Utente 550XXX
Buongiorno,
ho 39 anni e a gennaio di quest'anno, a causa dell'insorgenza di stress e di una tachicardia abbastanza forte (con sensazione di avere il cuore in gola) il mio medico mi ha prescritto:

prima
- xanax 0,5 mg al dì x 3, che sto ora eliminando perchè lo assumo da gennaio e al momento ne assumo mezza da 0,5 mg al dì
poi
- atenololo 100 mg un quarto la mattina e un quarto la sera (da circa 1 mese)
- citalopram gocce 8 gocce al giorno (da circa 1 mese)


Premetto che poichè soffro di allergie stagionali e gastrite cronica prendo di norma
- ogni giorno, omeprazolo 20 mg 1 capsula la mattina a digiuno
- da marzo a settembre, ebastina 20 mg al dì e spray cortisonico nasale e collirio antistaminico a livello locale

Nelle ultime due settimane l'ansia e la tachicardia sembra stiano migliorando, anche se ancora ho episodi tachicardici.

Il problema è che nelle ultime tre settimane, quando il citalopram è arrivato a 8 gocce al dì, si è manifestata una midriasi molto forte e questo per me è un problema, soprattutto a livello lavorativo.

In passato ho già avuto per diversi anni episodi come questo, assumendo farmaci simili a questi ed ho anche avuto il fenomeno della midriasi. Il medico di allora mi fece cambiare diversi farmaci (sereupin, cipralex, citalopram) ma senza soluzione della midriasi. E negli ultimi due anni ho trascurato il ripresentarsi episodicamente del problema di stress e tachicardia proprio per evitare di prendere ssri per il problema della midriasi oculare.

Il medico mi ha detto che la midriasi è uno degli effetti collaterali degli ssri, innoqua e ovvia visto che ha effetti anticolinergici (credo abbia detto così se ben ricordo).
Leggendo con maggior attenzione ora però le interazioni con altri farmaci, leggo che si sconsiglia l'associazione con omeprazolo e anche con antistaminici, poichè può dare qualche problema.

Mi chiedo, ci può essere un problema di interazione con gli altri farmaci o, nel mio caso, la midriasi è un inevitabile effetto collaterale?

Grazie in anticipo, i miei saluti.
Andrea

[#1]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Cosa significa "midriasi molto forte", la midriasi non è un sintomo. Molto forte in che senso ? Che cosa avverte ?
Dr.Matteo Pacini
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[#2] dopo  
Utente 550XXX

Si scusi, intendevo dilatazione pupillare vistosa.

[#3]  
Dr. Matteo Pacini

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Chi l'ha notata, chi l'ha misurata e perché (senza sintomi) ?
Dr.Matteo Pacini
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[#4] dopo  
Utente 550XXX

Buongiorno dottore,
grazie intanto per le risposte.
Non ho mai fatto una visita oculistica per questa manifestazione e per quantizzare il fenomeno; in quanto però a notarla è evidente perchè la pupilla, in caso di assenza di luce diretta sugli occhi, assume quasi la dimensione dell'iride.
Insomma, la pupilla è completamente dilatata; a me non sembra una manifestazione del tutto normale.
Anche il medico mi ha confermato il fenomeno, salvo dirmi che è un effetto collaterale.
Io, guardandomi allo specchio noto che sono dilatate, e se sospendo il citalopram tornano a posto.

[#5] dopo  
Utente 550XXX

Non c'è soluzione a questo fastidioso fenomeno?

[#6]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Il medico l'ha osservata al buio e sotto stimolazione luminosa e ha riscontrato che c'è qualcosa di anomalo ? La sua visione ha dei disturbi o no, non si capisce.
Dr.Matteo Pacini
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[#7] dopo  
Utente 550XXX

Gentile dottore,
non ho particolari disturbi di visione. Il medico, sotto mia indicazione, ha notato le pupille molto dilatate e in generale gli occhi arrossati, salvo dirmi che la midriasi è un effetto collaterale degli ssri e quindi di non farci caso.
Già in passato avevo avuto questo fenomeno e il medico di allora (il mio medico di base storico; al momento lavoro in un'altra città) mi fece anche cambiare diversi farmaci ssri ma l'effetto della midriasi restava.

Sembra essere un effetto puramente estetico, e quindi relativamente di poco conto; poichè però lavoro con clienti e mi è stato esplicitamente detto di sembrare un drogato e di trovare una soluzione, per me è un problema. Non me lo posso permettere.

