Utente 348XXX
Buongiorno.
Vorrei chiedere un vostro gentile parere.
Ho 33 anni soffro di attacchi di panico da 12 anni.
Dopo i primi 2 anni di psicoterapia non risolutiva ho aggiunto la cura farmacologica con paroxetina 20mg per 6 anni.Poi sono passato a 20mg e 10mg a giorni alterni per 2 anni e in seguito a 10mg per questi due ultimi anni.Questi 10 anni ho vissuto una vita pressoche' normale con molte soddisfazioni e momenti bui dai quali però mi riprendevo velocemente.Nelle intenzioni c'era quella di sospendere l'assunzione di paroxetina nel 2015 vista la lunga durata del benessere.So che avrei dovuto sospendere molto più velocemente come consigliato dal mio psichiatra ma visto l'inferno in cui avevo vissuto non me la sentivo di correre il rischio.
Oggi L'INFERNO si è ripresentato.
Un mese e mezzo fa sono tornati attacchi di panico associati a pensieri negativi e ansia durante tutto il giorno.Il medico di base mi ha fatto tornare a paroxetina 20mg .Fiducioso della risposta precedente comincio l'assunzione della dose piena e dopo 20 giorni ho un notevole miglioramento che perdura per 2 settimane.Poi di nuovo il crollo da 10 giorni a questa parte con panico,ansia e continui pensieri negativi.I miei dubbi sono questi:
1)E' possibile che la paroxetina dopo anni di lodevole efficacia possa aver perso o attenuato il suo effetto?A distanza di 45giorni di assunzione dose piena posso ancora sperare o avrebbe dovuto già essere a regime?
2)Come sostituto della paroxetina(che su di me funzionava bene) quali tra queste molecole secondo la vostra esperienza risulta essere preferita SETRALINA-ESCITALOPRAM-DULOXETINA
Ovviamente di mia iniziativa non farò nulla(ho un appuntamento con neurologo tra 12 giorni) però vorrei avere un parere autorevole da voi Dottori che mi chiarisca un pò le idee.
Grazie di cuore

[#1] dopo  
218527

Cancellato nel 2014
Gentile utente,
la situazione che lei descrive è possibile.Infatti anche nella mia esperienza sono capitati casi simili,in cui si assiste ad una perdita di efficacia del farmaco antidepressivo,dopo lunghi periodi di assunzione,o dopo una riassunzione.
Il periodo di 45 giorni di cura è ragionevolmente sufficiente per valutare la risposta del farmaco alla dose consigliata.
Sarà successivamente lo specialista di fiducia che valuterà quale strada seguire,vale a dire se aumentare il dosaggio,oppure associare un differente antidepressivo,oppure ancora cambiare prodotto mantenendo una monoterapia.Lo Psichiatra curante potrà scegliere fra molti validi prodotti,fra i quali anche quelli che lei cita,in base alle risultanze della visita,ed alla sua esperienza.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani

[#2] dopo  
Utente 348XXX

Dottore la ringrazio enormemente per la sua tempestività nella risposta.Quello che dice un pò mi rassicura dato che, sia il mio medico condotto che ricercando in internet ,i pareri erano che fosse rarissimo e quasi impossibile la perdita di efficacia della paroxetina sapere che anche ad altri è successo mi rincuora.In questo periodo sono molto affranto e mi incolpo poichè nonostante continuo a lottare ogni giorno con tutte le mie forze la situazione non migliora come se non riuscissi a predispormi mentalmente per far agire la paroxetina e col passare del tempo mi logoro fisicamente e psichicamente.Approfitto della sua disponibilità e gentilezza se vorrà rispondermi ulteriormente

1) Cosa possono essere state quelle 2 settimane di benessere seguite al ventesimo giorno di assunzione a 20mg in cui avevo recuperato a pieno tutte le mie facoltà e sicurezze?Una sorta di falsa risposta?
2) Secondo lei visto che su di me la paroxetina ha funzionato bene in passato ed essendo essa un SSRI sostituirla con un'altro SSRI potrebbe essere una strategia vincente o è meglio cambiare classe con gli SNRI (li hanno prescritto ad alcuni miei amici sofferenti di attacchi di panico,ma ho letto che non sono il massimo per gli stati ansiosi anche se mi han detto che si trovano molto bene).
3) Il passaggio da un farmaco come la paroxetina ad un altro è davvero un calvario come ho letto in molte esperienze?a questo proposito non sarebbe più semplice,dato che la paroxetina non funziona più,affiancare il nuovo farmaco e solo quando questo va a regime iniziare a scalare la paroxetina?Questo per non infierire su di me con gli effetti da sospensione,ma rimandarli in un periodo in cui grazie al nuovo farmaco sarò meno devastato

Mi scusi per queste mie richieste particolari,ma avere un po' di chiarezza mi aiuta ad andare avanti in questi giorni di disperazione dei quali non vedo la fine

[#3] dopo  
Utente 348XXX

Buongiorno Gentili Dottori secondo la vostra esperienza vi è mai capitato di trattare un paziente con una storia simile alla mia?E se sì come siete riusciti a risolvere questo problema?Ringrazio anticipatamente chi vorrà rispondere

[#4] dopo  
218527

Cancellato nel 2014
Gentile utente,
situazioni simili capitano con una certa frequenza.Sono tuttavia simili.non uguali perchè ogni individuo è unico e quindi anche la terapia va attentamente personalizzata.
Per quanto concerne il fenomeno di breve benessere che le è capitato si potrebbe ipotizzare un fenomeno di sopraggiunta relativa insensibilità recettoriale,purtroppo però è impossibile darle una certezza assoluta.Per tale motivo tutte le strategie terapeutiche precedentemente indicate potrebbero avere un senso,starà al suo Psichiatra curante la scelta,soprattutto in relazione alle informazioni raccolte dalle visite edai controlli effettuati.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani

[#5] dopo  
Utente 348XXX

Grazie Dottore molto gentile.
Spero davvero che riescano ad azzeccarmi la cura perchè un'ulteriore mese a combattere contro questa ansia divoratrice per poi non avere risultati sarebbe per me un trauma insuperabile.Il pensiero di condurre una vita con questa sofferenza interiore sarebbe insostenibile.
Mi scusi per lo sfogo

[#6] dopo  
Utente 348XXX

Gentile Dott.Biondani (o Gentili Dottori se qualcuno volesse intervenire).Sono nel bel mezzo di un dilemma che mi turba molto.Ho sentito il neurologo telefonicamente e mi ha prospettato due vie per risolvere il mio problema:
1) Portare la paroxetina,alla quale mi sono probabilmente abituato da 20mg a 40mg giornalieri.
2) Sostituire la molecola con escitalopram o setralina.
Sulla seconda via non discuto nonostante mi spaventi il cambiamento,ma sulla prima che apparentemente potrebbe essere più rassicurante dato che è un farmaco che prendo da molto tempo ho alcuni dubbi che mi tormentano

1) E' sensato raddoppiare una dose di medicinale aumentando anche i suoi effetti collaterali quando cambiandolo si potrebbero avere maggiori benefici con minori effetti collaterali?L'aumento della dose aumenta anche gli effetti collaterali?
2)Nel caso anche l'aumento di dose si rivelasse non efficace e quindi si dovesse comunque cambiare molecola,a quel punto sarebbe più complicato interrompere una dose da 40mg piuttosto che l'attuale da 20mg?
3)Quale può essere il vantaggio di mantenere la stessa molecola anche se si è dimostrata meno efficace del passato?Il fatto che essendo già in circolo e tollerata aumentandola si riducono tempi di efficacia in confronto ad una sostituzione?

Secondo le vostre esperienze quale via potrebbe essere preferibile o perlomeno praticabile con meno problematiche?Sarei estremamente grato di una vs gentile risposta in modo Tale da fare chiarezza prima dell'incontro e di avere un parere disinteressato da specialisti qualificati come voi.
Grazie di cuore

[#7] dopo  
218527

Cancellato nel 2014
Gentile utente.
entrambe le strategie proposte dal suo curante possono essere sensate .Il fatto di aumentare il dosaggio non sempre è strettamente collegato con un aumenyo degli effetti collaterali,contemporaneamente non è detto che i tempi di efficacia della cura siano molto più brevi rispetto ad un cambiamento di molecola.
Starà quindi ad una valutazione del suo specialista contemperare gli aspetti positivi e negativi di entrambe le scelte,con quelle che potrebbero essere anche sue necessità psicologiche o fisiche particolari.
Cordiali saluti
Piergiorgio Biondani

[#8] dopo  
Utente 348XXX

Grazie per la risposta Dottor. Biondani è sempre molto cordiale e tempestivo.Capisco anche la sua tendenza ad essere abbastanza diplomatico, nonostante con le mie richieste io cerchi di farla sbilanciare più di quanto possa...Mi dispiace soltanto che lei non sia della mia città perchè mi ispira molta fiducia e mi precipiterei nel suo studio mi creda...
Secondo lei 40mg di paroxetina non sono una dose massiccia per un ragazzo di 65 chili come me?Non corro il rischio di far passare ansia e depressione,ma di trasformarmi in un essere sedato senza la possibilità di provare emozioni e con la libido azzerata?
Inoltre le ripropongo una domanda fatta sopra:se dopo le 3 settimane a 40mg si optasse effettivamente per un cambio di molecola poichè non efficace il fatto di essere arrivati a 40mg al posto che a 20mg renderebbe più difficile la sospensione?

La ringrazio per la sua pazienza e mi scuso se sono così insistente,ma a volte una scelta al posto di un'altra fa una differenza abissale.. per il mio neurologo è facile dire provi ad aumentare poi mal che vada se non funziona cambiamo molecola,il problema è che se non funziona alla fine passano 2 mesi per mandare a regime la molecola nuova e questi 2 mesi sono 2 mesi intrisi di soffrerenza
Spero lei possa capirmi e la ringrazio ancora se vorrà rispondermi

[#9] dopo  
Utente 348XXX

Dottor biondani rileggendo quanto sopra secondo lei sono corretti i seguenti riassunti:

1)AUMENTO DOSAGGIO DA 20 a 40 mg
VANTAGGI:molecola già tollerata bene in passato --- no rischio di sintomi da sospensione
SVANTAGGI:raddoppio di dose per renderla efficace --- possibile aumento degli effetti collaterali (ad es calo libido) --- in caso di futura sospensione o sostituzione, maggiori problemi legati a sintomi da sospensione causa dose maggiore --- eventuale dose di mantenimento per periodi lunghi più elevata

2)CAMBIO MOLECOLA
VANTAGGI:efficacia a dosaggi più bassi --- possibilità di effetti collaterali meno pesanti causa dose minore --- dose di mantenimento per periodi lunghi più bassa
SVANTAGGI:individuazione della molecola adatta alla quale si risponde(con il rischio di perdere tempo nell'individuazione) --- possibili effetti da sospensione paroxetina --- possibili tempi più lunghi dovuti alla dismissione di una molecola per introdurre l'altra.

Parlando con il mio medico condotto 2 settimane fa mi disse che l'aumento della dose di paroxetina oltre i 20mg risulta efficace per aumentare l'effetto sulla componente ansiosa del disturbo,ma risulta inefficace sul miglioramento del tono dell'umore.Anche a lei risulta questa affermazione o è solo una opinione personale?

Grazie dottore prometto che poi non la tormenterò più