Utente 297XXX
salve a tutti cari dottori, vi scrivo perchè ho un grosso problema con "mio marito" .
Siamo nella fase della separazione ma l avvocato dice che in questa fase possiamo cercarare la mediazione e per questo vorrei un vostro parere.
Io e mio marito siamo stati insieme due mesi e poiche sono rimasta incinta ci siamo sposati subito ma lui mi ha ingannata perche mi ha nascosto alcuni disturbi che ancora dopo un anno alcuni sono oscuri e per questo chiedo a voi.
Mio marito soffre di ansia estrema, attacchi di panico, la notte si alza diverse volt e mangia in modo incotrollato qualsiasi cosa, quando si arrabbia ha dei scatti molto rabbiosi come pugni nei mobili ecc e in base alla gravità della sciarra reagisce in modo eccessivo, se è arrabbiato con qualcuno in un discorso tende sempre a ripetere la stessa cosa cioè che quella persona non si doveva comportare in quel modo e lo ripete più volte, ha la mania di comprare diverse cose come 4 i-phone, 30 orologi e neanche usa alcuni sono ancora con l etichetta.
Dice tantissime bugie, ha un legame morboso con la madre e non vuole essere contrariato perchè se lo faccio mi minaccia e dice che mi finisce male addirittura e arrivato a dirmi di volermi sparare e siccome ha un fucile mi sono preoccupata.
In un anno che siamo sposati ha fatto andare circa 40.000€ e non si capisce come....
Non abbiamo rapporti perche lui non mi cerca neppure però nella sua cronologia del tel trovo che naviga su siti annunci per incontri.
Io ci voglio bene ma abbiamo una bambina di sei mesi e non voglio farla vivere male.
Ne lui ne la sua famiglia mi dice chiaramente i suoi problemi, nonostante e andato da una psicologa non abbiamo avuto risultati perchè non era costante e perche da priorita sempre all attacco di panico.
Inoltre fa una cura alternata di xanax e zoloft oppure xanax e elopram e il tavor a bisogno.
Secondo voi mio marito che disturbi ha? ha disturbi psicologici o psichiatrici? il farmacista mi ha detto che lo ha conosciuto sempre cosi. vi prego aiutatemi voglio capire se posso provarci ancora, voglio il meglio per mia figlia.

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

La cura comprende un antidepressivo, che rispetto a diversi dei comportamenti descritti può anche avere un effetto peggiorativo, o comunque non risolutivo (aggressività, acquisti, disinibizione etc). Dalla cura non si può dedurre granché.

Non è chiaro esattamente quale sia l'aspetto positivo (perché non lo menziona) per cui sta pensando di provarci ancora, né cosa dovrebbe "provare ancora" a fare, visto che ha descritto semplicemente una serie di comportamenti dell'altra persona che non le vanno bene, non qualcosa che Lei non riesce a fare.
In ogni caso la questione della sua scelta riguarda Lei, non è un problema medico.

Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 297XXX

E' chiaro che io tenga a questa persona ma vorrei capire se è una persona con problemi psichici o è proprio il suo carattere.
Purtroppo capisco che dalla descrizione che faccio non viene chiaro e comprensibile capire di cosa stratta però considerando che siete molto competenti in materia pensavo di ottenere qualche anche vaga risposta.

[#3]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Gentile signora,
suo marito:
- l'ha ingannata, nascondendole i suoi (gravi) problemi psichici; non si può fare diagnosi a distanza, ma non occorre uno psichiatra per capire che sono gravi;
- non si sta curando, perché assumere medicine a caso significa solo peggiorare una situazione già compromessa;
- "andare da una psicologa" senza costanza non vuol dire niente, non è curarsi. Avrebbe bisogno di uno psichiatra, che gli desse farmaci adatti, e che lo seguisse regolarmente, per avere una speranza forse di migliorare
- "... mi minaccia e dice che mi finisce male addirittura e arrivato a dirmi di volermi sparare e siccome ha un fucile mi sono preoccupata." Io se fossi in lei sarei più che preoccupata per la sua incolumità e quella di sua figlia.