Come soluzione, al momento, sto riducendo e sospendendo il citalopram, per andare ad assumere Hypericin (non ho una soluzione migliore e il medico mi ha detto che non c'è alternativa al citalopram).

Atenololo circa 100mg al giorno, per la tachicardia, anche se appena arriva il caldo temo mi si abbasserà eccessivamente la pressione sanguigna.

Grazie. Saluti

[#8]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

"e quindi di non farci caso."

Questa è la conclusione medica.

Per quanto riguarda la sospensione della cura, chi è che l'ha deciso ? E per quale motivo l'iperico dovrebbe esser diverso ?

In ogni caso non faccia questi passaggi di sua iniziativa perché non ha senso, rischia semplicemente di rimanere senza cura e di star peggio.


Dr.Matteo Pacini
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[#9] dopo  
Utente 550XXX

Grazie dottore
per la risposta e per il consiglio sensato;
l'iperico non mi dà il problema della dilatazione pupillare,
anche se non sono sicuro della sua efficacia;
mi chiedo solo se non esiste qualche altra categoria di farmaci che non hanno gli effetti collaterali degli ssri.

saluti.

[#10]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Esistono altre categorie di antidepressivi. L'iperico non farmaceutico rischia semplicemente di essere sottodosato rispetto agli scopi per cui lo assume. Se nessuno l'ha prescritto non corrisponde ad un'alternativa terapeutica.
Dr.Matteo Pacini
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[#11] dopo  
Utente 550XXX

Perfetto.
Dice di discutere il tutto con un medico e mi sembra sensato.

Grazie. Saluti

[#12] dopo  
Utente 550XXX

Gentile dottore,
un'ultima domanda, se me la concede.
Lei pensa che l'iperico farmaceutico (sicuramente ci vuole un medico che dopo visita decida se il caso), come suo parere indicativo e per l'esperienza che ha, può riuscire a risolvere problemi come il mio o come principio attivo è troppo debole rispetta al citalopram?

Grazie.
I miei saluti.

[#13]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

I'iperico farmaceutico attualmente ha indicazione nella depressione. Non è detto che sia sostituibile a citalopram in tutte le sue indicazioni.
Dr.Matteo Pacini
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[#14] dopo  
Utente 550XXX

Gentile dottore,
grazie delle spiegazioni datemi.

I miei saluti.

[#15] dopo  
Utente 550XXX

Buonasera dottore,
sono tornato dal mio medico di base per fare il punto della situazione.
Mi ha mandato da uno specialista che mi ha diagnosticato i disturbi d'ansia con una probabile depressione sotto, visto anche l'istinto a dormire molto e la stanchezza e mancanza di energia.

Per ovviare al fenomeno della midriasi provocata dal Citalopram, mi ha prescritto, nell'ottica di fare un tentativo anche per la midriasi, ma evidentemente giudicandolo appropriato al mio caso, Cymbalta: 30mg x 7 gg, poi 60mg al dì. Ovviamente mi ha detto di sospendere l'iperico perchè secondo lui inutile (mi ha detto che non lo ha mai usato come cura, e che inoltre dovrebbe curare l'umore e non i disturbi d'ansia).

Devo ancora finire i primi 7 gg e la midriasi è arrivata più precoce di quella avuta col citalopram, oltre a bocca impastata.

Mi rendo conto di aver bisogno di un farmaco del genere e che la salute è la priorità; il problema però è che una tal cura non è di qualche mese, ma di almeno un anno, insomma un lungo periodo.

Potrei sostenere questo fenomeno, ma vorrebbe dire, per un lungo periodo, rendere ancora più difficili le mie nuove relazioni personali e lavorative, o questo è quello che immagino; ho già avuto periodi di stand-by nella mia vita, e se posso evitarlo e semplificarmi le cose...

Intanto il medico di base ha portato l'atenololo a 100mg al dì e così riesco a tenere i battiti nella norma; solo in particolari momenti di stress, in particolare nel contatto con nuove persone o situazioni, sento il disagio crescere e qualche vampata, con sudorazione. Lì quando posso misurare i battiti, noto un aumento.
L'unico problema è che con le temperature che ci sono, la pressione si sta abbassando troppo.

Tutto il problema si era scatenato a gennaio, perdendo il lavoro.
Da 3 anni lavoravo presso un'azienda come p.iva; al rinnovo del contratto, che veniva rimandato di mese in mese (ho lavorato con contratto scaduto per mesi, atteggiamento aziendale tenuto un po' con tutti per loro problemi imprenditoriali), insistendo per averlo si è arrivati allo scontro.

