relazione agli effetti collaterali e può determinare più facilmente l'insorgere di problematiche come quella che avverto. Sono informazioni che ho ricevuto da personale tecnicamente informato. In più gli antagonosti come il biperidene cloridrato potrebbero dare vita a problemi anche più gravi come una discinesia tardiva? Ma esistono cure scientificamente efficaci per gli effetti collaterali gravi che provocano gli psicofarmaci?

Le mie preoccupazioni derivano da un lato dalla efficacia riscontrata con il farmaco assunto ma dall'altro dagli effetti molto fastidiosi e che permangono fino ad oggi dati dalla stessa somministrazione.

grazie ancora
saluti

[#5] dopo  
Utente 139XXX

Gent.mo Dr. Francesco Saverio Ruggiero,

spero di fare cosa utile anche per gli utenti che ci leggono nello specificare come la somministrazione del farmaco depot non aveva alcun precedente. Non era mai stato somministrato alcun farmaco e la risposta a questo genere di farmaci era quindi non nota salvo che per la somministrazione ad inizio terapia per gocce di paliperidone che aveva già generato una serie significativa di effetti collaterali.

Questo è indice di elevata sensibilità messa quindi ancora a dura prova con la somministrazione successiva dell'aloperidolo che non ha mancato di causare una sintomatologia tuttora presente (acatisia).

Il dosaggio quindi andrebbe calibrato anche in relazione alla storia farmacologica del paziente, è corretto?

Inoltre il mio peso e corporatura sono sotto la media, il quantitativo del farmaco somministrato è stato eccessivo anche dal punto di vista quantitativo.

La somministrazione depot non consente la correzione della dose in corso di soministrazione limitando i danni provocati

Le chiedo se la acatisia da psicofarmaci prevede una terapia risolutiva certa al 100%

grazie ancora
cordiali saluti

[#6] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente,
attualmente sta assumendo farmaci antipsicotici e a quale dosaggio?
Da una parte è fondamentale che prosegua la terapia, dall'altra la cura con antipsicotici può rallentare la scomparsa dell'acatisia.
Capisco che sia un disturbo molto sgradevole, ma è assolutamente reversibile, anche se i tempi variano da soggetto a soggetto. Già adesso riferisce che il disturbo si è attenuato.
E' importante che sottoponga questi dubbi anche allo psichiatra che la segue e che,conoscendola di persona, le potrà dare spiegazioni sulla scelta delle terapie.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#7] dopo  
Utente 139XXX

Gent.ma Dott.ssa Franca Scapellato,

grazie per la celere risposta che mi ha risollevato il morale.
La acatisia si è manifestata già dopo alcuni giorni dalla prima somministrazione di aloperidolo depot 100ml solo moderatamente contenuta tramite biperidene cloridrato.
Dopo la terza puntura (75 ml) e permanendo acatisia la terapia antipsicotica è stata interrotta totalmente mantenendo solo biperidene cloridrato e lorazepam 1 mg.
Mi è stato quindi detto che la acatisia regredirà spontaneamente. Dopo circa 90 giorni e permanendo la acatisia è stato eliminato il biperidene cloridrato perchè non efficace ma ad oggi nessuna regressione. Sono tornata per una visita di controllo e mi è stato prescritto tetrabenazina con somministrazione progressiva. Oggi sono già alla mezza compressa 3x e nessuna miglioria posso registrare. Ho consultato un secondo parere che avrebbe somministrato bornaprine cloridrato prima di arrivare alla tetrabenazina definita senza mezzi termini come ultima spiaggia. Mi è stato riferito che senza l'intervento di farmaci la acatisia è escluso che regredisca spontaneamente. L'aloperidolo somministrato depot in questo dosaggio alto, per esperienza psicofarmacologica sul paziente nulla, segnali negativi in termini di effetti collaterali già dalla somministrazione del paliperidone, dosaggio anche in relazione al peso, è stato definito poco cauto. Non note le ragioni che hanno preferito la somministrazione depot rispetto alla modalità orale.