In conclusione non vedo su che base fare un tentativo di conciliazione.
Se foste sposati in chiesa ci sarebbero tutti gli elementi per l'annullamento del matrimonio.
Cordiali (e preoccupati) saluti
Franca Scapellato

[#4] dopo  
Utente 297XXX

Grazie mille per la sua risposta dott.ssa.
Lo so che sulla base non ci sono buoni risultati nel caso di una conciliazione ma la cosa che mi fa molto pensare e che lui con la sua famiglia continuano a sostenere che non ha problemi ha solo attacchi di panico dovuti a una mancanza di affetto da parte della madre quando era piccolo .
Chiedono con pressione di ritornare insieme e sistemare le cose perchè in caso di separazione la bambina di sei mesi che allatto sarebbe affidata congiuntamente provocando disagi alla mia piccola.
Lui ha deciso di andare dalla sua psicologa ma con costanza e impegno e chiede a me di cambiare atteggiamenti.
Non è facile avere un marito con delle problematiche sopra elencate e per di piu che non lavora anche se lui sostiene di lavorare ma è senza soldi ha fatto fare dei prestiti a mio nome, si è mangiato i soldi della mia maternità senza sapere come sono stati spesi e passa il suo tempo a casa della madre e ogni sua decisione riguardante anche la bambina devono prima passare al giudizio di questa quindi purtroppo non riesco a rivolgermi a lui con quella dolcezza che vuole.
La cosa che mi fa infuriare è che loro dicono che lui non ha nulla e che non è aggressivo e le frasi brutte che dice sono solo frasi e non farebbe mai nulla di male e che cambierà se torniamo insieme. Cosa ne pensa lei ?

[#5]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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L'unica cosa sicura è che NON si tratta di attacchi di panico.
Una persona che si comporta come ha descritto NON dovrebbe possedere un'arma.
Sperare che suo marito, ben sostenuto dai familiari in questi comportamenti, cambi atteggiamento, trovi un lavoro e sia un buon padre per la bambina è assurdo, non ci sono proprio le basi.
Stia lontana da lui e dalla famiglia di lui, e se proprio li deve incontrare faccia in modo che ci siano testimoni, le ripeto che è una situazione pericolosa.
Ribadisco anche che tenere nascosta una patologia mentale di questa gravità può essere causa di nullità matrimoniale, cioè in caso di matrimonio religioso è come se non fosse avvenuto, perché uno dei coniugi si è comportato in modo scorretto.
Franca Scapellato

[#6] dopo  
Utente 297XXX

grazie ancora dott.ssa per il suo appoggio sono molto scossa e perplessa ma capisco che questa è la soluzione migliore.
Non so perchè ma è come se vorrei aiutarlo e tendo sempre a giustificarlo nonostante tutti mi dicano di avere intrapreso la giusta via.
Lui dice sempre: io sono un bravo ragazzo, sensibile e buono!
Queste frasi mi ronzano in testa e mi fanno stare male.

[#7]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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In questi casi è meglio spegnere l'audio e valutare solo i fatti.
Per sostenerla nella decisione, le invio un link che una collega psicologa mi ha segnalato:

ASSOCIAZIONE THAMAIA - CATANIA

http://www.thamaia.org/

CEDAV Centro Donne Anti Violenza - Messina - Via Cesareo 24a

forniamo: Ascolto telefonico - Colloqui di accoglienza - Consulenza psicologica
Assistenza legale - Rete servizi sociosanitari - Affido familiare - Sportello lavoro
Sportello donne migranti - tel. 090/6783035 - il sito - e-mail cedav@virgilio.it