Al momento, la sensazione è un po' quella di aver fallito nel non esser riuscito ad avere un lavoro stabile e a tenermi quello che avevo; e ovviamente nell'avere difficoltà a poter pianificare progetti, visto come va il lavoro. Non pensavo alla mia età di avere queste difficoltà lavorative, anche se mi sono creato con molto impegno e sacrificio una professionalità che comunque riesco a rivendere.
Credo di potercela fare, ho molta fiducia in me stesso; è solo questione di tempo, e di superare le fasi come questa.

Grazie dell'attenzione.
Saluti



[#16]  
Dr. Matteo Pacini

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"Lì quando posso misurare i battiti, noto un aumento.
L'unico problema è che con le temperature che ci sono, la pressione si sta abbassando troppo."

a) mostra ancora un'attenzione alla misurazione di parametri vari
b) assume ancora farmaci con uno scopo non ben chiaro (atenololo per cosa esattamente, perché un farmaco cardiologico se ha un disturbo d'ansia ?)
c) il medico come ha misurato questa midriasi, perché non è chiaro se il medico l'abbia confermata
Dr.Matteo Pacini
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[#17] dopo  
Utente 550XXX

Trovo il suo modo di discorrere alquanto polemico e irrispettoso, visto che sembra partire dal presupposto che la gente sia scema, e inoltre tendente al pedante.
Ho letto qualche altro post dove c'erano decine di botta e risposta col poveretto di turno a darvi retta, con commenti "l'ansia non è una diagnosi"; salvo poi alla fine dire "...il disturbo d'ansia è una diagnosi...". Se non è pedanteria questa... Ritengo un medico con questo atteggiamento pericoloso.

La medicina e la farmacologia purtroppo non sono scienze esatte ma empiriche, e questo già dovrebbe far assumere a chi pratica queste discipline un atteggiamento ben più modesto. Invece siamo di fronte spesso al classico atteggiamento ben descritto nel film di Moretti "Caro Diario" episodio "Medici": la presunzione più totale, oltre alla sgarbataggine.

I medici dovrebbero imparare dagli esercenti che hanno la regola "il cliente ha sempre ragione".

Detto ciò, trovo stupefacente che medici che ostentano esperienza non abbiano mai avuto modo di constatare un simile fenomeno, nella fattispecie quello della midriasi da anti-depressivi, e nel caso risolverlo oppure scoprire/ammettere che non c'è soluzione.
Ripeto, lo trovo alquanto strano, oppure manca quel minimo di sincerità nell'affermare di non saper trovare una soluzione.

[#18] dopo  
Utente 550XXX

<<a) mostra ancora un'attenzione alla misurazione di parametri vari>>
mah va, una persona che va dal medico perchè ha palpitazioni e il cuore in gola, e il medico gli trova una tachicardia con 110 batt/min, chissà come mai poi si controlla i battiti. Misurazione di parametri vari?

<<b) assume ancora farmaci con uno scopo non ben chiaro (atenololo per cosa esattamente, perché un farmaco cardiologico se ha un disturbo d'ansia ?)>>
Il medico, non io, ha pensato di far calare la tachicardia con un beta-bloccante. Scopo non ben chiaro? Tra l'altro, pure io so, e non sono un medico, che i betabloccanti vengono usati al posto degli ansiolitici...pensi un po'!!!

<<c) il medico come ha misurato questa midriasi, perché non è chiaro se il medico l'abbia confermata>>

Andrò a farla misurare dal giometra, così è sicuro che non ci saranno errori!!!

[#19]  
Dr. Matteo Pacini

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""l'ansia non è una diagnosi"; salvo poi alla fine dire "...il disturbo d'ansia è una diagnosi...". Se non è pedanteria questa... "


No, è Lei che non capisce la differenza. Ma non è il consulto che la riguarda comunque.


La midriasi si misura, se lei non sa come si misura non importa, lo sa il medico. Chiedo se l'ha misurata, se ha detto che lei ha una midriasi degna di nota, oppure no.

Uno ha un episodio di frequenza di 110 e quindi poi se la sta a controllare ? No, quasi ma, dipende invece se è ansioso, perché in quel caso sì, è tipico. Anche se il medico non gli ha assolutamente detto di controllarla o che val la pena di misurarla spesso.

Il betabloccante di quel tipo lì non viene affatto usato al posto dell'ansiolitico, altri betabloccanti. Quindi anche questa come vede è una nozione appresa in maniera sbagliata.