Può ribadirmi che la acatisia da farmaci è assolutamente risolutiva? Intende anche in assenza di terapia che ne favorisca la scomparsa?

Grazie di cuore

[#8] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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"Mi è stato riferito che senza l'intervento di farmaci la acatisia è escluso che regredisca spontaneamente": non mi risulta.
Se ho capito ha sospeso la terapia antipsicotica dopo un periodo non sufficiente per una guarigione completa.
Franca Scapellato

[#9] dopo  
Utente 139XXX

Gent.ma Dott.ssa Franca Scapellato,

Non ho sospeso la terapia antipsicotica ma mi è stata sospesa dal medico che mi ha in cura presumo in attesa che la acatisia dia segnali di regressione.

In pratica la acatisia credo sia divenuto, per valutazione medica, il problema principale.

Il fatto che sia assolutamente reversibile mi lascia ben sperare. La terrò informata circa la regressione che è oggi attesa con l'ausilio di tetrabenazina.

grazie!

[#10] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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D'accordo, ci dia notizie,
cordiali saluti
Franca Scapellato

[#11] dopo  
Utente 139XXX

Gent.ma Dott.ssa Franca Scapellato,

come promesso torno ad aggiornarvi sulla mia condizione dopo la somministrazione depot di aloperidolo. Ho raggiunto il dosaggio ordinario di tetrabenazina: 25mg al mattino; 25mg 14:00; 25mg alle 20:00.
Nella serata di domenica 18 ho avvertito la sensazione netta della interruzione del senso di irrequietezza interna e alzandomi in piedi (con mia sorpresa) non manifestavo movimento alle gambe. Questa sensazione è durata circa dieci minuti per poi ricomparire il movimento da acatisia. Il giorno seguente il movimento era nuovamente presente. Nella serata di martedì nuova parentesi di scomparsa del fenomeno e per diverse ore anche se con sensazione di irrequietezza che riuscivo però quasi agevolmente a controllare.
Incrementato il farmaco fino a 100 mg al giorno si è manifestata una certa nuova rigidità senza alcun altro episodio di scomparsa del fenomeno acatisia.
E' stato disposto – per verificare la presenza di danni organici da aloperidolo - un esame: spect con datscan che dovrò eseguire a gennaio. Nel frattempo è stato gradualmente eliminata la tetrabenazina poichè ritenuta priva di efficacia.
Attualmente il fenomeno acatisia è presente anche se - almeno durante le condizioni "non da stress" - si presenta come meno intenso. In condizioni di stress invece la situazione è costante ed il fenomeno acatisia è ben presente.

Questi segni (brevi pause del movimento) possono considerarsi manifestazioni di una regressione in corso? Pur essendo passati quasi sei mesi dalla interruzione dell'aloperidolo la acatisia può regredire spontaneamente? In caso affermativo entro quanto tempo?


Grazie per il graditissimo prezioso aiuto!

[#12] dopo  
Utente 139XXX

Gent.mai medici

come promesso torno ad aggiornare lo stato della mia condizione. Mi diceva (dott.ssa Franca Scapellato) che non le risulta che la acatisia indotta da neurolettici possa essere destinata alla irreversibilità

Ho eseguito l’esame SPECT con DATSCAN ricorderà dopo la persistente acatisia che perdura da oltre 10 mesi indotta da neurolettici depot.
Copio incollo l’esito in attesa di ricevere preziose indicazioni:

“(...) l’indagine ha evidenziato disomogeneità di distribuzione del radiotracciante a carico di entrambi i corpi striati (in particolare a livello dei putamen) pur in assenza di significative aree di focale captazione (…)

La acatisia insorta in seguito alla somministrazione (non in TSO) di aloperidolo depot per tre mesi è destinata a regredire spontaneamente oppure è opportuno eseguire altri esami o terapie meglio mirate?

Devo ancora sperare che possa considerarsi reversibile spontaneamente o ritiene possano essere ora utili interventi farmacologici mirati? E se si quali?
Comprenderà come ad oggi per me sia stata irreversibile e quali paure questo problema mi crea.