E qui posto l'intervento che la psicologa, la dottoressa Chiara Lestuzzi, mi ha chiesto di inoltrare e che mi sembra utile nel suo caso:
"Gentile utente,
la sua storia mi ha dolorosamente colpito, perché conosco (in alcuni casi molto da vicino) diverse donne che hanno avuto un'esperienza come la sua, e sono molto preoccupata.
Suo marito ha evidentemente gravi problemi psichici che però sia lui che la sua famiglia negano, e questo impedisce che siano curati. Lei è stata incastrata dalla gravidanza e adesso sia lui che la sua famiglia la ricattano convincendola che deve sacrificare se stessa "per il bene della bambina". In realtà la dott.ssa Scapellato ha perfettamente ragione: la situazione è pericolosissima. Questi soggetti cominciano così, poi continuano segregando la moglie per impedirle di avere un lavoro e un po' di autonomia economica, poi cominciano a sfogare la loro rabbia con le botte, e non di rado arrivano poi a uccidere.
Esistono dei centri per donne maltrattate: se ce n'è uno vicino alla sua città vada a chiedere consiglio alle psicologhe che ci lavorano, veda se le riesce di parlare con qualche donna che sta lì e di farsi racconatre la sua storia... magari legga il libro di Stefania Mazzucco "Un giorno perfetto" (è stato fatto anche un film), che descrive benissimo come le persone tipo suo marito sono effettivamente bisognosi d'aiuto ma sono anche pericolosissimi.
Suo marito sta male, ma NON E' LEI che lo può aiutare, solo -forse- uno psichiatra molto in gamba. lei rischia solo di essere l'agnello sacrificale. Lui si sfogherà su di lei per i propri problemi.
SCAPPI SUBITO e non tema per la bambina: l'affido congiunto significa solo che nelle scelte (scuole ecc.) entrambi i genitori possono dire la loro, ma i bambini (soprattutto se piccoli) vengono asempre affidati alla madre e il padre li può vedere alcuni giorni alla settimana o al mese. Se poi lei ha testimoni di come si comporta suo marito, sicuramente nessun giudice gli lascerebbe tenere una bambina (verifichi con il suo avvocato, se non ci crede).
RAGIONI: secondo lei perché i suoi suoceri cercano di raccontarle la fandonia che separandosi rischia di perdere la bambina? Perché ci tengono tanto a "salvare" questo matrimonio che evidentemente non ha basi (vi conoscevate da due mesi, se lei non fosse rimasta incinta non l'avrebbe sposato)? Non sarà perché sanno che lui è pericoloso (non si limita a urlare, dà pugni ai mobili, minaccia di picchiarla!) e preferiscono che si sfoghi con lei?
Non si faccia prendere dalla "sindrome della crocerossina", e non si faccia commuovere se lui -quando lei si dimostrasse decisa a separarsi- venisse da lei in lacrime implorando il suo perdono e e promettendo di cambiare. Appena l'avesse di nuovo in pugno, ricomincerebbe a minacciarla."
Franca Scapellato

[#8] dopo  
Utente 297XXX

Carissime dottoresse non ho parole per ringraziarvi.
Sono molto felice che ci sono dei medici che svolgono la loro professione per aiutare gli altri senza nessuno scopo di lucro.
Parecchi mesi fa proprio in questo sito ho esposto il mio problema con meno elementi (in quanto molti disturbi o atteggiamenti ancora non erano a mia conoscenza ), e qui ho conosciuto una vostra collega che non faccio nome è ha preso il caso di mio marito.
Sono riuscita a convincere mio marito a portarlo nello studio di questa dott.ssa registrata in questo sito,ma poichè lui negli incontri presentava come disturbo solo l'attacco di panico ero io che esponevo tutte le cose strane che vedevo in lui telefonicamente.
Per tanto tempo mi consigliava di avere pazienza perchè i suoi disturbi erano solo dovuti all'ansia e che questi atteggiamenti aggressivi non avrebbero portato a gravi conseguenze in quanto è un bravo ragazzo poi quando ha iniziato a vedere che lui non voleva seguire più la psicoterapia mi ha consigliato apertamente di lasciarlo e che difficilmente avrebbe raggiunto la guarigione.
Oggi che abbiamo aperto la pratica della separazione e lui è intenzionato a continuare la terapia, questa cara dottoressa mi ha telefonato per fare una terapia di coppia e di non separarci sostenendo nuovamente che i suoi problemi sono dovuti alla carenza dell' affetto della madre da cui scaturiscono gli attacchi di panico.
La mia confusione è stata proprio lei.
Da una parte vedevo stranezze assurde in lui, molte cose tra l altro neppure le ho raccontate e lei cercava di sminuire i suoi disturbi proprio come la sua famiglia.