Assume una cura per un disturbo d'ansia che prevede la tachicardia tra i suoi sintomi e poi anche un farmaco betabloccante, che se la tachicardia è a crisi può semplicemente abbassare la pressione al di fuori di queste crisi.

Lasciamo perdere i luoghi comuni sui medici. Se deve prendere le ipotesi relative al disturbo per cui si sta già curando come delle offese forse deve far mente locale su cosa questo comporta (l'attenzione ai sintomi, la produzione di sintomi, etc).

Comunque, se magari può chiarire con il suo medico se lui nota midriasi, lieve, grave, reversibile o meno col buio, (visto che stiamo parlando di una supposta midriasi -mi scusi ma io non vedendola parto dall'ovvio- senza disturbi visivi).Se fosse quindi una lieve midriasi collaterale non vedo però perché debba essere motivo di preoccupazione.
Dr.Matteo Pacini
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[#20] dopo  
Utente 550XXX

<<""l'ansia non è una diagnosi"; salvo poi alla fine dire "...il disturbo d'ansia è una diagnosi...". Se non è pedanteria questa... "


No, è Lei che non capisce la differenza. Ma non è il consulto che la riguarda comunque. >>

A me la spiegazione dell'utente sembrava piuttosto chiara, come mi sembra la mia.


<<La midriasi si misura, se lei non sa come si misura non importa, lo sa il medico. Chiedo se l'ha misurata, se ha detto che lei ha una midriasi degna di nota, oppure no.>>

Se la midriasi fosse moderata, non sussisterebbe nemmeno questo mio thread; il problema è che, come detto sopra, la pupilla arriva ad essere completamente dilatata (cioè iride quasi sparito), e tra l'altro non mi sembra un fenomeno che riferisco solo io, ma è messo pure tra gli effetti collaterali.



<<Uno ha un episodio di frequenza di 110 e quindi poi se la sta a controllare ? No, quasi ma, dipende invece se è ansioso, perché in quel caso sì, è tipico. Anche se il medico non gli ha assolutamente detto di controllarla o che val la pena di misurarla spesso.>>

Esattamente il contrario. Il medico mi ha detto di misurare spesso i battiti per verificare che quel 110 non fosse un episodio, e di aumentare di un quarto di compressa ogni 3-4 gg finchè i battiti non si fossero stabilizzati. Cosa che è avvenuta con 1/2+1/2 da 100mg.
Quindi come buona norma li misuro la mattina, prima di prendere il farmaco e la sera idem (misuro prima di prendere atenololo in pratica); anche perchè devo verificare che la pressione non sia troppo bassa. Il medico stesso mi ha suggerito così; oltre suggerirmi di associare un ssri per curare il disturbo con effetto più a lungo termine.
Il problema è l'ssri!

Oltre questo, magari la correlazione da me stabilita è sbagliata, ma ho associato i battiti al livello di ansia. Anche perchè quando i battiti sono rientrati ad un livello normale mi sono sentito molto meglio, più rilassato.
Misurarli spesso denota ansia? Ma vorrei vedere lei, senza aver trovato una terapia che funziona in modo "sostenibile"... L'unica cosa che al momento mi aiuta a tenere la situazione sotto controllo è il beta bloccante, che è un sintomatico e che fra poco, causa temperature, dovrò sospendere... Fino a qualche mese fa avevo il cuore in gola e non riuscivo neppure a parlare.

<<Il betabloccante di quel tipo lì non viene affatto usato al posto dell'ansiolitico, altri betabloccanti. Quindi anche questa come vede è una nozione appresa in maniera sbagliata.>>
Il problema è che non l'ho appresa io, ma evidentemente il mio medico, che tra l'altro è un cardiologo; quindi, come vede, lei stesso ammette che la medicina è una disciplina quantomeno discrezionale.

<<Assume una cura per un disturbo d'ansia che prevede la tachicardia tra i suoi sintomi e poi anche un farmaco betabloccante, che se la tachicardia è a crisi può semplicemente abbassare la pressione al di fuori di queste crisi.

Lasciamo perdere i luoghi comuni sui medici. Se deve prendere le ipotesi relative al disturbo per cui si sta già curando come delle offese forse deve far mente locale su cosa questo comporta (l'attenzione ai sintomi, la produzione di sintomi, etc).>>

Non si tratta di luoghi comuni sui medici, esattamente il contrario; di un approccio molto diffuso su cui si dovrebbe fare autocritica.