In attesa di ricevere un atteso gradito consiglio
grazie
cordiali saluti

[#13] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile utente,
le consiglio di chiedere direttamente al neurologo che l'ha in terapia e che ha potuto verificare direttamente la situazione neurologica attuale.
Prima di pensare a una terapia occorre arrivare a una diagnosi; capisco la sua ansia, ma da lontano non è possibile dare ulteriori indicazioni in merito.
Franca Scapellato

[#14] dopo  
Utente 139XXX

Gent.ma Dott.ssa Franca Scapellato,

raccogliendo i preziosi consigli qui ricevuti ho chiesto, come mi ha consigliato, al neurologo che mi ha in terapia e mi pare doveroso riportare le sue considerazioni. In realtà sono due specialisti (neuropsichiatra e medico di medicina nucleare) che sostanzialmente concordano nel ritenere non presenti lesioni o danni cerebrali rilevanti nel mio caso ma una “semplice” iper sensibilizzazione dei recettori da neurolettici che opportunamente trattata dovrebbe risolversi completamente. La diagnosi è acatisia da neurolettici. A causare il danno (che potrebbe essere stato anche irreversibile ove si fosse evidenziato un danno organico) è sostanzialmente il metodo di somministrazione depot (che non permette modulazione in corso di terapia) adottato su un soggetto (chi scrive) che non aveva mai assunto in precedenza psicofarmaci neanche oralmente salvo appena precedentemente manifestando evidenti effetti come la eccessiva rigidità e difficoltà. Lo specialista presso il CNR si è espresso in merito alla relazione tra neurolettici e Parkinson che in alcuni casi con familiarità (non presente nel mio caso) potrebbe indurre una anticipazione – anche di molti anni – dei sintomi tipici.

Si è quindi trattato di una somministrazione estremamente rischiosa e che è potenzialmente idonea a causare danni anche irreversibili.

Andrebbe quindi, a mio parere, adottata estrema cautela nella modalità di somministrazione (depot) di questo genere di terapie (neurolettici di prima generazione) in considerazione del fatto che non sempre poi esiste una cura ad eventuali danni insorti. Trattandosi di rischi da metodo di somministrazione l’uso orale dovrebbe essere il gold standard in particolare su un soggetto che sempre volontariamente ha cercato l’aiuto dello psichiatra.

Grazie mille per il vostro aiuto

spero di riferire presto una acatisia risolta

[#15] dopo  
Utente 139XXX

Gent.ma Dott.ssa Franca Scapellato e Gent.mi Medici e Lettori,

come promesso torno ad aggiornare circa la mia condizione di salute dopo poco più di un anno dall'ultimo intervento su Medicitalia.

Nonostante un significativo miglioramento il fenomeno acatisia si manifesta ancora durante e dopo le attività che richiedono maggiore stimolazione fisica (attività sportiva, pulizie di casa).
Oltre a questa macroscopica manifestazione segnalo lieve deficit di attenzione e difficoltà nell'immediato nella elaborazione di concetti complessi.
Il medico neurologo, dopo la visita neurologica, ha disposto quindi la ripetizione dell'esame SPECT con DATSCAN presso la stessa struttura pubblica di medicina nucleare che aveva eseguito il primo.

Superfluo sottolineare come sia estremamente preoccupata per un danno neurologico che mi ritrovo persistente e su cui nessuno mi aveva resa consapevole (ne reso consapevoli i miei cari) come rischio sia pur remoto e realizzabile in seguito alla fiduciosa volontaria somministrazione dello psicofarmaco.

Riporterò l'esito dell'esame non appena disponibile
Grazie per il Suo supporto e contributo

cordiali saluti

[#16] dopo  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Grazie per l'aggiornamento.
Sono lieta che l'acatisia sia migliorata in modo consistente, il danno da quanto riferisce c'è, ma va progressivamente riducendosi.
"Difficoltà nell'immediato nella elaborazione di concetti complessi" è stata rilevata con test cognitivi?
Franca Scapellato

[#17] dopo  
Utente 139XXX

Solo per aggiornare, acatisia cronica diagnosticata