Abbandonare lo xanax

Buongiorno,
cercherò di essere più conciso possibile:
Ho 38 anni e assumo xanax da quando ne avevo 18 a causa di attacchi di panico.
Ho fatto psicoterapia per un anno all'inizio, poi sono mogliorato e gli attacchi sono quasi scomparsi, salvo rare apparizioni quantificabili in 1 ogni paio d'anni ma sempre comunque legate a eventi che un pò di ansia la portano. ( ad esempio durante la nascita di mio figlio ) ( o un'operazione al cuore di mio padre ).
Veniamo al dosaggio:
per i primi mesi prendevo 2 pasticche da 0,50 mattina e sera.
Per i primi due anni prendevo 1 pasticca da 0,50 solo al mattino
Poi fino ad adesso sto prendendo 1 da 0,25 solo al mattino ( e alle volte me ne dimentico pure ).
Praticamente stando bene, ho solo continuato a prendere questa micro dose per paura che abbandonandola avrei potuto tornare a star male.
Mi rendo conto consciamente però che è una dose talmente piccola che penso equivalga a non prendere nulla.
Ora vorrei abbandonarla, e gia il mio subconscio ha iniziato a lavorare, infatti ho sognato già qualche volta di partire per un viaggio e magari sull'aereo mi sono accorto di aver dimenticato lo xanax a casa............ed allora dramma, ricerca di xanax nel luogo di destinazione e idiozie del genere.
Ora alcune domande:

Pensate che sia possibile abbandonare questa mezza pasticchina?
In 20 anni di uso ( comunque non gravoso per quanto riguarda la dose ) potrebbe avermi danneggiato il fegato? ( anche se ho fatto gli esami 2 anni fa e tutto era regolare ).
Il Russamento può essere causato dallo xanax?

grazie per la risposta
cordiali saluti
[#1]
Dr. Alex Aleksey Gukov Psichiatra 2.8k 119 6
Gentile utente,
direi che è quasi improbabile che le dosi da Lei citate potevano danneggiare il fegato; il russamento non escludo che possa dipendere anche dal farmaco, ma indagherei anche gli altri fattori: nel Suo caso un fattore molto importante, che senz'altro può contribuire al russamento è la condizione di sovrappeso.

Lei racconta della Sua storia di assunzione del farmaco e dei Suoi progetti e dubbi rispetto allo smettere ad assumerlo, però..., Lei non avrebbe dovuto assumere questo farmaco (per 20 anni !) senza il monitoraggio da parte di uno specialista psichiatra. Che Lei stesso ha valutato che le Sue condizioni sono "buone", che ha valutato che sia opportuno di proseguire a prendere il farmaco "per sicurezza", che adesso valuta di non averne forse bisogno: tutte queste valutazioni non spettavano e non spettano alla persona stessa che si sta curando, no, ma allo specialista. E' questo l'errore. Non è chiaro se in tutti questi anni o/e adesso Lei si fa seguire da uno specialista. Se no, la cosa corretta è di farlo, almeno per prendere la decisione che vuole prendere assieme allo specialista e non da solo, e averlo come uno specialista di riferimento nel caso dei problemi.

Se Lei lo avesse fatto prima, forse non avrebbe assunto questo farmaco per 20 anni. Comunque, a prescindere della dose e degli effetti collaterali (che in questo caso possono essere minimi), c'è anche la questione del razionale d'uso e delle competenze specialistiche nella prescrizione dei farmaci specifici.

Dr. Alex Aleksey Gukov

[#2]
Dr. Matteo Pacini Psichiatra, Psicoterapeuta, Medico delle dipendenze 43.7k 993 248
Gentile utente,

Il disimpegno dallo xanax non è un problema di per sé, ma chi soffre di panico può avere un aumento dei sintomi, primo tra tutti la paura, e quindi non riuscirci o aver sviluppato la cosiddetta dipendenza psicologica, che non è una dipendenza propriamente detta ma spinge le persone ad assumere per anni dosi piccole di ansiolitici di cui non hanno bisogno.
Il medico la deve seguire in questa sospensione, ma se il disturbo (di panico) non è in trattamento in teoria prima si dovrebbe trattare quello con farmaci specifici, che non sono gli ansiolitici, poi togliere gli ansiolitici e infine eventualmente togliere la terapia antipanico dopo un certo periodo. Dico questo perché una delle ragioni che rende difficile staccarsi dall'ansiolitico è che il panico è sempre attivo o latente.

Dr.Matteo Pacini
http://www.psichiatriaedipendenze.it
Libri: https://www.amazon.it/s?k=matteo+pacini

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