<<Comunque, se magari può chiarire con il suo medico se lui nota midriasi, lieve, grave, reversibile o meno col buio, (visto che stiamo parlando di una supposta midriasi -mi scusi ma io non vedendola parto dall'ovvio- senza disturbi visivi).Se fosse quindi una lieve midriasi collaterale non vedo però perché debba essere motivo di preoccupazione.>>

Non si tratta di una preoccupazione, ma di una determinazione; vorrei assolutamente evitare, se posso, quell'effetto collaterale e sapere se è possibile, cioè se esistono possibili strade alternative.

Grazie.

[#21]  
Dr. Matteo Pacini

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"Non si tratta di luoghi comuni sui medici, esattamente il contrario; di un approccio molto diffuso su cui si dovrebbe fare autocritica."

Lo faccia ciascuno per quel ritiene. Sappia che esiste anche un approccio opposto e ugualmente criticabile, che è quello di essere talmente disponibili da finire per fare la cura a quattro mani con il paziente, o a dare spiegazioni tanto per dar soddisfazione alle domande.

Detto questo. La questione fondamentale è questa: lei assume una cura con un ssri, adesso con un snri, ma non è chiaro perché, a fronte di questo, debba poi anche assumere un farmaco per uno dei possibili sintomi di un disturbo d'ansia, ovvero la tachicardia. Il controllo della frequenza lo si fa se mai con un Holter, l'automisurazione è purtroppo non sempre affidabile perché non è una misurazione "robotica", ma può di per sé essere ansiogena.

Della midriasi, continua a non essermi chiaro che cosa ha detto il medico: è degna di nota (per come l'ha vista e misurata lui, magari anche solo a occhio), è un problema. Non sempre un effetto collaterale deve essere corretto ad ogni costo, specie se non comporta niente di ulteriore.
Dr.Matteo Pacini
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[#22] dopo  
Utente 550XXX

"Sappia che esiste anche un approccio opposto e ugualmente criticabile, che è quello di essere talmente disponibili da finire per fare la cura a quattro mani con il paziente, o a dare spiegazioni tanto per dar soddisfazione alle domande."

Certamente, e sono d'accordo.

"Detto questo. La questione fondamentale è questa: lei assume una cura con un ssri, adesso con un snri, ma non è chiaro perché, a fronte di questo, debba poi anche assumere un farmaco per uno dei possibili sintomi di un disturbo d'ansia, ovvero la tachicardia. Il controllo della frequenza lo si fa se mai con un Holter, l'automisurazione è purtroppo non sempre affidabile perché non è una misurazione "robotica", ma può di per sé essere ansiogena."

Il medico di base, nella prescrizione per lo specialista, ha scritto
"Diagnosi: Sospetti attacchi di panico",
anche se, ma non ho le competenze per poter criticare una tale diagnosi, la tachicardia è sorta in modo graduale e costante, e non ci sono attacchi improvvisi, ma sembra più un disturbo d'ansia generalizzato.
Lo specialista ha scritto le prescrizioni, ma non credo la diagnosi;
Ha parlato di disturbo d'ansia, con probabile depressione annessa.
Detto ciò, la misurazione della frequenza cardiaca può non essere attendibile, e va trattata non come la "verità" ma è un'indicazione, visto che non si può avere un holter attaccato per mesi.

"Della midriasi, continua a non essermi chiaro che cosa ha detto il medico: è degna di nota (per come l'ha vista e misurata lui, magari anche solo a occhio), è un problema. Non sempre un effetto collaterale deve essere corretto ad ogni costo, specie se non comporta niente di ulteriore.
"
Mi dovrò far rivedere dal medico a metà luglio e quindi aspetterò tale data, continuando la terapia attuale.


[#23] dopo  
Utente 550XXX

Buongiorno,
sembra svelato l'arcano della midriasi: se non assumo omeprazolo, in pochi giorni sparisce.
Il medico aveva valutato la midriasi come evidente, ma un "male necessario", che non inficiava la bontà della cura. Si poteva continuare nella terapia.
In realtà, alla sospensione dell'omeprazolo, nel giro di pochi giorni si è ridotta ad un livello normale. Un'interazione a quanto pare. Abbiamo provato: riprendendo l'omeprazolo, nel giro di pochi giorni ricompare.

Saluti

[#24]  
Dr. Matteo Pacini

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Gentile utente,

Appunto, infatti la situazione sembrava questa. Che ci potesse essere, ma che il medico non la considerasse qualcosa da correggere, visto che non era sintomatica.
Dr.Matteo Pacini
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