[#9]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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Sono contenta che i nostri interventi siano stati utili, mi raccomando se ha dubbi chieda, qui o (meglio) al centro anti violenza, al suo avvocato, a un'amica di cui si fida.
Cordiali saluti
Franca Scapellato

[#10] dopo  
Utente 297XXX

ma in base a quanto ho scritto, come si chama il suoi o i suoi dsturbi? e le bugie fanno parte del suo carattere o malattia naturalmente so che le risposte non sono una diagnosi certa ma attendibile in base agli elementi forniti da me

[#11]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora
mi permetto di intromettermi anche se non sono specialista, avendo fronteggiato casi simili al suo da un punto di vista personale di conoscenze ed amicizie e il mio "campione" sebbene molto piccolo è abbastanza significativo.

Le scrivo per consigliare anche a lei di ricorrere ad un aiuto psicologico perché al 99% la narrata "violenza" di qualcuno è sicuramente scatenata da chi gli sta accanto...cioè le figure più vicine che sono oltre alla madre, una compagna, dei figli, dei colleghi, presunti amici ecc ecc. C'è sempre una causa dove si manifesta qualcosa di anomalo, a meno che non si tratti di grave malattia psichiatrica o neurologica con crisi di aggressività e violenza.

.
Ma vediamo il suo caso: siete stati insieme 2 mesi e lei è rimasta incinta...
si è mai chiesta perché non ha preso "precauzioni"?

Si è chiesta se per caso volesse "incastrarlo" e farsi sposare?

Le chiedo quali presupposti di "amore" ed obiettivi condivisi possono esserci dopo soli due mesi di frequentazione?

Come ha pensato lei di farsi una famiglia in queste condizioni senza neppure conoscere bene la persona che avrebbe dovuto essere il padre di sua figlia, un educatore, un compagno perlomeno affidabile nella progettualità di quella che doveva essere una coppia?

Si è chiesta se lei è capace di amore?

L'amore vede.. non è però fare la crocerossina ad un altro, voler aiutare qualcuno ad ogni "costo": l'amore comincia da se stessi.

Per amare ed essere amati BISOGNA AMARSI prima di tutto, e credo che lei si ami e si rispetti molto poco; questo può costituire certo un problema anche nel decidere di affrontare una separazione, una post-separazione ed una eventuale prossima futura storia. Quindi è anche il caso che, oltre a seguire i consigli datele dagli specialisti, lei si faccia aiutare allo stesso modo affrontando tutte le situazioni che l'hanno portata a farsi mettere incinta da uno che non conosceva, dal farsi sposare senza prima amarsi al punto da non accettare compromessi di comodo, dall'ostinarsi a "voler aiutare" qualcuno che non sia prima LEI!

Lei aspetta infine...da questo sito una diagnosi che però non è possibile fare né per le regole del sito, né in termini professionali-deontologici, né a lume di logica!!! A cosa le servirebbe poi?

Si è chiesta perché invece di insistere sulla diagnosi non si preoccupa di tutelare se stessa e la sua bambina da una situazione che solo lei conosce veramente?

Se ci ha detto la verità (a patto che l'abbia prima detta a se stessa)...lei non deve fare altro che avviare una separazione per colpa o l'annullamento...per patologia mentale taciuta... poi una perizia psichiatrica, e l'affido esclusivo in caso di pericolosità del coniuge saranno una conseguenza della sua verità.

Auguri
Dott.Agnesina Pozzi


[#12] dopo  
Utente 297XXX

Dott.ssa ringrazio anche lei per avere preso in considerazione la mia situazione e per avere dato la sua opinione.
Sono rimasta incinta non significa che volevo rimanerci o che non ci sia stata attenta....questo è stato un errore non per mia figlia che l adoro ma per il fatto che mi ritrovo in una brutta situazione e per di più perchè anche la piccola piangerà le conseguenze.
Il matrimonio è stata una scelta affrettata per dare alla bambina la possibilità di nascere da una famiglia sposata e quindi "normale".
Abbiamo affrettato molte cose e sbagliando ma questo non significa che io non mi voglio bene o che sia io ad avere problemi.
Cio che chiedevo nel sito era un chiarimento su dei problemi di mio marito che mi sono stati nascosti da lui e dalla famiglia.
Dopo due errori a causa della fretta e comunque ammetto irresponsabilità non sarebbe corretto sbagliare ancora.
Se i problemi di mio marito sarebbero problemi risolvibili senza poter creare danni all incolumità mia e di mia figlia perchè non dare un altra possibilità?
Purtroppo nessuno parla e tutti mantengono il segreto...lui non ha nulla...solo attacchi di panico! ma io che sono stata un anno con lui nella stessa casa da non competente ho visto ben altro....
Se io mi sento in colpa per la decisione che ho preso riguardo la separazione non significa che sono io ad essere disturbata ma forse mi rendo conto che si sono fatti troppi errori e vorrei capire meglio?
Se mio marito durante una lite banale assume atteggiamenti poco "normali" ma violenti il problema non deve risalire a me su cosa abbia fatto per scatenare tanta rabbia perche allora bisognerebbe chiederlo alla madre in quanto questi atteggiamenti in passato li aveva con lei e a tante altre persone.


[#13]  
Dr. Agnesina Pozzi

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Nessuno potrà mai darle la certezza che tutto sia sotto controllo e fuori da ogni pericolo proprio perché nell'ambiente domestico (casa materna e casa vostra) evidentemente ci sono dinamiche che non gli danno sicurezza, che lo spaventano o lo rendono aggressivo e quindi non dipende solo da lui evidentemente... Le ho suggerito di farsi supportare ed ora ne sono ancora più convinta, dato che emergono sensi di colpa in lei. Se lei ha visto "ben altro" tra le mura domestiche, conosce la verità che in quel contesto emerge facendola addirittura dubitare che ciò possa costituire pericolo per lei e la bambina...cosa aspetta? Una diagnosi da qualcun'altro o una sua decisione senza sensi di colpa? Che colpa c'è nel tutelarsi e tutelare sua figlia?
E' il suo senso di colpa che non mi torna, che "stona" con tutto il quadro che lei ha fatto che...urla, come giustamente dice la dottoressa Scapellato: "fuggi".

Nascere da "una famiglia sposata e quindi normale" è un banale luogo comune, un retaggio culturale: non c'è niente di più anormale di una famiglia senza amore ...messa su per cause di forza maggiore.

Così è limitata la libertà e la dignità di tutti è offesa; ciò può senz'altro generare sensi di colpa, aggressività, frustrazione, depressione, ansia, insonnia, e disturbi vari che coinvolgono TUTTO il nucleo pseudo-famigliare ma chi poi ne fà le spese è il più piccolo, l'anello debole della catena che invece ha bisogno di un cibo fondamentale che è la necessità di crescere serena in un guscio protetto di amore, condivisione, complicità, confidenza, sostegno, dialogo...insomma tutto ciò che rende una coppia meritevole di questa definizione!.

Se non c'è amore non c'è uscita: separarsi costringerà ciascuno ad assumersi la responsabilità dei propri sbagli senza riverberarli sulla bambina in un clima malsano. Entrambi potrete tranquillamente e civilmente e senza ripicche prendervi cura di lei dandole l'amore necessario e sentito anche se non è un sentimento che si vive col coniuge...

Dopo questa riflessione occorrerà ancora chiedersi: Perché mi vengono i sensi di colpa? Ma sono sensi di colpa...oppure dietro c'è qualche altro luogo comune che le impedisce di scegliere cosa è meglio per tutti?

Ecco a queste domande sarà bene che lei faccia fronte con un supporto, oppure dia fiducia alla terapeuta di suo marito ed iniziate una terapia di coppia. Magari lei percepisce come "violenza" ciò che violenza non è...alla fine lui non le ha mai messo le mani addosso.. mi sembra che si comporti come un animale in gabbia.. ed anche come un bambino che è stato obbligato a crescere all'improvviso e passare da "figlio" a genitore. Ciò non è semplice per nessuno, specialmente per chi dovesse soffrire di crisi di panico...

Cordialmente
Dott.Agnesina Pozzi

[#14]  
Dr.ssa Franca Scapellato

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"Se io mi sento in colpa per la decisione che ho preso riguardo la separazione non significa che sono io ad essere disturbata ma forse mi rendo conto che si sono fatti troppi errori e vorrei capire meglio?" Mi sembra assolutamente ragionevole. Da quello che ha raccontato del comportamento di suo marito, lui chiama"panico" la perdita di controllo, il comportamento impulsivo, che è tutta un'altra cosa.
Segua i consigli del suo legale, se vuole si informi al centro antiviolenza, dove ci sono persone esperte in casi di violenza sia fisica che psicologica, e si riprenda la sua vita.
Franca Scapellato